CAPITOLO III Il rapido crepuscolo decembrino era venuto giù di peso, goffamente, dopo il giorno monotono, e Stephen, fissando gli occhi attraverso il monotono quadrato della finestra della classe, sentì che il ventre esigeva il suo cibo. Sperava che ci sarebbe stato stufato a cena, rape carote patate sfatte e grassi pezzi di montone, serviti in una densa salsa pepata e grassa di farina. Rimpinzatene bene, gli consigliava il ventre. Sarebbe stata una cupa notte di segreti. Dopo il primo buio, i lampioni gialli avrebbero rischiarato, qua e là, lo squallido quartiere dei postriboli. Stephen avrebbe percorso un cammino tortuoso su e giù per le vie, aggirandosi sempre più vicino, in un tremito di timore e di gioia, finché i piedi non l’avessero portato d’improvviso oltre un angolo scuro. Le p

