Ritorno a casa che è sera.
Entro in salone e un profumino mi arriva alle narici.
Trovo già mia madre e mia sorella sedute.
"Ciao Sebastian.."mi saluta mia madre.
Mi avvicino a lei, lasciandole un bacio in fronte.
Mia madre è la mia forza, lo è sempre stata.
Mi avvicino anche ad Alina.
"Ciao scorbutico!!"mi saluta entusiasta.
"Ciao pazza..."le dico dolcemente.
Mi siedo al mio posto.
A capo tavola.
"Bentornato padrone...."
Ed eccola,la mia piccola Magdalena.
Non ho fatto altro che pensare a lei tutto il giorno.
Mi limito a farle un cenno del capo.
Sì avvicina con un carrello, con sopra la mia,anzi la nostra cena.
Serve prima mia madre, poi mia sorella...ed infine me.
Sembra nervosa e non mi guarda negli occhi.
"Dovresti servire il tuo padrone per primo,lo sai?"le dico stuzzicandola.
"Mi hanno insegnato che si servono prima le donne veramente...."mi risponde.
Mi accigliò subito, scontento che mi abbia risposto.
Lei capisce subito cosa ha fatto,e serra le labbra,diventando rossa come un peperone.
Cerca di svignarsela.
"Rimani qui. "Le dico severo.
"Sebastian..."
Mi giro subito verso mia madre,guardandola male.
Sì zittisce.
Poi guardo la bambolina.
Mi ha risposto.
E anche se mi infastidisce essere contraddetto....mi piace che sia lei a farlo.
Nel limite, questo è ovvio.
Porto il primo boccone in bocca.
È buono.
"Hai cucinato tu?"le chiedo.
"Sì...."
"Sì cosa?"
Dio come mi diverto.
"Sì,..padrone."
Bene.
La guardo attentamente.
Non indossa ancora la divisa.
Ma quei miserabili stracci da monaca di clausura.
"Annika!!"
"Ditemi signore. "
"Procura una divisa a Magdalena. Non voglio che vada in giro vestita così..."
Sussulta alle mie parole la bambolina.
"Certo signore. "
Sparisce in cucina.
"Magdalena..."
Alza gli occhi a me.
"Vai in camera e preparami un bagno caldo. Non appena ho finito,arrivo. "
Sgrana gli occhi.
"Come desiderate padrone..."