6.Aprile 2015 La primavera fu lenta, ma tenace. Si presentò a piccoli passi, un raggio di sole alla volta, e in aprile nonostante le giornate fossero limpide, l'aria era pungente come a ricordare che l'inverno era proprio lì dietro l'angolo. La piazza sembrava tirata a cera, il bar d'angolo aveva messo fuori i tavolini e Miriam era seduta in distesa con la sua tazzina di caffè appena bevuto e un libro in mano. Era andata a parlare con il professore di latino di sua figlia e si era presa il resto della mattina per sé immaginando di fare chissà cosa per poi ridursi a leggere un romanzo di Malvaldi al tavolino del bar. Un'ombra umana si proiettò sulla superficie assolata del tavolino, Miriam sollevò lo sguardo e vide Manrico in piedi davanti a sé. Il sorriso le si allargò sul viso ancor

