Capitolo 5

1140 Words
Capitolo 5 Aveva gli occhi del colore dell'erba nei suoi giorni più scuri e corti capelli castani lunghi fino alle spalle che le incorniciavano graziosamente il viso, indossava un abito nero corto con il collo alto e uno spacco che lasciava intravedere le sue lunghe gambe. Mi faceva male ammetterlo, ma era bellissima, a dir poco. Mi sorrise con un luccichio malizioso negli occhi. "È un piacere conoscerti finalmente, Lucy." Mi salutò, fingendo di non esserci mai incontrate prima, quando le sue mani erano strette attorno al mio attuale marito. Mi porse la mano per una stretta di mano e io accettai con cautela. Mi sforzai di ricambiare il suo sorriso. "È un piacere conoscerti anche io, Ariana." Sentii la sua mano stringere la mia più forte, così forte che ero sicura che mi avrebbe lasciato un livido entro domani. "Allora, dov'è Austin?" chiese Eric, scrutando la stanza con lo sguardo. "Oh, era fuori con me pochi minuti fa, vado a chiamarlo papà." rispose Ariana, lasciandomi finalmente la mano. Tutto il mio corpo si irrigidì alle sue parole, quindi avrei dovuto immaginarlo, era lì che era rimasto per tutta la notte. "Quei due hanno sempre condiviso un legame indissolubile." commentò Eric, fissando sua figlia. "Beh, non sempre." intervenne il Principe Lucas. "Qualche anno fa Austin non era nemmeno interessato ad Ariana, ma un giorno qualcosa è cambiato in lui, come un interruttore, è piuttosto difficile da spiegare, è quasi come se fosse stato sotto un incantesimo, si direbbe." Eric sembrò turbato dalle parole di Lucas e si scusò silenziosamente mentre la regina se ne andava per assicurarsi che stesse bene. "Grazie per questo." Lucas mi sorrise. "Quando vuoi, Lucy. So cosa significa essere una nuova arrivata e avere tutta l'attenzione puntata su di te. Non preoccuparti, farò del mio meglio per rendere questa esperienza più semplice per te." "Vorrei tanto poterti ringraziare in qualche modo per le tue dolci parole." risposi sorridendogli con un sorriso radioso, per una volta mi sentivo davvero come se avessi un fratello maggiore che si prendeva cura di me ed era una sensazione fantastica. "Basterà un abbraccio!" suggerì con un sorriso sfacciato. Un ringhio basso e minaccioso proveniva da dietro di noi e vidi Austin che fissava Lucas con aria minacciosa, l'espressione sul suo viso era mortale, quasi come se volesse aggredire il suo stesso fratello. Questa volta non c'era dubbio che fosse un ringhio che avevo sentito provenire da lui, niente aveva senso per me, non avevo mai sentito nessuno in tutta la mia vita ringhiare in quel modo e credimi, ho avuto a che fare con molta gente prima. ""Wow, fratello, sii grato che fossi io a chiederle un abbraccio e non uno degli uomini che la fissano in questo momento." "Austin!" Ariana quasi urlò, cercando di attirare la sua attenzione, sembrava scioccata dalla sua reazione quando Lucas mi chiese un abbraccio. Funzionò comunque, sembrava aver ripreso il controllo di sé mentre il suo sguardo era ora concentrato su di me. Gli lanciai un'occhiata perplessa. Cosa avevo fatto esattamente? I suoi occhi si spostarono da me per scrutare la stanza e un'espressione accigliata si formò sul suo viso. Seguii il suo sguardo e notai che alcuni volti mi guardavano, per lo più uomini. Un muscolo gli si contrasse nella mascella e sembrava che stesse lottando per controllarsi. "Dov'è mio padre?" chiese Ariana. "Penso di aver detto qualcosa che l'ha turbato, dovresti andare a controllare come sta." confessò Lucas con un sorriso. Era chiaro come il sole che non gli piaceva e questo mi confondeva, perché avrebbe dovuto preferire essere gentile con me quando era lei la sua fratello preferito? I suoi occhi lampeggiarono. "Cosa hai detto?" "Chiediglielo." "Lucas." Austin pronunciò il suo nome in tono di avvertimento, non contento del comportamento del fratello. Ariana alzò gli occhi al cielo e incrociò le braccia con quelle di Austin. "Andiamo a cercare mio padre." I miei occhi si posarono sul punto in cui la loro pelle si toccava e di nuovo, proprio come prima, sentii la voce nella mia testa, questa volta quasi urlava "mio". Faceva male, faceva un male cane vederlo così vicino a un'altra donna, soprattutto quando la donna era lei. Ancora non capivo perché, tuttavia, come potevo provare già dei sentimenti per qualcuno che avevo appena incontrato? Le emozioni erano già così forti, come se avessi conosciuto Austin per tutta la vita, ed era semplicemente assurdo visto che non avevo mai incontrato il principe prima, ne ero certa, aveva il tipo di viso che non si può fare a meno di ricordare. Non riuscendo a vedere altro, mi scusai in silenzio e mi diressi verso il giardino del palazzo, desiderosa di prendere un po' d'aria fresca per schiarirmi le idee, lontana da tutti e soprattutto da Austin e Ariana. Per la prima volta da quando ero arrivata qui, iniziai a sentire la mancanza di casa; anche se lì venivo maltrattata, conoscevo ancora quasi tutti e non dovevo preoccuparmi di un marito che non voleva avere niente a che fare con me. Mi sentivo una completa estranea qui, l'unica cosa che mi dava coraggio era la gentilezza della famiglia di Austin nei miei confronti. Stavo provando un nuovo tipo di dolore in questo palazzo e stava diventando quasi insopportabile. Un rumore proveniente dal bosco catturò improvvisamente la mia attenzione e, contro ogni mio buon senso, mi avvicinai di soppiatto per vedere meglio. "C'è qualcuno?" Camminai ancora un po', fermandomi subito quando udii un leggero ringhio. Spalancai gli occhi quando si posarono su un enorme lupo marrone. Sembrava arrabbiato o affamato, non ne ero sicuro al momento. Ma nessuna delle due cose era un buon segno per me. Iniziai lentamente a indietreggiare, ma questo sembrò renderlo ancora più arrabbiato, poiché il ringhio feroce si faceva sempre più forte. Mi portai le mani alla bocca per fermare l'urlo che minacciava di uscire, temevo che qualsiasi rumore avrebbe fatto attaccare quella dannata creatura molto più velocemente. Mi guardai intorno freneticamente, sperando di trovare qualcosa che potesse aiutarmi in quella situazione. Sentii il sudore accumularsi sulla fronte mentre ascoltavo il mio cuore battere all'impazzata mentre il lupo si avvicinava furtivamente. Il mio cuore sobbalzò per la sconfitta quando mi resi conto che poteva essere la mia fine, non c'era modo di sopravvivere a un attacco del genere da parte di qualcosa di enorme e feroce come questo lupo. Il lupo mi ringhiò contro, preparandosi ad attaccare, mentre i suoi occhi si concentravano su di me. Si lanciò in avanti e io emisi un grido spaventato. Era finita. Improvvisamente, un forte ululato squarciò l'aria, tutti i peli del mio corpo si rizzarono per la potenza che irradiava quel suono. Dal nulla, un enorme lupo nero corvino mi balzò davanti e si lanciò contro l'altro lupo. Li guardai con orrore mentre si aggredivano a vicenda. Che diavolo stava succedendo?
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