39 Era ancora disponibile un taxi di scorta. A quell’ora poteva considerarla una fortuna. Sbrigò le pratiche e si stabilì sull’auto. Una Fiat Multipla che aveva il sedile sfondato. Era tutta un cigolio e il motore sembrava quello di un trattore, ma era sempre meglio che niente. La fiera era terminata e le chiamate al radio taxi più rade. Lavorò male, svogliato. Aveva lo stomaco chiuso e un nido di calabroni nella testa. Nonostante l’invito di un paio di colleghi, non si fermò neppure per mandare giù un boccone. Fino alle undici non pensò alla Cantina né alla musica o a Sara. Ma poi quell’ultimo pensiero s’insinuò nuovamente in lui. Sara, voleva rivederla, ancora di più che nei giorni precedenti. Con la sua presenza l’avrebbe fatto sentire meglio. Fu la prima volta che se ne accorse.

