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47 Il trillo proveniva da un altro mondo, ma si stava avvicinando velocissimo. Annibale spalancò gli occhi e gli apparve davanti il candido soffitto, nella penombra della sua camera da letto. Il cellulare continuava a trillare. Guardò la sveglia: le 10 e 22 del mattino. In pratica, nemmeno l’alba. Ma chi gli rompeva le scatole a quell’ora? Si girò sul fianco; aveva di nuovo chiuso gli occhi, così sul comodino ci rovistò a memoria. Sentiva le palpebre pesanti e un canto di sirena richiamarlo al sonno. Tastò il ripiano, la lampada, il libro, la sveglia... Finalmente trovò il telefono, ma quando lo portò all’orecchio farfugliando un: «Pronto» più morto che vivo, dall’altra parte avevano riattaccato. Guardò il display del cellulare, segnava un numero che non aveva in agenda e che a memor

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