Capitolo IV Il bar stava al piano strada di un palazzone di cinque: due corpi abitativi, uno più stretto come una torre sgraziata, l’altro molto più grande, verde chiaro, diventato negli anni color sporco; la facciata ricoperta da un mosaico di klinker lucido, per lo meno un tempo, balconi curvi in cemento, più pronunciati sulla parte a torre, accennati sulla larga facciata. All’architetto doveva essere avanzato il disegno di uno di quei condomini che negli stessi anni si costruivano, senza pietà per la bellezza, su tutti i lungomare della Liguria. Il locale, tre vetrine formato negozio, lo aveva comprato con i soldi che gli aveva lasciato suo padre. Da ragazzino aveva patito le economie quasi rancine della sua famiglia, ma il vecchio era riuscito a mettere via una somma che gli aveva

