V

1791 Words

V Alla Locanda dell’Oca Nera La mattinata era freddissima. Una foschia gelata s’alzava e s’abbassava sulla costa della collina, offrendo spiragli al pallido sole che s’intravedeva appena nel cielo grigio plumbeo, fosco. Con la temperatura sotto zero la strada che collega Matidia a Trevi era ghiacciata. Febo Nalli saliva spedito, camminando lungo la ripa, là dove le scarpe con le suole spesse facevano più presa al suolo. Indossava il pastrano marrone con l’imbottitura di lana fino alle ginocchia, più leggero, arrivava alle caviglie. Teneva i mutandoni lunghi sotto i calzoni di velluto, un cappello a zucchetto rinsaccato in testa. La sciarpa di lana verde oliva gli avvolgeva il viso e le orecchie. Visto da lontano dava l’impressione di un anziano viandante piuttosto che di un ragazzo sedic

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