CAPITOLO 3 L’animale si svegliò un po’ prima dell’alba e la sua lingua, guizzando avanti e indietro fuori dalle fauci, iniziò a percepire gli odori circostanti, trasmettendoli direttamente al cervello, come una sorta di computer chimico. Lo informava sulla qualità dell’atmosfera, sulla presenza di altri animali in generale e di prede in particolare. L’animale iniziò a scendere lungo il tronco dell’albero, accarezzandone le fronde col corpo sottile, ma ciò che la sua lingua avvertiva lo rese inquieto e, quindi, rinunciò ad andare in cerca di acqua come avrebbe voluto. Si mosse lentamente nell’erba, girando in cerchio attorno all’albero. Poi si staccò da esso, avanzando tra l’erba alta di una radura. Nugoli di cavallette si alzavano dal fogliame balzando tutt’intorno al suo passaggio. Ma

