PREFAZIONE
Era il 2006. Beh, quell’anno, dopo aver scritto e riletto più volte il racconto Giulia, anziché infilarlo come di consueto nel cassetto della scrivania in buona compagnia di tanti altri, decisi di presentarlo a un concorso letterario. Quasi per gioco, in verità.
Si trattava di un premio letterario giunto alla sua seconda edizione e indetto dalla rivista «Polizia Moderna». Il tema era chiaro, Racconti al buio, ed era dedicato ai cosiddetti narratori in divisa.
Giulia si qualificò secondo (ex equo) e, a maggio, al Salone Internazionale del libro di Torino, venni premiato dalla giuria e dal suo presidente, Carlo Lucarelli, con questa motivazione: Tre amici, un biglietto trovato per caso e una scommessa. Un giallo che affonda le sue radici nel passato e sancisce con malinconia e amarezza una tardiva perdita dell’innocenza.
L’emozione fu indiscutibilmente grande e alimentò in me il desiderio di pubblicare. Per la prima volta.
Dopo aver scelto dal famoso cassetto della scrivania una ventina di racconti, mi misi alla certosina ricerca di un editore e, dopo qualche tempo, finalmente lo trovai. A Imperia. Si trattava della Ennepilibri diretta dal dottor Rinangelo Paglieri.
Il mio primo libro andò in stampa con il titolo Giulia e altre storie. Era il 2007.
Da quel giorno Giulia ha continuato a ricevere riconoscimenti e stima da parte del pubblico, finanche una doppia pubblicazione in Bielorussia, grazie all’amica scrittrice Aksana Danilchyk che ha saputo magistralmente tradurlo.
La ragazza di Lucento, romanzo ispirato proprio a quel fortunato racconto, è dedicato a Giulia e ai suoi protagonisti, Alessandro Meucci e Maurizio Vivaldi, che mi hanno poi accompagnato fedelmente per oltre dieci anni.
In questo romanzo, li ritroverete giovani, così com’erano all’origine, prima che tutto accadesse nelle loro vite.
Scoprirete aspetti nuovi e segreti delle loro personalità e navigherete nelle più profonde oscurità delle loro paure e fragilità, intuendo ahimè, che non sempre il tempo è galantuomo. Perché dietro ad azioni od omissioni vi è sempre una ragione, conscia o inconscia che sia.
Nessuno è veramente libero dai suoi fantasmi.
La ragazza di Lucento è un anche un omaggio al quartiere di Lucento, periferia nord di Torino. Il quartiere in cui sono nato e vissuto sino al mio arruolamento in polizia, nel lontano 1978.
Il romanzo è ambientato nel 1990, tuttavia, preparatevi a viaggiare nel tempo amici miei, perché i pensieri, i sogni, ma anche gli incubi, sanno correre veloci.
Buona lettura.
Maurizio Blini