Erica Le sue dita sono gelide intorno alla mia gola. Non strette. Non ancora. Solo posate lì, come una collana di ghiaccio che mi ricorda a ogni secondo che può finire ciò che ha iniziato quando vuole. Non mi muovo. Quasi non respiro più. I suoi occhi vuoti sono vicinissimi. Ci affogo. Cado in quel grigio trasparente che non riflette nulla, nemmeno il mio riflesso, nemmeno la mia paura. — Sai cosa farò? mormora. La sua voce è dolce. Sempre quella dolcezza orribile. Scuoto la testa. Appena. Il movimento fa sfregare la sua pelle contro la mia. — Niente, dice. Per ora. Il suo pollice sfiora la mia gola, proprio dove batte la mia carotide. Sento il mio polso contro la sua pelle. Lo sente anche lui. Sa che ho paura. Sa tutto. — Ma se parli... se racconti a qualcuno ciò che hai visto s

