Erica Le sue dita si chiudono intorno alle mie. Non troppo forte. Quanto basta perché io sappia che non posso scappare. — Hai paura di me, dice. È normale. Mi guarda. I suoi occhi si immergono nei miei e sento che vede tutto. Il mio terrore, il mio dolore, la mia disperazione. Vede tutto e non gli fa niente. — Ma vedrai, continua. Non sono così terribile. Sorride. Quel sorriso è peggio di tutto. Le sue labbra si allungano meccanicamente, come se imitasse qualcosa che ha visto fare ad altri. Non c'è alcun calore. Alcuna vita. Solo una copia, un disegno di sorriso su un viso di pietra. — Vieni, Erica. Andiamo. Mi tiene per mano. Attraversiamo la stanza. Guardo papà. Un'ultima volta. La sua testa inclinata. La sua macchia scura. Le sue dita anellate che non brilleranno mai più. Vo

