Capitolo 2 - Le mutandine rosse
Justin cerca senza successo di svincolarsi alla stretta di Annalisa- per l'amor del cielo, un po' di riservatezza. Non ama mescolare le cose private al lavoro, anche se l'intera ditta e' a corrente della sua piccante relazione, ampiamente commentata con lusso di dettagli in tutti gli uffici e persino dal personale di pulizia. Justin e' cosi', una specie di star tra tutti perche' americano, bello e pieno di glamour, e lo sa benissimo- anzi- e' una parte che gli va come un guanto.
Tutti hanno capito, un'invisibile ondata elettrica ha appena percorso la ditta: qualcosa di clamoroso stava per succedere, come tutte le volte che Justin e Sandy si trovavano nella stessa stanza.
E quel qualcosa accade... con molta disinvoltura la giovane Sandy si piega e da sotto la scrivania del grande capo raccoglie un paio di...mutandine rosse con pizzo, mostrandolo a tutti quanti.
Justin rimane di sasso sulla poltrona, con Annalisa incollata addosso come una specie di edera arrampicante. Sandy non rivolge loro nemmeno un'occhiata, continua a fissare il capo con espressione di scherzoso rimprovero negli occhi scintillanti.
Gerardo sgrana i suoi cosi' tanto che tra un po' sembra che gli partiranno dalla testa e si incolleranno alle mutandine rosse che Sandy gli sventola davanti.
"-Forse la ragione per la quale e' cosi' allegro oggi?" chiede lei, ma proprio in quel momento accadono quattro cose: Gerardo emette una specie di urlo non articolato e da' un colpo di pugno nella scrivania, cosi' forte che alla fine il bicchiere di caffe' di prima finisce per rovesciarsi macchiando una sfortunata pila di documenti che si trovava proprio accanto nel momento fatidico.
Dall'entrata si sente un coro di "aaaa" e circa sette persone con l'espressione piu' scioccata del mondo irrompono dentro a fissare piu' da vicino l'incredibile oggetto nella mano della studentessa alla Bocconi.
"-Quelle non sono mie!" grida Annalisa. Per un attimo tutti gli occhi sono su di lei, in un silenzio apocalittico. Le bocche di tutti hanno effettivamente raggiunto il pavimento.
Il telefono si mette a squillare.
"-Pronto!" urla Gerardo nel ricevitore, senza perdere d'occhio l'intera scenata.
Nel frattempo, Sandy si e' lentamente voltata verso Annalisa, la mano con le mutande sempre all'altezza del viso e un'espressione del piu' puro candore negli occhi neri lucenti.
Annalisa e' la copia esatta dell' Urlo di Munch - pietrificata, rimpicciolita, la mascella sul pavimento e barcollando sui tacchi come se avesse appena ricevuto un pugno in piena figura.
Senza sapere bene cosa sta facendo, Justin si lancia verso Sandy con un vero salto da acrobata alle Olimpiadi, le toglie le mutandine di mano e in meno di un nanosecondo se le infila in tasca, sudando come se avesse appena salito a piedi i dieci piani dell'edificio.
Gli altri spettatori emettono un "ooo" e avvicinandosi a Justin, gli toccano le spalle in un muto segno di compassione. Annalisa ha perso la capacita' della parola.
"-Noi tre dobbiamo parlare!" sputa Gerardo a Justin e Annalisa , appena conclusa la conversazione telefonica. "E lei signorina meglio stia fuori da questo" ringhia verso Sandy, che con una quasi pirouette si sta gia' congedando, non senza aver prima lanciato una bella occhiata di sottinteso alla coppia di piccioncini.