Di nuovo insieme

4510 Words
Davanti a me ci sono Damien ed Aaron e l’atmosfera non è proprio delle migliori. Damien mi sta dando le spalle, ma noto comunque che la sua maglietta è sporca di sangue e le sue braccia hanno dei tagli che si stanno già rimarginando, anche se più lentamente del solito. Aaron invece ha il labbro superiore spaccato, qualche lieve ferita sul volto e la maglietta strappata, probabilmente in questo momento ha un bello squarcio sull’addome a giudicare dal fatto che sta sanguinando copiosamente. Mi accorgo ben presto che ha solo un pugnale in mano, mentre del secondo che aveva nemmeno l’ombra, e deduco sia stato lui a scagliare l’arma che quasi colpiva me e Sebastian, ed il suo obiettivo era sicuramente Damien il quale, per fortuna, lo ha evitato. Entrambi hanno il respiro accelerato e sembrano indeboliti, ma nessuno dei due demorde ed il primo ad attaccare è Aaron. Proprio in questo istante però Damien, prima preso dalla foga del combattimento, si accorge di noi e si volta di scatto verso me e Sebastian, immobilizzandosi con gli occhi spalancati. Il respiro mi si blocca in gola non appena i nostri sguardi si incrociano. Perde del sangue dal naso ed ha un piccolo ma profondo taglio sotto l'occhio destro ed un altro sopra il sopracciglio sinistro. I suoi occhi sono brillano di un rosso intenso ed assetato di sangue, è furioso e non è più in sé, ormai ho imparato a riconoscere quello sguardo. Dalle sue labbra spuntano i canini affilati mentre sulla sua fronte si notano delle appuntite corna nere, in questo momento sembra davvero un demone capace di uccidere chiunque lo ostacoli o lo contraddica. Damien si volta di nuovo verso Aaron giusto in tempo per bloccare la mano che lo stava per pugnalarlo e disarmarlo. I due iniziano dunque a combattere violentemente l'uno contro l'altro ed il mio cuore si ferma ad ogni colpo, ad ogni secondo che passa temo che Damien venga ferito e l’ultima cosa che voglio è vederlo soffrire, soprattutto dopo tutto il tempo che abbiamo passato lontani. -Ti prego, Sebastian! Aiutami a dividerli, da sola non posso farcela!- supplico io scuotendolo per un braccio e lui abbassa lo sguardo su di me. Mi osserva attentamente e poi scuote la testa:-Non ci provare, biondina, non ho intenzione di assecondarti. Non sono affari che mi riguardano. E poi quel mezzosangue è un nemico, interromperli vorrebbe dire lasciarlo scappare. -Allora aiuta Damien a catturarlo!- esclamo esasperata. -Perché dovrei? Se è così debole da farsi battere da lui, lo ucciderei io stesso dopo aver ucciso il tuo caro cuginetto. Ora fammi guardare lo spettacolo in pace, angioletto.- sogghigna lui, probabilmente compiaciuto della mia espressione disperata. -Ti suggerirei di starne fuori, se ci tieni alla vita. L’unica cosa che quei due hanno in testa è uccidersi a vicenda.- mi dice appena faccio un passo avanti. Ignoro il consiglio di Sebastian e corro verso i due. Devo trovare un modo per fermarli! Appena li raggiungo vedo Damien sollevare il braccio destro con il pugno serrato pronto a colpire Aaron in pieno volto con un pugno. Senza riflettere mi fiondo contro il demone e mi avvinghio al suo braccio, usando tutte le mie forse per bloccarlo, ma nonostante i miei sforzi riesco solo a rallentarlo. Tuttavia Aaron riesce a cogliere l'occasione per schivare il pugno ed uscire dal raggio dei colpi di Damien. Purtroppo però non ho molto tempo per gioire, perché il demone si libera presto della mia presa e si prepara ad attaccare nuovamente Aaron, il quale è già in posizione, pronto a difendersi e contrattaccare. Mi posiziono davanti a Damien prima che possa anche solo fare un passo, ma vedo comunque i suoi occhi rossi come il sangue fissi sull’ibrido, come se non mi vedesse, come se io non fossi qui. Vuole ucciderlo a qualunque costo, ma io non posso restare ferma a braccia conserte ad assistere alla scena. Per quanto anche io detesti Aaron per aver ucciso Gionata e per avermi rapita e tenuta prigioniera, non voglio comunque vederlo morire per mano di Damien. Soprattutto perché la vera responsabile di tutto ciò è Beatrix, la quale lo ha solo usato come un burattino. -Damien! Damien, smettila! Calmati! Ora non serve a niente lottare contro di lui, non ne vale la pena! Non voglio vederti versare altro sangue in uno scontro che non porterebbe a niente! Calmati!- urlo appoggiando le mani sulle sue spalle e scuotendolo, cercando di attirare la sua attenzione. Finalmente sposta i suoi occhi rossi su di me ed il mio cuore inizia a battere all’impazzata. Lo sento respirare affannosamente e siamo così vicini che il suo caldo respiro accarezza la mia pelle. Porto le mie mani sulle sue guance e le accarezzo, era da così tanto che non potevo toccarlo... -Astrid, è pericoloso, stai indietro.- ribatte però il demone con il fiato corto e mi spinge di lato, giusto un attimo prima che Aaron lo colpisca in viso con un pugno e poi con un calcio all’addome che gli fa perdere l’equilibrio e lo fa cadere all’indietro. Prima che l'ibrido possa avventarsi contro Damien però lo ostacolo ponendomi davanti a lui ed appoggiando le mani sul suo solido petto per impedirgli di avanzare. -Aaron, stai fermo! Smettila di attaccarlo!- urlo io con le lacrime agli occhi e la voce rotta. -È stato lui a cominciare ed ora sarò io a finire.- ringhia Aaron furioso mentre i suoi occhi rossi ardono di rabbia. -Non me ne frega niente, devi smetterla! -Non darmi ordini!- sbotta cercando di liberarsi di me e non c’è più alcuna traccia del ragazzo gentile che fino a poco tempo fa si preoccupava per me. Con la coda dell'occhio vedo Damien rialzarsi e ripartire all'attacco. Comunicare con questi due a quanto pare è impossibile, ma non ho davvero intenzione di restare ferma a guardarli mentre cercano di uccidersi. L’ibrido mi solleva di peso spostandomi alle sue spalle e poi spingendomi mentre il demone lo attacca, i due riprendono a lottare mirando l’uno ai punti vitali dell’altro. Intanto noto Sebastian restare in disparte ad osservare lo scontro come se fosse al cinema. Mentre li osservo in apprensione cercando di trovare un modo per fermarli, Aaron si lancia rapidamente a terra evitando un colpo di Damien e raccoglie il pugnale che aveva quando sono arrivata. Se già prima ero in apprensione, ora sono totalmente nel panico. Il demone assume subito una posizione difensiva, consapevole di essere adesso in svantaggio dato che non ha alcuna arma a portata di mano. L’ibrido invece ghigna compiaciuto e velocemente si avventa su Damien con il pugnale mentre quest'ultimo indietreggia cercando di non farsi colpire. Di nuovo provo a mettermi in mezzo per evitare che Damien venga ferito dal pugnale. -Damien! Aaron! Basta!- urlo cercando di attirare la loro attenzione su di me, ma solo Damien si volta verso di me ed in questo piccolo istante di distrazione Aaron riesce a colpire il demone ad un braccio, ferendolo. Inorridisco alla vista del sangue del demone, è solo colpa mia e della mia incapacità, se fossi più forte potrei separarli. Tuttavia questo non è il momento di autocommiserarmi, non ora che Aaron sta per colpire di nuovo. Istintivamente mi metto in mezzo ai due strappando il pugnale dalle mani dell’ibrido con una forza ed una velocità che non avrei mai pensato di possedere. -Smettetela immediatamente!- urlo arrabbiata e vedo entrambi, finalmente, bloccarsi e concentrarsi su di me. -Vi prego, fermatevi.- sussurro voltandomi verso Damien e prendendo il suo braccio ferito per verificare l’entità del danno. -Aaron mi ha aiutata, Beatrix mi aveva scoperta e mi aveva imprigionata in una cella, lui mi ha liberata. E tu, Aaron, smettila di attaccare Damien, perché altrimenti dovresti prima vedertela con me.- dico mentre vedo l’ibrido riacquistare il suo aspetto normale, il suo respiro rallenta ed i muscoli del suo corpo si rilassano. Damien invece non si calma, non che non mi abbia ascoltata o che non sia tornato in parte lucido, ma semplicemente non gli importa niente di quello che ho detto e non posso biasimarlo. -Dopo tutto quello che ha fatto non si salverà così facilmente!- ringhia il demone, pronto a fiondarsi nuovamente all’attacco. -Damien! So come ti senti, ma non ne vale la pena! Anche uccidendolo adesso non cancelleresti il dolore che ha causato con le sue azioni!- gli dico io mentre guardo le mie mani sporcarsi del suo sangue, la ferita sul braccio fatica a rimarginarsi ed in questo momento vorrei solo smetterla di perdere tempo a discutere inutilmente e medicarlo al più presto. Aaron sbuffa e si siede a terra, esausto, e ci studia con attenzione. Il demone digrigna i denti ed avanza verso di lui, nonostante io stia cercando di trattenerlo non sono abbastanza forte per fermarlo. Decido allora di aggrapparmi e di usare tutto il mio peso per bloccarlo. -Damien! Basta! Non era esattamente questo che mi immaginavo sarebbe successo quando finalmente ci saremmo rivisti, sai?! Questo è un combattimento inutile, non è lui il vero nemico! Quindi smettila di sprecare energie e farti del male!- inizio ad urlare e finalmente si ferma, spostando i suoi occhi rossi su di me, i nostri volti a pochi centimetri di distanza. Lentamente le sue corna iniziano a ritrarsi così come i suoi canini mentre gli occhi ritornano del solito marrone scuro. Avverto le sue braccia stringersi attorno alla mia vita, il suo sangue macchia la stoffa della mia maglietta, ma poco mi importa, finalmente ci stiamo abbracciando, possiamo toccarci di nuovo e siamo insieme dopo non so quanto tempo. La sua stretta si fa più forte mentre affonda la testa nel mio collo stringendomi a sé. -Astrid... mi dispiace.- mormora accarezzandomi la schiena. -Vedi di tenere quei tuoi bei dentini lontani dal suo collo!- ringhia Aaron alle mie spalle. -Ci tieni davvero tanto a farti chiudere quella boccaccia per sempre.- ribatte Damien con tono minaccioso sollevando il capo per linciarlo con lo sguardo. -Potreste pur sempre riprendere il vostro scontro, io mi stavo divertendo prima che la biondina si intromettesse.- commenta Sebastian affiancandoci ed io mi allontano da Damien per fulminarlo con lo sguardo. -Non guardarmi con quella faccia, hai rovinato tutto il mio divertimento.- sbuffa il moro sollevando gli occhi al cielo. Senza controllo avanzo verso di lui puntandogli un dito contro:-Sei uno stronzo, avresti potuto aiutarmi invece che startene lì impalato! Se la violenza ti piace così tanto, vai tu a combattere e a rischiare la tua vita anziché guardare gli altri! -Attenta ai consigli che dispensi, potrei scegliere te come mio avversario.- dice Sebastian sogghignando facendo un passo verso di me e subito Damien, alle mie spalle, mi cinge la vita con un braccio e mi fa arretrare, allontanandomi dal moro. -Non impari mai, angioletto. Non puoi permetterti di provocare chi vuoi, debole come sei. Ricorda che non ci sarà sempre qualcuno a proteggerti.- aggiunge Sebastian con tono basso e sinistro ed io rabbrividisco alle sue parole. Decido di non ribattere, preferisco concentrarmi su Damien e Aaron che continuano a lanciarsi occhiate assassine. Meglio tenerli d’occhio prima che perdano d nuovo le staffe. -Vado a cercare Shawn, è una perdita di tempo continuare a perlustrare i dintorni se tanto Beatrix se ne è già andata. E qua ormai il divertimento è finito.- buffa Sebastian per poi voltarsi ed allontanarsi. -Non capisco per quale assurdo motivo tu lo stia difendendo.- dice ad un certo punto Damien . -Semplicemente non voglio assistere ad inutili spargimenti di sangue, va bene? Ne ho abbastanza di violenza e morte.- sospiro io prendendo la sua mano e facendo intrecciare le nostre dita:-Ora siediti e fammi vedere le ferite, stai ancora sanguinando. Il demone fa come dico ed io mi inginocchio al suo fianco, quasi tutte le ferite sono completamente guarite, anche quella sull’addome che sembrava piuttosto estesa e profonda, ma quella sul braccio ancora non si rigenera, probabilmente deve essere a causa del pugnale. Non avendo bende a disposizione, mi affretto a sfilargli la maglietta per fasciargli il braccio e bloccare il sanguinamento. -Non ti facevo così audace.- mi stuzzica lui con un filo di voce, facendomi avvampare all’istante. Cerco di rimanere calma e concentrata sulla ferita mentre borbotto:-Cretino, lo sto facendo solo per fasciarti, non farti strane idee. Senza contare che tanto questa maglietta era già mezza strappata. Lui ridacchia alle mie parole e sento il suo fiato caldo accarezzarmi la pelle della fronte mentre stringo la fasciatura improvvisata per evitare che cada. -Piuttosto, quanto ci metterai a guarire del tutto?- gli domando in apprensione cercando di tenere lo sguardo fisso sui suoi occhi e non sul suo petto scolpito. -La lama del pugnale era benedetta... La ferita non è grave, entro sera dovrebbe rimarginarsi ed in qualche gorno dovrebbe sparire anche il fastidio.- ribatte il demone sollevando il braccio non ferito ed accarezzandomi una guancia con delicatezza:-Non preoccuparti, starò bene. Abbozzo un sorriso e sospiro sollevata, poi mi volto verso Aaron il quale sta strappando dei fili d’erba con un’espressione piuttosto infastidita:-Tu stai bene? -Le mie ferite sono già guarite, non sono così debole.- ribatte lui con aria di superiorità e già avverto Damien innervosirsi, ma prima che possa dire o fare qualunque cosa lo fermo con un gesto della mano. Questi due proprio non ce la possono fare a stare così vicini senza provocarsi o cercare di ammazzarsi a vicenda. -Damien, dov'è Shawn?- domando io. -Nei paraggi. Io, Sebastian e Shawn ci siamo separati dagli altri per cercare l'ingresso del nascondiglio di Beatrix. E mentre cercavo ho visto... quell’ibrido aggirarsi da queste parti.- mi risponde lui:-Comunque da quello che mi è parso di capire ormai è inutile cercare il nascondiglio. Io annuisco:-Beatrix se ne è andata. Mi ha scoperta, ha capito che avevo recuperato tutti i ricordi e che vi avevo già avvertiti sul luogo in cui si nascondeva. Non è ancora pronta per uno scontro, vuole continuare a nascondersi finché non avrà ultimato i preparativi e poi attaccarvi alla prima buona occasione. Il demone mi studia minuziosamente e, dopo alcuni attimi di silenzio, mi domanda:-Ti è stato fatto del male? Scuoto la testa:-Mi ha rinchiuso in una cella, ma mi ha detto che non sarò mai libera finché non avrò trovato un modo per liberarmi dal patto che mi lega a lei. Quel pugnale, quello che mi aveva dato Aaron tempo fa, mi ha legata a lei. Ora lei ha il pugnale, ma in qualunque momento potrebbe liberarlo e quello mi ucciderebbe. A quanto pare, ora che sa che l’ho tradita, si è attivata la maledizione. Se non voglio morire, Beatrix mi deve liberare dal patto oppure io devo ucciderla. -Mi pare piuttosto ovvio che dovrai ucciderla, quella non ha il cuore tenero, non riuscirai mai a convincerla a liberarti.- dice Damien e subito sposto lo sguardo su Aaron, è silenzioso ed inespressivo, ma so che ci sta ascoltando attentamente. Per quanto si mostri interessato al mio benessere, so che non mi permetterebbe mai di uccidere sua madre, nemmeno per salvarmi la vita. La sua visione distorta e malata di famiglia gli impedisce di vedere la realtà per quella che è, ossia che per sua madre lui non è altro che uno strumento di cui si libererà non appena non le sarà più utile. -Quindi Beatrix non la troveremo più, possiamo solo aspettare che faccia la prima mossa.- sospira Damien. -Aaron forse potrebbe aiutarci.- ...e anche Pax, ma questo preferisco tenerlo per me, non sono ancora sicura di voler rivelare ad Aaron che Andrej in realtà è Pax e che ci sta aiutando. -Sì, farò il possibile.- mormora mio cugino:-Però permettimi di parlarle, sono sicura di poterla convincere a liberarti dalla maledizione. Lei è solo arrabbiata perché hai tradito la sua fiducia, ma non farebbe mai del male a qualcuno di famiglia. -Ah! Non farmi ridere! Quella ucciderebbe chiunque la ostacolasse, a prescindere dai legami di sangue!- ringhia Damien accanto a me, facendo inalberare l’ibrido. -Ti sbagli! -Credi forse che non sarebbe capace di uccidere anche te?- continua il demone:-A proposito, come mai sei qui e non con lei? Forse adesso ti considera un traditore? Oppure vuoi solo farci credere di aiutarci per poi condurci dritti in una trappola?! -Io... io non vi sto aiutando! Non sono un traditore!- urla lui affondando le mani nei suoi capelli ed iniziando ad iperventilare. Prima che Damien possa aggiungere altro lo zittisco con un gesto e poi mi alzo per raggiungere Aaron:-Ora calmati, non è successo niente. Non sei un traditore, volevi solo aiutarmi, giusto? Lui annuisce veementemente mentre entrambi i suoi occhi lampeggiano di un rosso scarlatto. -Ti ringrazio di voler parlare con Beatrix per liberarmi della maledizione.- dico io cercando di confortarlo ed in un attimo lui mi stringe in un abbraccio, cosa che fa infuriare Damien, il quale si alza in piedi pronto per staccargli la testa, ma io lo blocco scuotendo il capo. Anche se con riluttanza ricambio l’abbraccio e, rivolgendomi al demone, mimo lentamente:-Lui può esserci d’aiuto, meglio tenercelo buono che inimicarcelo. Damien allora si blocca, i pugni serrate e la mascella contratta, ma alla fine annuisce, anche se la mia idea non gli piace molto. Probabilmente preferirebbe ammazzarlo qui e subito, ma Aaron si è offerto di intercedere per me con Beatrix e questa potrebbe essere per me la migliore opportunità di avvicinarmi a lei. So che l’ibrido si sbaglia e che non riuscirà mai a convincerla, ma se riuscissi a cogliere il momento migliore mentre parlano, io potrei attaccarla. So di non poter avere la meglio in uno scontro diretto, ma posso pur sempre provare a coglierla di sorpresa. Devo liberarmi da questa maledizione a qualunque costo. Una volta che Aaron si è calmato, ci separiamo dall’abbraccio ed il demone non esita un istante ad allontanarmi da lui di peso, portandomi a diversi metri di distanza dall’ibrido. Dopo alcuni attimi di silenzio Damien dice:-Credo che sia meglio tornare dagli altri. -Non aspettiamo Shawn e Sebastian? -Tu pensi davvero che il Principe tornerà indietro a prenderci? Sarà andato a dire a Shawn che è una perdita di tempo continuare le ricerche e poi si ricongiungerà con gli altri. -Quanti sono i demoni?- domanda l’ibrido. -Un centinaio. E con noi sono venuti una decina di angeli per parlare con Beatrix e risolvere pacificamente le divergenze.- risponde Damien con diffidenza. Il demone si volta poi verso di me e, cautamente, aggiunge:-C'è anche tuo padre. Te l'ho detto che ti stava cercando. Alle sue parole il mio cuore inizia a battere all’impazzata mentre la mia mente si svuota di ogni pensiero. Non può essere. Mio padre è qui vicino, da qualche parte. Più vicino di quanto lo sia mai stato in tutta la mia vita. -Io... non so se voglio vederlo. Insomma... non l'ho mai conosciuto, lui ha abbandonato me e mia madre... Ed ora, improvvisamente, è qui. Non credo di essere pronta.- sussurro disorientata:-Non dopo tutto quello che è accaduto ultimamente. -Astrid, se non vuoi incontrarlo non c’è problema, non gli permetterò di avvicinarsi. Non devi sentirti obbligata a fare nulla.- cerca di rassicurarmi Damien stringendo la mia mano nella sua ed intrecciando le nostre dita. Io mi limito ad annuire. Che cosa dovrei fare? So di non essere obbligata ad incontrarlo, ma ora lui è qui vicino, per la prima volta nella mia vita ho la possibilità di incontrarlo e non so se mi si ripresenterà. Nonostante non mi senta pronta, sarà la scelta giusta rifiutarmi di vederlo? Senza aggiungere altro, Damien inizia a camminare tenendomi per mano e facendomi strada nella boscaglia mentre Aaron ci segue silenziosamente a qualche metro di distanza. Mentre camminiamo inizio all'improvviso ad avvertire la presenza di tre individui alle nostre spalle e, in contemporanea con Aaron e Damien, mi volto Il primo che identifico, purtroppo, è Sebastian, ma ben presto il mio disprezzo lascia posto alla sorpresa quando mi accorgo che accanto a lui c’è Samantha e, poco più indietro, Shawn. Nel vedere il rosso i miei occhi iniziano a luccicare ed io, istintivamente, gli corro incontro, saltandogli letteralmente addosso e facendolo indietreggiare, sorpreso. Ben presto però ritrova l’equilibrio e mi stringe tra le sue braccia mentre io affondo il viso nel suo collo e le lacrime iniziano a scorrere copiose dai miei occhi. Samantha, nel frattempo, corre canticchiando da Aaron e lo abbraccia mentre quest'ultimo cerca di allontanarla da sé. -Mi sei mancato così tanto!- esclamo asciugandomi le lacrime con il palmo della mano. -Non mi hai accolto così poco fa.- borbotta Damien alle mie spalle ed io mi volto di scatto per fulminarlo con lo sguardo:-Forse lo avrei fatto se non fossi stata più occupata a cercare di fermarti! -Tsk.- ribatte lui per poi distogliere lo sguardo ed io sbuffo sonoramente, facendo ridacchiare Shawn. -Anche tu mi sei mancata.- dice il rosso accarezzandomi con delicatezza la schiena. -Siete disgustosi.- brontola Sebastian continuando dritto per la sua strada, lasciandoci indietro. -Forse faremmo meglio a riprendere a camminare anche noi e a rimandare a dopo i saluti.- dice il rosso per poi spostare lo sguardo su Damien ed aggrottare la fronte:-Che cos’è successo al tuo braccio? -Pugnale dalla lama benedetta, regalino di benvenuto da parte di quello lì.- ribatte il demone indicando con un cenno del capo Aaron, il quale lo fulmina con lo sguardo. Chissà perché ma ho come la netta sensazione che ben presto si salteranno al collo di nuovo. -Motivo in più per affrettarci, meglio medicare adeguatamente il tuo braccio.- dice allora Shawn rivolto a Damien e poi, rivolgendosi di nuovo a me, domanda:-Principessa, hai forse intenzione di farti portare per tutto il tragitto o vuoi camminare con le tue belle gambine? Io sorrido mentre chiudo gli occhi inebriandomi del suo profumo:-Sono comoda così, grazie. Puoi pure iniziare a camminare. Shawn scoppia a ridere e poi dice:-Dovresti prima chiedere a Damien se è d'accordo. In questo momento dire che mi sta uccidendo con lo sguardo è dire proprio poco. Mi volto e vedo gli occhi rossi di Damien puntati su di noi, i pugni serrati lungo i fianchi. -Fai sul serio? Insomma, sei geloso di Shawn?- gli domando stupita roteando gli occhi al cielo. -No, affatto. Perché dovrei?- ringhia il demone ed io non riesco ad impedire ad un sorriso di affiorarmi sulle labbra. -Credo che camminerò.- aggiungo io riappoggiando i piedi a terra e Shawn trattiene a stento le risate mentre mi libera dal suo abbraccio. Mi avvicino a Damien e mi avvinghio al suo braccio sano, appoggiando la testa sulla sua spalla. -Forza, ricongiungiamoci con gli altri.- dice il rosso andando avanti per farci strada ed Aaron lo segue con Samantha che cerca in tutti i modi di prenderlo per mano, anche se ogni suo tentativo risulta vano. Io ed il demone invece rimaniamo in fondo al gruppo. -Non mi fido di Aaron.- borbotta Damien, le sopracciglia aggrottate mentre perfora con lo sguardo la schiena dell’ibrido. -Lo avevo notato.- sospiro io, poi abbassando la voce per non farmi sentire dal diretto interessato aggiungo:-Comunque nemmeno io mi fido di lui, Beatrix gli ha fatto un bel lavaggio del cervello nell’arco della sua vita e lui è totalmente succube di lei. Per il momento facciamo attenzione, a seconda di come andranno le cose decideremo come agire. -D’accordo. Però, se solo prova a farti del male, lo uccido all’istante.- ribatte lui dandomi un bacio a stampo sulla fronte e cingendomi un braccio intorno alla vita. Dopo una ventina di minuti, giungiamo nei pressi di un fiume sulla riva del quale noto alcuni demoni radunati in cerchio a borbottare tra loro mentre altri si aggirano nei dintorni. Non sono in molti, una trentina al massimo, e tra di loro non c’è nemmeno l’ombra di un angelo. -Allora? Trovato nulla?- domanda una voce profonda ed io mi volto a destra vedendo un demone dai capelli neri come la pece e dagli occhi scuri che ci osserva attentamente. Dimitri, il padre di Damien. Dopo il nostro ultimo incontro non so proprio se essere felice di vederlo o se mi conviene iniziare a cercare un posto dove andare a nascondermi. -Se ne sono andati.- risponde Damien scuotendo la testa. Dimitri punta gli occhi su di me e si avvicina:-E lei? Se la sono dimenticati qui? -Beatrix ha capito che aveva recuperato i ricordi e che ci stava aiutando. Con Astrid abbiamo trovato anche, Aaron, e Samantha, colei che gli angeli stavano cercando.- risponde Shawn. -Il figlio di Beatrix? Bene, cavategli fuori qualsiasi informazioni utile per noi, dobbiamo rimetterci in marcia il prima possibile.- dice Dimitri con tono autoritario. Shawn si avvicina a Samantha e la afferra per un gomito, allontanandola da Aaron. La castana inizia a dimenarsi, contrariata, ma poi sposta subito l'attenzione su Shawn ed inizia a ridacchiare guardando il rosso. -Vieni con me anche tu.- dice il rosso rivolto all’ibrido, il quale aggrotta la fronte e si gira a guardarmi con sguardo interrogativo. Io annuisco ed alla fine, anche se con titubanza, si allontana con Shawn, mentre Samantha inizia a saltellare a piedi uniti. -Che diamine ha l'angelo?- domanda Dimitri innervosito guardando la castana con disgusto. -Credo... credo che sia impazzita. È stata a lungo rinchiusa da sola in una cella.- rispondo con un filo di voce, timorosa di poter scatenare la sua ira alla minima parola sbagliata. -Tanto peggio per gli angeli, ora è un problema loro, non nostro.- commenta Dimitri:-A me basta solo che mi stia alla larga. Mentre parla, mi accorgo che i demoni che prima erano radunati in cerchio a poca distanza da noi si sono ora zittiti ed hanno iniziato a squadrarmi dall'alto in basso e gli altri demoni nei paraggi hanno iniziato ad avvicinarsi. Damien, probabilmente accortosi della situazione e del mio disagio, mi stringe a sé ed io non mi ribello. In questo momento mi sembra di essere circondata da un branco di bestie feroci. -E smettetela di star lì a fissare come dei coglioni, non avete altro da fare?- ringhia Dimitri inferocito, facendo sobbalzare i demoni che subito ritornano alle loro attività precedenti. Poi, rivolgendosi a me, con tono brusco aggiunge:-C'è il tuo paparino che ti sta aspettando, ti cerca disperatamente da quando sei sparita e per tutto questo tempo è un grande rompicoglioni. Ora vedi di andare a rassicurarlo, perché se me lo ritrovo di nuovo davanti a chiedermi notizie su di te giuro che lo ammazzo. Mio padre... -Puoi prenderti del tempo per riflettere, non sei costretta a decidere adesso se vederlo o meno.- mi dice Damien con tono rassicurante e subito mi accorgo che il volto di suo padre si contorce in un’espressione sprezzante. Almeno questa volta però non è rivolta a me, ma a suo figlio. -Mi prendi per il culo? Ora tu la porti da quel maledetto pennuto, anche di peso se necessario. Non appena il biondino saprà che la biondina è qui, inizierà a tartassarmi per vederla. Ora, mocciosetti, vorrete risparmiare a questo povero vecchio l’atroce sofferenza di dover ascoltare per l’ennesima volta le lagne di un angelo, vero? Prima che Damien possa intervenire ed i due inizino a discutere, intervengo dicendo:-Va bene così, non posso nascondermi da lui per sempre, tanto vale affrontarlo subito.
Free reading for new users
Scan code to download app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Writer
  • chap_listContents
  • likeADD