La dura realtà

4361 Words
-Era il mio ragazzo.- inizia a raccontare lei ed il mio cuore perde subito un battito mentre inizio a sudare freddo. Mi sento ferita, ma non capisco quale sia il motivo. In fondo, cosa mi importa se tra quel demone e Sally c’è stato qualcosa? Però, anche se cerco di negarlo, le mie reazioni istintive indicano che invece mi importa molto e che tengo in modo particolare a Damien, più di quanto possa comprendere. Perché? -Ammetto che è uno che ci sa fare.- continua lei sorridendo compiaciuta. -Cosa intendi dire?- domando invece io, perplessa. -Intendo che è bravo con le ragazze, le sa conquistare. E... ci sa fare a letto. Anche se immagino sia una cosa che tu non hai mai sperimentato.- risponde lei ridendo divertita e le sue parole, oltre che ferirmi, mi mandano su tutte le furie facendomi ribollire il sangue nelle vene. -Stavamo bene insieme, eravamo davvero una bella coppietta affiatata e lui era pazzo di me, poi, come ti ho già detto, una cagna si è messa in mezzo.- continua lei guardandomi schifata. -Se ti ha lasciato per un'altra, significa che tu non valevi poi così molto e che forse lui non era nemmeno poi tanto preso da te.- ribatto inacidita:-Cos’è, ti rode che ti abbia mollata per una di gran lunga migliore di te? Sapere che quel demone l’ha scaricata mi riempie in parte il cuore di gioia, anche se il solo pensarlo con qualcun’altra mi fa ugualmente contorcere le viscere e bloccare il fiato in gola. -Non ti permettere! Tu non sei meglio di me!- urla Sally con astio mentre il suo viso si imporpora. -Non... non ho detto questo.- replico poco convinta, forse... -Sei tu che mi hai portato via Damien!- ringhia infuriata, i suoi occhi colmi ora di rancore ed odio. Io resto ferma, come paralizzata. Il respiro bloccato, i battiti del cuore accelerati e la mia povera testa che fatica ad elaborare i dati appena acquisiti, ma prima di poter metabolizzare completamente le parole della castana, scatto verso di lei, furiosa. -Mi hai dato della cagna!?- sbotto puntandole l’indice in faccia. -Forse perché lo sei!- urla lei di rimando guardandomi con sguardo di fuoco. Ora sì che ho perso del tutto la mia pazienza, mai come ora ho sentito con così tanta forza l’impulso di alzare le mani contro qualcuno. -Hai allontanato da me Damien con i tuoi occhietti da gatta morta e le tue moine, ma non allontanerai anche Andrej, chiaro? Ho visto ieri sera come lo puntavi, eh!? Ti piace portare via le mie conquiste! Vedi di stargli alla larga!- mi accusa lei, facendomi definitivamente perdere le staffe. -Spero tu stia scherzando, io non puntavo Andrej! Senza contare che è lui che si allontana da te e di certo non per colpa mia! Forse è così intelligente da aver capito fin da subito che da una come te è meglio stare alla larga!- sbotto io. Ed in un istante scoppia il caos. Continuiamo ad urlarci contro di tutto, insultandoci a vicenda e siamo ormai sul punto di prenderci a pugni. Odio, rabbia e rancore comandano le nostre menti ed i nostri corpi, nessuna delle due ragiona più lucidamente e siamo completamente accecate dalle nostre emozioni. D’un tratto, sento la porta che si spalanca con violenza andando a sbattere contro la parete con un tonfo. Sulla soglia si staglia la figura imponente di Pax. Sally ha la mano alzata, pronta a colpirmi con uno schiaffo, ma appena vede il demone si blocca, come pietrificata. Io ammutolisco, ma non distolgo lo sguardo dalla ragazza che ho davanti e che prenderei volentieri a calci. Non riesco davvero a spiegarmelo, ma nei suoi confronti provo un odio viscerale. -Vi si sente urlare ovunque. La volete smettere?! Siete peggio dei marmocchi umani!- ci rimbrotta il demone linciando entrambe con lo sguardo. La castana abbassa immediatamente la mano e sul suo viso vedo farsi spazio un'espressione da vittima in cerca di compassione, cosa che mi fa fremere dalla rabbia e dalla frustrazione. È ridicola, è una falsa e una vipera. -È lei che è venuta qui e mi ha aggredita.- mugugna lei quasi sul punto di piangere:-Ho cercato solo di difendermi! Non ci posso credere, non può averlo detto sul serio. Serro le mie mani tremanti lungo i fianchi, le spalle irrigidite mentre cerco di trattenermi dal colpirla. -Sei solo una bugiarda! Io ero venuta per parlarti in modo civile e pacifico! Sei tu che mi hai aggredita, razza di vipera! Stronza!- ringhio io infuriata. Pax mi afferra entrambi i polsi prima che possa compiere qualche scelleratezza e, di questo, gliene sono grata. Se ora alzassi anche solo un dito su Sally, in preda all'ira, non me lo perdonerei mai. Per quanto penso se lo meriti, non voglio abbassarmi a questi livelli, soprattutto non per una come lei. Faccio alcuni respiri profondi e distolgo lo sguardo dalla figura della ragazza. Devo riprendere il controllo di me e calmarmi, ma soprattutto devo scacciare ogni pensiero violento. Io non sono così, non sono una persona capace di fare del male al prossimo con tanta leggerezza, eppure lei è in grado di tirare fuori il mio lato più selvaggio. -Andrej, credimi. Lei si è comportata molto male con me e...- prima che Sally possa continuare a vestire i panni della povera vittima, Pax la interrompe con un gesto brusco della mano, lasciando così liberi i miei polsi, ora leggermente doloranti a causa della sua stretta morsa. -Sappiamo tutti come sono andate le cose. Ti conosco troppo bene ed io non sono uno che si fa fregare facilmente, soprattutto da una misera umana come te. Perciò smettila di fare scenate, la tua voce stridula è fastidiosa.- dice Pax rivolto a Sally e subito noto ricomparire sul volto di quest'ultima la sua espressione da stronza. -Biondina, tu ora vieni con me.- sussurra Pax al mio orecchio e mi trascina fuori dalla stanza senza darmi nemmeno la possibilità di oppormi. Poco prima di varcare l’uscita però riesco ad intravedere la faccia arrossata della castana e non posso fare a meno che sorridere soddisfatta. Appena la porta si richiude, sentiamo delle urla ed alcuni oggetti sbattere violentemente contro il pavimento e frantumarsi. Oh sì, la vipera è proprio fuori di sé. -Dobbiamo parlare.- mi dice Pax mentre ci allontaniamo dalla stanza di Sally, dalla quale continuano a provenire urla animalesche. -Lo so. -Prima, però, dobbiamo andare in un luogo più sicuro. Gradirei non essere ascoltato da altri.- dice lasciandomi finalmente il polso ed iniziando a guidarmi lungo questo labirinto di corridoi, mentre il baccano proveniente dalla stanza di Sally si fa sempre più distante ed ovattato finché non è più udibile dalle nostre orecchie. -Sally fa spesso queste tragedie?- domando interrompendo il silenzio. -Sì, troppo spesso. È melodrammatica ed ama essere compatita.- ribatte il demone sbuffando seccato. È più che evidente che la castana gli dia piuttosto fastidio, del resto come dargli torto. -Quella sciocca si crede così importante e furba da non rendersi conto che è solo un giocattolo nelle mani di Aaron. Presto lui si stuferà di lei e la caccerà da qui, sempre che non decida di ucciderla. Onestamente, non vedo l'ora. La mia sopportazione ha un limite, mi sta sempre attaccata e mi manda fuori di testa.- continua il moro, stranamente loquace. -Come si può considerare qualcuno un giocattolo?- domando stupita. Per quanto Sally sia insopportabile e mi sia indigesta, sono convinta che nessuno debba essere trattato come un oggetto usa e getta, lei compresa. -È lei stessa a farsi trattare così.- mi risponde il demone con un’alzata di spalle:-Comunque, non scordarti che Aaron non è il cuginetto buono e gentile che inscena davanti a te. Tra noi cala nuovamente il silenzio e mentre camminiamo ripenso a Damien ed alle poche informazioni ottenute da quella vipera di Sally. Sicuramente la castana e Damien sono stati insieme nell’arco di tempo di cui non ho memoria e, se è vero che si sono mollati a causa mia, io ed il demone ci siamo conosciuti in quello stesso periodo. Quello che mi interessa realmente capire, però, è cosa sia successo tra noi due. Di sicuro qualcosa è accaduto, deve essere accaduto. Altrimenti perché il mio corpo reagisce in modo così bizzarro ogni volta che lui è vicino a me? E perché anche solo il sentire pronunciare il suo nome mi provoca il batticuore? Tuttavia lui non è l’unico di cui voglio sapere di più, c'è anche quell'altro strano demone dai capelli rossi. Shawn, mi sembra. Per quanto ci pensi, nemmeno di lui mi ricordo molto, ma mi sembra familiare e dentro di me sento di conoscerlo e, sebbene non mi susciti le stesse emozioni che provo pensando a Damien, sento di volergli bene e di essere in qualche modo legata anche a lui. In questo momento, avere al mio fianco la mia migliore amica, Roxy, sarebbe una benedizione, lei sarebbe in grado di darmi supporto e di aiutarmi a trovare una soluzione a tutti questi drammi. Ho bisogno di lei come ho bisogno dell'aria. Mi manca. È da troppo tempo che non sento la sua voce e che non posso stringerle la mano nei memonti di sconforto. Sento il bisogno impellente di vederla, di stringerla in un abbraccio e piangere fino a quando non si saranno esaurite le lacrime, ma non conosco la strada da percorrere, non so come tornare da lei. In realtà, non so più nulla. Ogni mia certezza è andata distrutta come un bicchiere di vetro che cade a terra e si frantuma. Dopo pochi minuti in cui abbiamo camminato in silenzio, siamo fuori dal nascondiglio, all'aria aperta. -Pax, io... vorrei che tu mi aiutassi a capire come guardare i ricordi degli altri, non so nemmeno da che parte cominciare per usare i miei poteri...- gli chiedo interrompendo il silenzio in cui eravamo immersi. Ormai ci siamo allontanati parecchio dal nascondiglio, dovremmo essere fuori dalla portata delle orecchie indiscrete dei servitori di Beatrix. -Dunque ti sei decisa, ti avevo portata qui giusto per insistere ancora un po’, ma a quanto pare non è più necessario.- ribatte il demone con tono sorpreso:-Onestamente, non so come funzionate voi angioletti, ma non penso sarà troppo difficile capirlo, del resto usare i tuoi poteri per te dovrebbe essere naturale. Devi concentrarti e liberare la mente da ogni pensiero superfluo, focalizzati poi su colui a cui vuoi guardare i ricordi e cerca quello giusto, quello che hai bisogno di vedere. Penso tu abbia bisogno di un contatto fisico se con la persona in questione non hai un rapporto profondo, mentre se si tratta di qualcuno che conosci dovrebbe essere sufficiente che tu ti trova vicina, anche se non so quanto vicina. In realtà, non sono certo di niente di tutto ciò, non ho esperienza con questo potere. Subito ripenso a Damien ed alla prima volta che l'ho visto mentre dormivo. Ho visto un suo ricordo nonostante non ci fosse alcun contatto fisico, anzi. Perciò forse le supposizioni di Pax non sono poi tanto campate per aria, anche se non ho ricordi del demone dai capelli bianchi, so che eravamo molto legati o comunque così parrebbe. -Posso esercitarmi con te? Intanto posso provare a guardare nei tuoi ricordi il giorno in cui sono arrivata qui...- mi azzardo a chiedere io:-Provare per la prima volta su Aaron mi sembra una mossa azzardata, se fallissi e lui capisse le mie intenzioni sarebbe la fine. In realtà questa non è la mia unica ragione, voglio approfittarne per verificare se quanto mi ha raccontato Pax finora sia vero. Lui sospira:-La cosa non mi va molto a genio, ma hai ragione, devi prima imparare ad usare come si deve i tuoi poteri, altrimenti finiresti solo con il farti ammazzare. E così, forse, ti convincerai che non so mentendo. Beccata... Però alla fine ho ottenuto quello che volevo, quindi poco male. -Lo vedremo...- mormoro io con il cuore a mille, mi sto sempre più avvicinando alla verità ed al recupero dei miei ricordi. -Ovviamente non sono così altruista da non esigere nulla in cambio, come ti ho già detto ho bisogno del tuo aiuto. Dovrai metterti in contatto con l'esterno, mi va bene anche che parli con Damien se lui è l’unico che riesci a convocare nei tuoi sogni. Devo parlare con lui.- aggiunge Pax ed io lo osservo perplessa. -Mi sembra giusto, ma di cos’è che devi parlargli? -Ti spiegherò meglio la situazione una volta che avrai capito chi sono realmente Beatrix e Aaron e che avrò la certezza che non correrai da loro a spifferare ogni cosa.- ribatte lui con arroganza:-Sai, non sei l’unica in una posizione pericolosa e non ho certo bisogno che una stupida ragazzina mezzo angelo vanifichi tutti i miei sforzi fino a questo momento. Io resto in silenzio, del resto non potrei mai controbattere, io per prima ancora non mi fido di lui. -Non parlare mai più a Sally, non puoi fidarti di lei. Quell'umana farebbe di tutto per attirare l'attenzione di Aaron o di qualsiasi altro in una posizione di potere qua dentro. Lei è debole e qui dentro è l’ultima ruota del carro, perciò farebbe di tutto pur di raggiungere una posizione di potere e per farlo deve entrare nelle grazie di qualcuno vicino a Beatrix.- mi dice lui smettendo finalmente di camminare. Mi fermo anch'io e fisso i miei occhi nei suoi imperscrutabili come sempre. -Vuoi provare adesso? Ci siamo allontanati a sufficienza, qua non dovrebbe disturbarci nessuno.- aggiunge lui. -Che cosa?- ribatto presa in contropiede distogliendo lo sguardo e ritornando alla realtà. -A guardare nei miei ricordi.- sbuffa lui spazientito. -Giusto! Sì, va bene. Faccio un respiro profondo, questo era quello che volevo e finalmente posso vedere con i miei stessi occhi che cosa è successo veramente, o almeno una parte, perché sono convinta che nemmeno Pax sappia davvero tutto e possa darmi tutte le risposte che cerco. Se ho realmente questi poteri, devo farmi guidare dal mio corpo. Chiudo gli occhi, il mio cuore batte a mille per l'agitazione mentre le mie gambe si muovono da sole facendomi avanzare di qualche passo. Alzo una mano e la appoggio sulla guancia di Pax, mi sono avvicinata a lui a tal punto da poterlo toccare senza nemmeno accorgermene. Ogni movimento mi viene naturale, quasi come respirare. La mia mente si svuota, ogni pensiero svanisce ed i miei sensi si amplificano più di quanto mi sia mai accaduto, percepisco l’aria accarezzare la mia pelle sebbene non ci sia un filo di vento ed il rumore di un ruscello in lontananza che fino a poco fa non avevo notato, sento il mio respiro adattarsi gradualmente a quello di Pax così come il battito del mio cuore. Mi sento come se venissi risucchiata da lui, come se mi stesse assorbendo, vorrei ritrarmi ed allontanarmi, interrompere il nostro contatto e ritornare alla realtà, ma così non otterrei ciò che voglio. All’improvviso, sento il terreno venire meno sotto i miei piedi, mi sembra di precipitare e subito spalanco gli occhi, ritrovandomi circondata da un’oscurità assoluta. Cosa sta succedendo? Non sento il terreno sotto i miei piedi, ma non sto cadendo, è quasi come stessi galleggiando nel nulla. D’un tratto tutto inizia a schiarirsi e nelle tenebre appaiono delle immagini sfocate e confuse che lentamente si fanno sempre più nitide ed ordinate. Mi sento come trascinata verso una di esse finché non mi ci scontro e mi ritrovo nell’enorme sala in cui Beatrix è solita radunare i suoi sottoposti per impartire loro gli ordini. Davanti a me, in mezzo alla stanza, vedo me stessa. Questa visione è piuttosto inquietante e mi fa rabbrividire. Aaron è davanti alla me stessa del ricordo ed accanto c'è un angelo con i capelli biondi e gli occhi verdi. Al fianco di mio cugino c'è un altro angelo, ha il capo chino ed i capelli castani corti le ricadono sul viso, celandoglielo. All'ingresso riconosco Damien e Shawn che stanno combattendo disperatamente contro dei sottoposti di Aaron, di gran lunga più numerosi di loro. Insieme a loro c'è anche un altro demone dai capelli mori e dagli occhi rossi come braci ardenti, non ho idea di chi sia, ma lo trovo spaventoso e pericoloso, è sicuramente qualcuno di molto potente. Cerco di muovermi per avvicinarmi a Damien, ma le mie gambe non rispondono ai miei comandi. E solo ora mi rendo conto che non mi trovo realmente qui, sto assistendo alla scena con gli occhi di Pax. -Lasciaci andare. Non credi di esserti divertito abbastanza con noi? Cosa vuoi ancora?- sento dire alla me stessa del ricordo e sobbalzo all’udire la mia voce così disperata. - Voglio te. Sai... Sei di famiglia, ti voglio fare un favore e liberarti di questi disgustosi mostri che ti circondano.- controbatte Aaron e tutti i suoi sottoposti che stavano combattendo contro i demoni all'ingresso si bloccano ubbidientemente. Pax inizia a muoversi ed io con lui. Stiamo andando all'ingresso, ci stiamo avvicinando a Damien, Shawn ed il loro compagno moro. Pax si fa spazio tra i sottoposti di Aaron finché, davanti a me, vedo i tre demoni, le armi strette tra le mani e pronti a reagire a qualunque attacco. Mi soffermo in particolar modo su Damien che ha gli occhi puntati verso il centro della sala, precisamente su di me me. - Però, tu, resti qui.- sogghigna Aaron rivolto alla me del ricordo. - Cosa? No! Lei viene con noi! Non la lasceremo qua! O andiamo tutti insieme o nessuno!- si oppone subito Damien cercando allora di raggiungermi, ma viene prontamente bloccato dal rosso. -Non fare cazzate. Aaron ha la situazione in mano, potrebbe ucciderla in ogni istante e tu non la raggiungeresti in tempo per proteggerla.- sibila il rosso a Damien e vedo quest'ultimo trattenere il respiro e stringere i denti. -Voi non mi servite. Vi ucciderò tutti se rimarrete qui, tranne Astrid ovviamente. Vi sto dando la possibilità di salvarvi la vita, coglietela al volo.- aggiunge Aaron con una calma glaciale, la solita che precede le tempeste. Sento mio cugino dire qualcos'altro, ma è lontano e parla a voce troppo bassa affinché io possa distinguere le sue parole. Poi, con un gesto rapido ed imprevedibile, colpisce l'angelo dalla chioma bionda con la spada trapassando il suo ventre da parte a parte. L'angelo cade a terra e la me stessa del ricordo crolla in ginocchio a fianco di quest'ultimo urlando. Anche senza sentire il mio grido di dolore o vedere la mia faccia contorta in un’espressione sofferente capisco che quell’angelo era qualcuno di importante per me. Sento una gelida morsa stringermi il cuore e farmi mancare il respiro mentre non posso provare altro che raccapriccio davanti alla crudeltà di mio cugino. -Adesso, mia piccola Astrid, scegli. O scappi con i tuoi amici ed assisti alla loro morte, o fai la scelta più saggia e li lasci andare, restando qui, con me.- dice Aaron come se niente fosse mentre vedo me stessa stringere a sé la testa dell'angelo. Sento le mie grida e vedo le lacrime scendere copiose dai miei occhi mentre stringo il biondo a me. Davanti a questa scena non posso che sentirmi male, avverto dentro di me quello stesso dolore che ho provato durante questo momento. Gionata. Lui è Gionata! Lui era l’angelo che aveva l'incarico di proteggermi! Lui... è morto a causa mia. Il ricordo di Pax intanto va avanti, ma io non riesco più a concentrarmi su esso. Le voci mi giungono ovattate e la mia vista offuscata dalle lacrime mi permette di vedere solo delle sagome indistinte. Vorrei ricordare di più, di ogni momento trascorso con Gionata, ma mi è tornato in mente solo il nome e qualche altro piccolo dettaglio, ma niente di significativo. -No, cazzo! Lasciami andare, maledizione! Astrid! Astrid!- le urla strazianti di Damien mi risvegliano dal mio stato di trance riportando la mia attenzione su quanto sta accadendo. -Astrid!- mi chiama ancora il demone, sempre più disperato. Fa di tutto pur di liberarsi dalla presa di Shawn, ma non ci riesce, in parte per le ferite, in parte perché il rosso lo trattiene come se da ciò ne andasse della sua stessa vita. La sua voce mi ferisce e mi strazia il cuore, vorrei solo tapparmi per non sentirlo più. Non riesco più ad assistere a questa scena, non riesco a vedere Damien in questo stato, o Gionata riverso a terra, ferito, prima di essere ucciso, o Aaron che si comporta da mostro. Basta. Non voglio rivivere questo momento. Tutto intorno a me scompare rapidamente e mi ritrovo di nuovo avvolta dalle tenebre, ma adesso sono troppo scossa da quello che ho visto per preoccuparmene. Quando sento nuovamente il peso del mio corpo e ritorno alla realtà, le mie ginocchia cedono e cado, le lacrime iniziano a sgorgare copiose dai miei occhi mentre il mio corpo viene scosso da violenti singhiozzi. Mi ricordo di aver guardato dritto negli occhi Damien e di avergli mimato con le labbra:-Questo non è un addio, ci rivedremo. Ti amo. Rammento tutto il dolore che ho provato in quel momento e lo provo ancora adesso, mentre la mia mente è invasa da un fiume in piena. Ricordo Shawn, so che è il fidanzato di Roxy e che è un ibrido. E Sebastian... lui è l'assassino di mia madre. Lo odio, lo detesto con la stessa intensità con cui sto detestando Aaron e Beatrix. Samantha... è la sorella di Gionata. Verso di lei... avverto una certa diffidenza e del rancore, anche se per ora non mi è ben chiaro il motivo. Dentro la mia testa si alternano solo immagini confuse e scollegate, c’è il caos assoluto e non sono nemmeno sicura di ricordare ogni cosa, forse c’è ancora qualcosa che mi sfugge. -Hey! Pennuto? Ci sei?- mi richiama la voce roca di Pax. Apro gli occhi e, nonostante abbia la vista appannata dalle lacrime, riesco a riconoscere il demone inginocchiato davanti a me che mi scuote per le spalle, la fronte aggrottata ed uno sguardo perplesso. -Io... i-io... No, non può essere. Loro... loro due mi hanno strappato la mia vita, la mia libertà, dalle mie stesse mani. Io... devo parlarci. Perché lo hanno fatto? Per quale maledetto motivo?!- esclamo cercando di alzarmi, ma Pax me lo impedisce tenendomi con forza inginocchiata a terra. -Scordatelo, non essere impulsiva e sciocca. Se racconti loro che hai capito tutto, ti imprigioneranno o ti uccideranno direttamente. Dobbiamo fare come ho detto prima e metterci in contatto con l'esterno, con Damien. Devi guidarlo qui e passargli le informazioni che ho raccolto negli anni. Io non posso mettermi in contatto con gli Inferi, Damien sì. Quindi, da morta o da prigioniera, non mi servi a nulla.- mi spiega lui. -Continui a parlare di lui come se lo conoscessi bene... O sbaglio?- gli domando cercando di asciugarmi le lacrime e di ricompormi. Ho detto a Damien di amarlo, questo me lo ricordo, e credo sia realmente così. Sento veramente di provare per lui questo sentimento così forte e sincero. Eppure ancora non ricordo niente di noi due e del tempo trascorso insieme, perché io so che, prima di essere imprigionata e manipolata da Beatrix ed Aaron, lui era al mio fianco. -Sono lo zio di sua madre, Alissa.- sospira alla fine lui. Alissa... un nome che è affiorato nella mia mente e che quando l’ho pronunciato ha scosso visibilmente il demone che è ora davanti a me. Di lei però non ricordo assolutamente nulla, nemmeno il volto. Come l'ho conosciuta? Forse non ci siamo mai incontrate ma semplicemente me ne ha parlato Damien? -Allora? Ti sei finalmente decisa a darmi una mano?- mi domanda poi il moro ed io annuisco senza più alcuna esitazione. Dovrò raccontare tutto ad Alexander. Di sicuro, anche lui ci starà male, ma deve sapere la verità. Magari potrebbe ritornare anche a lui qualche ricordo così come è accaduto a me quando... ho visto Gionata venire ferito. Al solo pensiero le lacrime riprendono a sgorgare copiose dai miei occhi ed io, impulsivamente, abbraccio Pax, nascondendo il viso nella sua spalla. Il demone resta fermo, rigido come un pezzo di legno mentre io continuo lascio libero sfogo alle mie lacrime. Stringo Alexander tra le mie braccia. Non appena gli ho comunicato quello che è ho visto dopo aver usato i miei poteri su Pax, lui si è ammutolito, ha sgranato gli occhi ed è caduto in una sorta di stato catatonico. -Alex, ce ne andremo da qui. Poi rintracceremo tuo padre, va bene? Torneremo alla nostra vita di prima, l'unica differenza è che noi due continueremo a volerci bene e a starci vicini, d'accordo?- sussurro mentre gli accarezzo la testa con delicatezza, senza però ottenere alcuna risposta. Alexander mi ha parlato spesso del padre e mi ha ripetuto più volte che gli sarebbe piaciuto presentarmelo., ha detto che sicuramente gli sarei piaciuta. Mi ha raccontato che è l'opposto di lui, perché lui ha preso soprattutto da sua madre e mi ha raccontato anche che è un avvocato, ma che nonostante gli innumerevoli impegni lavorativi ha sempre trovato del tempo per il suo mato figlio. Da come me ne ha sempre parlato Alexander, si capisce l'amore che li unisce. Dopo lo sfogo che ho avuto con Pax, lui mi ha riportato in stanza e mi ha lasciata sul letto dove crollata in un sonno profondo. Mi sono svegliata solo diverse ore dopo quando Alexander è entrato nella mia camera e, facendomi forza, gli ho raccontato ogni cosa. -Alex? Ti prego, parlami, sfogati, ma non chiuderti in te stesso.- lo supplico io, ma ancora una volta non ottengo risposta. Mi allontano, rompendo l'abbraccio, e lo osservo. I suoi occhi sono cupi e vuoti, come se lui non fosse realmente presente. -Tutto quanto... è così assurdo. Ci hanno portati via da coloro che amiamo, ci hanno cancellato i ricordi per poterci fare il lavaggio del cervello e ci hanno mentiti per tenerci qui facendoci credere di essere liberi ed al sicuro quando in realtà siamo dei prigionieri che al primo passo falso verranno ammazzati. Perché tutto questo? Perché non ci hanno lasciati dove eravamo?- mi domanda allora lui puntando i suoi occhi lucidi nei miei. -Non lo so.- mormoro per poi stringerlo nuovamente in un abbraccio che questa volta ricambia.
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