Chapter 22

1353 Words
Ritorno di fiamma Stasera è la festa del paese, ci saranno i fuochi d’artificio sul mare, la musica, le giostre e le immancabili bancarelle di cianfrusaglie e caramelle. Fabrizio è a casa da una settimana e stasera andremo insieme a mangiare un po’ di zucchero filato e noccioline. È arrivato con un’inattesissima sorpresa, una scatolina col fiocco azzurro e due fori al centro. All’interno miagolava un dolcissimo gattino di razza Birmana. All’inizio aveva l’aria un po’ frastornata ma, dopo averlo preso in braccio e accarezzato, il calore delle mie mani e il tono rassicurante della mia voce lo hanno tranquillizzato. Ora l’ho in grembo, appallottolato come una ciambellina caramellata, ha il pelo lungo e morbido e il suo musetto sa ancora di latte. Era tanto che desideravo un gatto, da piccola li ho sempre avuti e sono cresciuta con questa passione, ma fino ad oggi non ho avuto il coraggio di prendermi la responsabilità di un’altra vita, a parte la mia, e ora che l’ho qui con me e guardo queste buffe zampette e questo corpicino indifeso, mi sento invadere da un’ondata di calore e di tenerezza infinita per questo esserino che è mio e che amo già, come se fosse carne della mia carne. Lui sembra avvertire l’amore che provo ed è sereno e a suo agio, come se fosse nato in questa casa, come se fosse stato sempre qui con me. L’ho detto ad Alessio ieri al telefono, era entusiasta, mi ha pregata di aspettare a dargli un nome, vuole essere presente e partecipe. È ancora via per i suoi concerti, ma arriverà tra qualche giorno. Fabrizio ha notato che sono diversa, che sto meglio, sono più energica, più viva; ne è felice, penso dia il merito al suo regalo, comunque per me preziosissimo. Dopo cena sfamiamo il piccolino e lo sistemiamo su una poltrona, poi usciamo a goderci il baccano. L’aria è fresca e piacevolmente rigenerante, così decidiamo di andare in paese a piedi. Il viale è illuminato a festa da archi sfarzosi e multicolori e lungo la strada incrociamo Giovanni con la sua simpatica signora che ci salutano con il solito affetto e si uniscono a noi. Arrivati in paese siamo costretti a camminare lentamente cercando di farci strada tra la folla che si è riversata tutta nel corso principale dove ci sono le bancarelle. C’è un caldo insopportabile lì in mezzo, così propongo di prendere la via del lungomare, ci fermiamo solo un attimo per comprare dello zucchero filato e delle noccioline, poi ci avviamo con lentezza verso la spiaggia. Il palco è stato allestito in quella zona insieme alle giostre. C’è un gruppetto che strimpella le canzoni dei Gipsy Kings e, sotto il palco il delirio, ragazzi ubriachi e seminudi che ballano e si dimenano con bottiglie di birra in mano. Ci avviciniamo curiosi e attratti dall’allegria di quel ritmo latino. Marzia e Giovanni scimmiottano un passo di danza e Fabrizio mi abbraccia, contento d’essere lì con me. Poi i maschietti si allontanano insieme diretti al tiro al bersaglio, non si capisce perché sentano sempre il bisogno di misurarsi e sfidarsi! Io e Marzia restiamo nelle vicinanze del palco, hanno appena annunciato l’esibizione di una compagnia di ballo della zona. Quel nome non mi suona nuovo e infatti dopo poco compare sul palco Felipe, seguito dalla sua variopinta compagnia di ballerini cubani. Ho il cuore in gola! Vengono verso di noi e fanno un inchino, io trattengo il respiro e lo fisso. Ho le ginocchia che mi tremano e non so se è più forte il desiderio di scappare da lì o chiamarlo e farmi vedere. Intanto parte la musica, i ballerini cominciano a danzare e gli occhi di tutti si fermano su quei corpi che si muovono con disinvoltura, con agilità, con grazia, sono bravissimi e lui è meravigliosamente sensuale. Vederlo danzare e ripensare alle sue parole è una tortura che mi fa fremere d’inquietudine. Non so cosa fare, vorrei corrergli incontro e riabbracciarlo ma non so come reagirà, non ci siamo più sentiti, lui non mi ha più risposto, e io non ho insistito, non ho avuto il coraggio di rimangiarmi quello che gli avevo scritto nell’ultima mail. Ma adesso è qui davanti a me, e io non posso fare finta di niente. Quando l’esibizione si conclude i ballerini si avvicinano a ringraziare la folla che applaude entusiasta e per un attimo ho la sensazione che mi abbia vista, poi si avviano verso le quinte. Fabrizio e Giovanni sono ancora lontani, impegnati a giocare, io mi volto verso Marzia e le dico che conosco il primo ballerino e che vorrei salutarlo, non le do il tempo di rispondermi e di seguirmi, le urlo che tornerò subito mentre scappo facendomi spazio tra la folla per raggiungere le quinte del palco. Il cuore mi urla nel petto mentre mi avvicino a loro, intravedo la partner di Felipe con altra gente mentre si allontana ridendo ma lui non c’è. Mi faccio coraggio e chiedo a un ragazzo della compagnia se mi sa dire dove posso trovarlo, il ragazzo me lo indica, è ancora sul palco e sta parlando con un tipo, poi lo chiama: “Felipe, te están buscando.” Lui si gira verso di noi e mi guarda. Sembra disorientato e mi fa un cenno con la mano ma lo sguardo è imperturbabile. Sono in iperventilazione, il cuore va a mille e penso che forse non è così felice di vedermi. Vorrei sprofondare sotto questa sabbia e sparire per sempre. Lui continua a parlare con quel tipo ma ogni tanto si volta e mi fissa serio e impassibile. Finalmente, dopo un tempo che mi è sembrato infinito, si dirige verso di me, io gli sorrido anche se mi sento i muscoli del viso intorpiditi, mi raggiunge in un baleno e mi si ferma davanti con gli occhi straordinariamente brillanti, quasi umidi d’emozione. Poi mi abbraccia, finalmente, e il ghiaccio si scioglie. “Che bello rivederti, lo speravo davvero tanto!” mi solleva da terra e mi stringe forte a sé. È bellissimo sentire ancora il calore del suo corpo contro il mio. “La mia Giulia” mi sussurra all’orecchio mentre mi rimette con i piedi a terra. “Che bella sorpresa, Fil, non speravo certo di vedere te su quel palco stasera, non… non ti ho più sentito, pensavo…” “Ero disperato, Giulia, perché non sono riuscito più a risponderti, abbiamo avuto problemi con la rete per un bel pezzo e poi, poi è arrivata mia sorella, la maggiore, è fuggita di casa, un casino che non ti dico.” “O Dio, mi spiace, è qui con voi?” Si volta nella direzione dei suoi compagni e mi indica una ragazza minuta e straordinariamente bella. “Eccola lì, si è unita al gruppo, poi ti spiegherò con calma. A questo proposito ti do finalmente il numero del mio nuovo cellulare, così potremo sentirci senza problemi.” Lo guardo e mi sembra un sogno riaverlo così vicino, in quei giorni di silenzio mi ero convinta che non l’avrei più rivisto. “Sei qui da sola?” “No, sono con Fabrizio e con degli amici” mi volto come a fargli capire che sono vicini e che probabilmente si staranno chiedendo dove sono finita. Ma la sua attenzione è rivolta a me, ha uno sguardo adorante, mi prende la mano e la bacia. “Giulia, sono felicissimo di averti ritrovata.” Sono imbarazzatissima ma sono felice anch’io, molto felice. “Anch’io Fil… quanto rimarrete qui, andate via subito?” “No, restiamo anche domani e voglio rivederti!” “Sì, anch’io voglio rivederti con calma, non so come potrò fare ma mi inventerò qualcosa, promesso!” Mi stringe a sé e mi dà un bacio sulla bocca. “Chiamami” mi sussurra, poi mi stringe la mano e mi lascia andare. Io mi allontano da lui con un misto di sentimenti in corpo che non so decifrare chiaramente, so solo che mi fanno stare meravigliosamente bene. Da lontano scorgo il mio gruppetto che appena mi avvista si dimena per farsi notare. Fabrizio mi sorride ma lo sento che è agitato, gli spiego brevemente quello che è successo, lui sa della mia gita con Alessio, gli dico la verità, cioè che abbiamo conosciuto Felipe al villaggio in qualità di animatore e che siamo diventati amici, naturalmente tralascio il resto. Devo trovare il modo di incontrarlo ma non so come fare! Trascorro il resto della serata con questo cruccio nella mente e quando ci salutiamo Giovanni ci ricorda l’invito a cena per l’indomani e la possibilità di rivedere Felipe mi pare ancora più remota.
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