Il risveglio fu brutale e istantaneo. Un suono metallico, come catene che si trascinano sulla pietra, strappò Stefano dal sonno profondo in cui era sprofondato dopo ore di amore con Lorenzo. I suoi sensi vampirici scattarono immediatamente in allerta, ogni fibra del suo essere che urlava pericolo. Accanto a lui, Lorenzo si mosse irrequieto tra le lenzuola di seta, ma non si svegliò. Il cacciatore dormiva con la grazia inconsapevole di un predatore a riposo, i capelli scuri sparsi sul cuscino, il petto nudo che si alzava e abbassava con respiri regolari. Era bellissimo nella luce dorata dell'alba che filtrava dalle tende, e Stefano sentì il cuore stringersi all'idea che potesse essere l'ultima volta che lo vedeva così sereno. Il suono si ripeté, più forte questa volta. Proveniva dal piano

