Messico – Stato dello Yucatán - Città di Mérida – Giovedì 20 settembre 2018 - “Il Prof. Aztahlak de Cholula”

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Messico – Stato dello Yucatán - Città di Mérida – Giovedì 20 settembre 2018 - “Il Prof. Aztahlak de Cholula” Gli studenti della classe mista del primo anno della “Scuola Preparatoria” ascoltavano, attenti, la lezione di storia che il Prof. Aztahlak de Cholula stava erogando passeggiando tra le sedie, con leggio, degli allievi. «Il 16 settembre abbiamo commemorato la Festa per l’Indipendenza. Ma per giungere a questo risultato il nostro Popolo è dovuto passare attraverso una lunga guerra. Tutto era cominciato con il generale malcontento dei cittadini la cui vita era difficile sotto il dominio spagnolo. Gli abitanti della “Nueva España”, così si chiamava a quel tempo il Messico, governato dal Conquistatore Hernán Cortés, erano trattati male e sottoposti a dure condizioni. Resistettero alle epidemie, portate dai conquistatori, che uccisero molte persone e a carichi di lavoro crudeli che stroncarono ancora di più la popolazione. All’inizio dell’Ottocento, quando Napoleone Bonaparte invase la Spagna e dichiarò Re suo fratello Joseph, i nativi del Messico decisero che era giunta l’ora di ribellarsi. Incoraggiati dal messaggio di libertà diffuso dai filosofi francesi e anche dai risultati della Guerra d’Indipendenza Americana, fecero progetti per entrare, anche loro, in guerra contro il dominio spagnolo. Sfortunatamente, i piani segreti furono scoperti e dovettero agire in fretta. In prima mattina del 16 settembre dell’anno 1810 Padre Miguel Hidalgo y Costilla, un prete cattolico nel villaggio di Colima San Felipe Torres Mochas e Dolores, suonò la campana della sua chiesa e chiamò i peónes e gli indios a lottare per la libertà. Il richiamo di quel momento “Viva Mexico!” è conosciuto come “el Grito de Dolores”. Questo fu l’inizio della Guerra d’Indipendenza, che durò 10 lunghi anni. Nonostante Padre Miguel venisse catturato e giustiziato un anno dopo, quello che aveva avviato non poté essere fermato ed egli è ancora oggi onorato come il “padre dell’indipendenza messicana”.» Agli studenti piaceva molto quell’insegnate dal nome esotico. Egli insegnava letteratura spagnola, psicologia, cultura generale e, soprattutto, storia e li aveva affascinati, fin dall’inizio, con il suo modo di proporsi e da come raccontava, ogni giovedì, gli eventi storici… quasi fossero parte di una favola da lui stesso vissuta. Il cognome “de Cholula” non era comune, localmente, e il nome “Aztahlak” aveva un suono che riportava alla memoria le origini del suo casato che risaliva agli antichi Aztecas giunti da una terra chiamata “Aztlán”. «Parlando dell’Indipendenza del Messico non è possibile dimenticare la nostra bandiera che, simile a quella italiana, è stata personalizzata, per distinguerla, con un blasone centrale. Chi mi sa dare una descrizione del blasone?» aveva chiesto il professore. Una studentessa di nome Soledád Ortega alzò la mano e l’insegnate, riconoscendo in lei la migliore del suo corso, le fece cenno di parlare. «Il blasone si ispira alla leggenda che ruota intorno alla fondazione dell’antica capitale azteca. “Tenochtitlan”, che fu fondata nel 1325 e si trovava proprio laddove oggi è “Città del Messico”. Lo stemma raffigura un’aquila che mangia un serpente, appoggiata su un cactus. Questo perché, secondo la leggenda, il Dio Huitzilopochtli avrebbe dato ordine al popolo nomade degli Aztecas di trovare un segno, ossia proprio un’aquila appollaiata su un cactus e che si nutriva di un serpente, per individuare la posizione esatta del luogo dove fondare la loro capitale. «Bravissima Soledád! Ma hai dimenticato un particolare. Che cosa c’è alla base del cactus?» «È vero, mi perdoni! Ai piedi del cactus si trova, in maniera stilizzata, il lago e l’isola galleggiante che esisteva in loco, a quel tempo.» «Adesso la tua esposizione è perfetta! Ho anche apprezzato i riferimenti leggendari sugli Aztecas. Hai guadagnato una menzione di merito.» La storia familiare del Prof. Aztahlak de Cholula risaliva in epoca contemporanea all’invasione spagnola dell’Impero di Montezuma II. Huémak, un antenato di Aztahlak era scampato al massacro della città di Cholula, operato dagli armati condotti dal Conquistatore Hernán Cortés, dove furono barbaramente uccise seimila persone disarmate ed indifese. L’avo di Aztahlak era, poi, riuscito a varcare i confini passando nel territorio degli Incas. Qualche anno dopo, all’inizio dell’anno 1532, Huémak si trovava assoldato in uno dei tre eserciti di Ataw Wallpa, Re di Quito, che stava conducendo una guerra contro il fratellastro Waskhar, il Re di Cuzco. All’origine c’era la successione al trono di Imperatore Unico ed Assoluto degli Incas. All’arrivo degli Spagnoli capitanati da Francisco Pizarro, Huémak memore della feroce crudeltà di quei soldati violenti e sleali era riuscito a congedarsi riparando, temporaneamente, sul confine brasiliano definito, oggi, “Terre degli Indios Isolados”. Con l’arrivo degli spagnoli, il condottiero inca Rumiñahui, fedele ad Ataw Wallpa, preferì distruggere la città lasciando solo cenere e nascondendo il corpo del suo Signore ed i tesori di questo in modo che gli invasori europei non trovassero nulla. La storia ispanica di Quito, però, cominciò il 24 agosto del 1534 con la fondazione di “Santiago de Quito” nelle vicinanze di Riobamba, città distrutta dagli indigeni ostili alla conquista e rifondata, da Benalcazar, con il nome di “San Francisco de Quito”, il 6 dicembre del 1534 dove attualmente sorge, alle falde del vulcano Pichincha. Tre anni dopo, nel giugno del 1537, l’avo di Aztahlak si traferì a Quito dove si registrò con il casato “de Cholula”. Giacché non aveva un cognome ispanico ne aveva inventato uno, sebbene non fosse propriamente ispanico, ma nessuno ci fece caso. Mise su famiglia e visse felicemente prima di morire contornato dall’affetto della moglie e dei figli. Anche i de Cholula delle successive sette generazioni stettero in quella città fino a quando Aztahlak, l’ultimo discendente primogenito, compiuti i 30 anni di età, lasciò i fratelli e i cugini a Quito per trasferirsi nelle terre avite dove completò i propri studi laureandosi nella “UNAM - Universidad Nacional Autónoma de México”. Aztahlak de Cholula si trasferì, dopo la laurea e l’abilitazione, a Mérida una ridente città e capitale dello Stato di Yucatán. Nel mese di novembre, trovò lavoro come insegnante del biennio della Scuola Preparatoria di “EDUCEM – Instituto Universitario del Centro México”. Il biennio constava di due semestri annuali: dai primi giorni di dicembre al 31 marzo, con interruzione in aprile e maggio, e dai primi giorni di giugno al 31 ottobre, con interruzione in novembre.
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