Tant’è che i miei compagni di studio mi dicevano che mentre il pomeriggio ero insopportabile, nervoso e distratto, la mattina studiavano a proprio agio con me. Non me ne ero accorto, ma non mi importava molto, il mio unico pensiero durante la giornata era di rivedere quella ragazza, sentire la sua voce e vederla sorridere. “Bene,”disse Marta rientrando nella stanza degli interrogatori, “voglio i nomi e li voglio adesso.” “Abbiamo un accordo?” “No, non ancora, il nostro capo ci chiede risultati e non vuole parlare di accordi con un assassino.” “Le torno a dire che avete sbagliato persona, non sono io quello che state cercando, e se volete ascoltare la mia versione completa, deve essere alle mie condizioni.” “In questo momento stiamo cercando di localizzare alcuni dei suoi amici, grazi

