8. Lui è un civettuolo!!!!

1719 Words
Continuavo a lanciare sguardi tra i miei genitori biologici e il giovane uomo che, adesso, sembrava completamente serio. Non assomigliava affatto al tipo giocoso e flirtante di un minuto prima. Teneva gli occhi fissi sul re, senza nemmeno rivolgere un’occhiata nella mia direzione. “Sarebbe un onore, vostra maestà.” Si inchinò di nuovo. “Eccellente!” esclamò mio padre, e tutto ciò che potei fare fu fissarlo, sbalordita. “Inizieremo le sessioni di allenamento domani!” annunciò con entusiasmo. “Sì, vostra altezza.” La risposta di Elliot mi fece guardare verso di lui, ancora in uno stato di shock. Anche lui sembrava completamente diverso. Non c’era più la scintilla maliziosa nei suoi occhi né quel sorriso civettuolo sulle labbra. I suoi occhi erano concentrati sui suoi superiori. Il viso rimaneva impassibile, e se non lo avessi visto tentare di flirtare con me poco prima, avrei pensato che fosse il guerriero più affascinante e serio che avessi mai incontrato. “Chiedo il permesso di congedarmi, vostra maestà.” Si inchinò, senza rivolgere nemmeno una fugace occhiata verso di me. Mi venne voglia di sbuffare. Come faceva a essere una persona completamente diversa davanti al re e alla regina? “Sì, puoi andare.” Mio padre gli diede il permesso di andarsene. Lo guardai. Beh, a quanto pare Elliot non è l’unico bravo a mantenere una faccia seria. Elliot mi guardò prima di uscire e mi porse la mano per stringerla. “Piacere di conoscerti, signorina Cassandra.” Disse in modo professionale e così educato che mi venne voglia di fulminarlo con lo sguardo. Ovviamente, però, dovevo contenermi. Ero la principessa, ma nessuno doveva saperlo ancora. Trattenendo l’impulso di alzare gli occhi al cielo per la frustrazione, gli strinsi la mano. Il suo volto rimase lo stesso, inespressivo. Tuttavia, mentre ci stringevamo la mano, sentii il suo dito indice graffiarmi il centro del palmo prima che lasciasse andare la mia mano. Che diavolo significava? Rimasi a bocca aperta mentre lo osservavo allontanarsi. Strizzando gli occhi, digrignai i denti. Si comporterebbe nello stesso modo se sapesse che sta prendendo in giro la futura erede al trono? “Carina?” La voce di mia madre mi fece distogliere lo sguardo dalla figura del corteggiatore che si stava allontanando. “Cosa?” chiesi, facendo una smorfia. “Va tutto bene?” domandò. “Perché lui?” chiesi direttamente, ora che eravamo rimasti soli. “Perché è il miglior guerriero che ho al momento. Avrei chiesto al maestro che ha addestrato tutti i guerrieri, incluso Sir Elliot, ma il maestro è molto malato per via dell’età avanzata. E ho bisogno di formare nuovi istruttori più giovani. Finora, Sir Elliot ha mostrato progressi costanti e le migliori performance tra tutti i guerrieri che ho,” spiegò mio padre. Mi venne voglia di piangere a squarciagola. Questo significa che dovrò sopportarlo durante l’addestramento, ogni singolo giorno? Ugh. Odio la mia vita. “Ma....” sbuffai, facendo il broncio. “Ma cosa?” chiese mio padre, aggrottando la fronte. “Lui semplicemente... è... argh. È un flirt incredibile!” sbottai, mostrando la rosa che mi aveva dato. I miei genitori si scambiarono un’occhiata e poi scoppiarono a ridere. “Tesoro, forse voleva solo essere amichevole,” commentò mia madre. “E anche se avesse flirtato, è perché sei bellissima, proprio come tua madre,” affermò mio padre, facendomi gemere. “Papà!” gemetti esasperata. Perché i padri devono essere così irritanti, re o no? “Richard,” sorrise dolcemente mia madre. “Lo penso davvero, amore. Sei la più bella....” disse, accarezzandole la guancia. Potevo vedere che erano persi l’uno negli occhi dell’altra. Oh no. Non ora! “Ehm... sono qui! Ehi, voi due!” li richiamai in fretta, temendo di assistere a qualcosa che mi avrebbe traumatizzata per sempre. “Hmm?” borbottò mio padre. “Ragaaazzi? Dai! Non traumatizzatemi!” implorai, alzando un sopracciglio. “Perché dovresti essere traumatizzata?” chiese innocente mio padre, ma con mio sollievo si voltò. Uff. Pericolo scampato. “Non sono accoppiata e, comunque, vedere i propri genitori fare i mielosi è disgustoso,” dissi iniziando a camminare verso il palazzo. “Inoltre, non sono felice all’idea di dover stare con quel flirt ogni giorno!” aggiunsi pestando i piedi mentre mi dirigevo verso il palazzo. Sentii le loro risatine. Lo trovavano divertente? Beh, io ero furiosa! E non c’era niente di divertente. Con il broncio, camminai velocemente verso l’ingresso del palazzo. “Carina, dagli una possibilità di insegnarti, va bene? È davvero il migliore dell’esercito,” disse mio padre mentre lui e mia madre mi seguivano. Sbuffando, mi girai. “Carina?” chiesi con un piccolo sorriso che mi incurvava le labbra. “Per noi sei Carina. Lo sei sempre stata. Ma per ora, dobbiamo tenerlo nascosto, tesoro.” Mio padre fece spallucce. “Va bene.” Sbuffai. “E, comunque, lui ha detto che somiglio molto alla regina. Mi ha anche chiesto se fossi imparentata con voi.” Aggiunsi, guardando la mia madre biologica. “Quindi, se mi rifacesse quella domanda, cosa dovrei dirgli?” chiesi. “Digli che sei una parente che viveva all’estero e che sei tornata per allenarti ora che hai compiuto diciotto anni.” Rispose. “Ho alcuni parenti che si sono trasferiti in Europa diversi anni fa. Così non sospetterà nulla.” Aggiunse. Sospirai e annuii. Suppongo che si possa fare. Se avessi detto che non eravamo imparentati, avrebbe capito che stavo mentendo. Chiunque non notasse la nostra somiglianza doveva essere cieco. Ero semplicemente una versione più giovane di lei. L’unica differenza era il modo in cui ci vestivamo. Lei indossava pesanti abiti regali, mentre io insistevo nel dire che mi sentivo più a mio agio con jeans e maglietta. Mi era stato detto che, una volta incoronata regina, avrei dovuto indossare quegli abiti, almeno durante le funzioni e gli incontri ufficiali. Questo mi andava bene, ma trascinarmi dietro quei vestiti enormi ovunque andassi non era proprio il massimo per me. “Sì, sei identica a tua madre.” Concordò mio padre. “Non voglio che lui sospetti nulla per ora.” Aggiungeva. Quando raggiungemmo il palazzo, cominciai a sentirmi piuttosto stanca. Suppongo che gli effetti delle numerose medicine che dovevo prendere si facessero ancora sentire. Sbadigliando, attraversai il grande portone. “Mi sento stanca,” dichiarai, soffocando un altro sbadiglio. “Sì. Andiamo direttamente in camera tua. Hai bisogno di riposarti bene. Ti porterò la cena in camera. Mangia e poi dormi.” Mi coprii la bocca mentre sbadigliavo di nuovo. Sì, dormire. Dormire mi sembrava davvero un’ottima idea. *** Il giorno successivo fu frenetico. Mi svegliai presto, e mia madre era in preda al panico perché dovevo bere una strana zuppa che, secondo lei, mi avrebbe dato energia. Sapeva di strano, ma la mandai giù forzandomi, per il bene della donna isterica che mi stava davanti, assicurandosi che ne bevessi ogni goccia. Appena finii, mi fu permesso di andare a rinfrescarmi e vestirmi, dato che il mio allenamento sarebbe iniziato entro due ore. Ottimo. Avevo abbastanza tempo per prepararmi. Feci una doccia veloce e indossai dei leggings sportivi e una maglietta larga sopra il reggiseno sportivo. Non c’era modo che mostrassi troppa pelle a quel flirt. Avevo anche un po’ di tempo per rilassarmi prima che mia madre venisse a chiamarmi. “Sei pronta? Bene! Andiamo. Tuo padre è già andato all’arena per parlare con Sir Elliot.” Disse in fretta, facendo segno con le mani di sbrigarmi. “Perché lo chiami sempre ‘Sir’ Elliot?” chiesi. “Beh, è il figlio di un duca ed è il guerriero con il grado più alto nel nostro esercito. È un combattente feroce e, come ti ha detto tuo padre, è il migliore che abbiamo.” Fece spallucce. Alzai gli occhi al cielo. “E un flirt,” aggiunsi, facendola trattenere una risatina. “Tesoro, magari voleva solo essere amichevole,” disse, sorridendo da un orecchio all’altro. “Ugh, mamma.” Feci una smorfia. “Beh, se ha flirtato, che problema c’è? È bello e tu non sei ancora accoppiata,” commentò mentre uscivamo dalla stanza. “Ewww, mamma!” protestai. “Non è bello?” chiese, con un sorrisetto e sollevando le sopracciglia, come se mi stesse prendendo in giro. “No! Voglio dire sì! Ugh!” gemetti, facendola ridacchiare. “Tesoro, rilassati. Devi solo allenarti con lui, okay? Fai quello che devi fare.” Disse, stringendomi la mano mentre camminavamo insieme. Sorrisi. Sì, avevo bisogno di quel gesto. La guardai. Adesso non sembrava più la donna scherzosa che mi aveva preso in giro poco prima. Sembrava una regina seria e professionale, il modello a cui tutti si ispiravano. “Come fai a farlo?” chiesi, incuriosita. “A fare cosa?” “Quello! Sei bravissima a cambiare atteggiamento così rapidamente,” espressi la mia curiosità. Ridacchiando, mi posò una mano sulla spalla mentre apriva una porta bianca. “Anni di esperienza e allenamento, tesoro.” Fece l’occhiolino ed entrammo nella stanza. Mio padre stava parlando con lui su un lato. Ma ciò che catturò la mia attenzione fu la grande piattaforma, che adesso capivo essere l’arena di addestramento. Era gigantesca. Uno spazio enorme dove correre e fare ogni tipo di esercizio. Inoltre, c’era ogni genere di attrezzatura. Stavo fissando gli attrezzi e l’immensità dell’area. Questo posto era la stazione di allenamento definitiva. Nolan avrebbe adorato questo luogo. Sorrisi pensando a lui. Era così appassionato delle sue sessioni di allenamento. Ero sempre così orgogliosa di lui. Se solo potessi portarlo qui, sono certa che sarebbe impazzito dalla gioia. “Signorina Cassandra?” Ero così persa nei miei pensieri che non mi resi conto che Elliot mi stava chiamando. Lo guardai solo per vedere quel sorrisetto irritante sul suo volto. Mi guardai intorno e realizzai che eravamo soli. “Eh? Dov’è....” “Il re e la regina? Devono occuparsi dei loro doveri reali, ovviamente. Quindi tocca a me allenarti. Inizieremo con qualche giro. Corri con me, señorita.” Sorrise e iniziò a fare jogging. Sbuffando e alzando gli occhi al cielo, lo seguii, solo perché non avevo scelta e perché volevo davvero allenarmi seriamente. Spero solo che Elliot non mi faccia perdere la pazienza. “Più veloce, señorita!” chiamò. Ugh. E farebbe meglio a smetterla di chiamarmi così.
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