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Il Marito di Sette Giorni

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Blurb

Valentina Reyes ha ventisei anni e un'azienda di famiglia sull'orlo del fallimento. Quando il potente imprenditore Rodrigo Del Valle le propone un matrimonio-lampo di sette giorni in cambio del salvataggio finanziario dell'impresa dei Reyes, lei accetta pensando che sia solo una formalità: firmare, sorridere per le fotografie, sparire dopo una settimana. Ma Rodrigo, ferito da un passato di tradimenti e abbandoni, nasconde dietro la freddezza del contratto un piano più oscuro — e un'attrazione che non aveva previsto.Quando il settimo giorno arriva, Rodrigo non firma le carte del divorzio. Valentina si ritrova intrappolata tra la lealtà verso la sua famiglia, la rabbia per essere stata ingannata, e un desiderio crescente per l'uomo che doveva essere solo un accordo d'affari. Tra intrighi aziendali, famiglie rivali, segreti di sangue e un amore che nessuno dei due voleva ammettere, i due dovranno scoprire se un matrimonio nato dalla necessità può trasformarsi in qualcosa di vero.

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Capitolo 1 — La Caduta
Il rombo della macchina da cucito industriale riempiva il capannone come un cuore che si rifiutava di fermarsi. Valentina Reyes Moreno lo conosceva a memoria, quel suono: lo sentiva da quando aveva otto anni e si nascondeva sotto i tavoli da taglio a giocare con gli scarti di tessuto colorato, mentre suo nonno passava tra le operaie controllando ogni cucitura con l'occhio severo di chi aveva costruito tutto dal nulla. Adesso, a ventisei anni, quel rumore non le sembrava più una ninna nanna. Le sembrava un conto alla rovescia. Camminò lungo la fila di macchinari, sfiorando con le dita il bordo di un rotolo di cotone appena arrivato, e si sforzò di sorridere alle operaie che alzavano lo sguardo al suo passaggio. Nessuna di loro doveva sapere quanto fosse fragile, in quel momento, l'equilibrio che teneva in piedi le loro vite. «Le banche hanno rifiutato la seconda richiesta» disse Lucía, entrando nell'ufficio senza bussare, come faceva sempre da quando erano compagne di scuola. Teneva in mano una cartellina sottile, quasi vuota — un dettaglio che a Valentina fece più male delle parole stesse. «Dicono che il rischio è troppo alto. Con i debiti accumulati da Diego, nessuno vuole più prestarci un centesimo.» Valentina si passò una mano sul viso, cercando di non mostrare quanto quella frase le pesasse sul petto. Suo fratello, appena ventunenne, si era lasciato trascinare in un giro di prestiti sbagliati, firmati con leggerezza per finanziare un progetto che non era mai decollato. E ora l'azienda tessile fondata da suo nonno, Tessuti Reyes, quella che dava lavoro a settantadue famiglie di Guadalajara, rischiava di chiudere entro tre mesi. «Quanto tempo abbiamo, realisticamente?» chiese, sedendosi dietro la scrivania ingombra di fatture non pagate. «Novanta giorni, se siamo fortunate.» Lucía si lasciò cadere sulla sedia di fronte, il viso segnato dalla stanchezza di chi condivide un peso non suo per pura lealtà. «E la madre?» chiese Valentina, piano. «Non lo sa ancora. Non voglio che si preoccupi, non con il cuore che ha.» Valentina guardò fuori dalla finestra, verso il cortile dove le operaie stavano caricando gli ultimi rotoli di stoffa su un furgone diretto a un cliente che, con ogni probabilità, sarebbe stato l'ultimo grande ordine prima del disastro. «Deve esserci un modo, Lucía. Non posso lasciare che tutto questo scompaia. Non dopo tutto quello che il nonno ha costruito, non dopo tutto quello che mia madre ha sacrificato per tenerlo in piedi dopo la sua morte.» «Lo so» disse Lucía, piano. «Ma le opzioni si stanno esaurendo.» Fu in quel momento che il telefono sulla scrivania vibrò. Un numero sconosciuto, con un prefisso di Città del Messico. Valentina esitò, la mano sospesa sopra l'apparecchio, come se un istinto la avvertisse che quella chiamata avrebbe cambiato tutto. Poi rispose. «Señorita Reyes» disse una voce maschile, profonda e controllata, come chi è abituato a dare ordini più che a chiederli. «Sono l'assistente personale del señor Rodrigo Del Valle. Il señor Del Valle desidera incontrarla oggi pomeriggio. È una questione che riguarda direttamente il futuro della sua azienda.» Il nome le fece stringere la mascella. Del Valle. Uno dei gruppi immobiliari e finanziari più potenti del Messico, con interessi che si estendevano da Città del Messico fino a Guadalajara, con progetti che comparivano sui giornali economici ogni settimana. Cosa poteva volere un uomo come Rodrigo Del Valle da una piccola azienda tessile sull'orlo del fallimento? «Ditegli che sono occupata» rispose, con più freddezza di quanta ne provasse realmente, mentre Lucía la fissava con le sopracciglia inarcate, muovendo le labbra in un silenzioso "chi è?". «Señorita, con tutto il rispetto» disse la voce, senza scomporsi minimamente «credo che vorrà ascoltare quello che il señor Del Valle ha da proporle. Riguarda i debiti di suo fratello con la famiglia Salinas.» Il sangue le si gelò nelle vene. Come faceva quell'uomo a sapere di Diego? Di Salinas nessuno doveva sapere, nemmeno Lucía, che in quel momento la guardava sempre più allarmata, intuendo dal cambiamento del suo viso che qualcosa di grave si stava profilando. «Alle cinque» disse infine, la voce che tremava appena. «Ma ditegli che non prometto nulla.» Quando riattaccò, Lucía la guardava con gli occhi spalancati. «Chi era? Vale, mi stai spaventando.» «Un fantasma del futuro» mormorò Valentina, alzandosi e prendendo la giacca appesa dietro la porta. «O forse un demonio travestito da salvatore. Lo scopriremo alle cinque.» *** L'edificio della Del Valle Corporación si ergeva nel cuore finanziario della città come una lama di vetro e acciaio, tagliente contro il cielo arancione del tramonto. Valentina attraversò l'atrio con il mento alzato, nonostante il tailleur scuro — l'unico davvero elegante che possedesse — nascondesse a stento il tremore delle mani. Non era abituata a sentirsi piccola, ma quel luogo era progettato apposta per farti sentire così. L'ascensore la portò all'ultimo piano in un silenzio quasi religioso. Quando le porte si aprirono, un'assistente la accompagnò lungo un corridoio fino a una porta doppia di legno scuro. «Il señor Del Valle la aspetta» disse, e sparì senza aggiungere altro. Valentina inspirò profondamente ed entrò. Rodrigo Del Valle Cárdenas era in piedi accanto alla vetrata, di spalle, la giacca appoggiata su una sedia, le maniche della camicia bianca arrotolate fino al gomito. Quando si voltò, Valentina dovette resistere all'impulso di indietreggiare. Non si aspettava un uomo così giovane — trentaquattro anni, forse — né uno sguardo così tagliente, come se stesse già valutando quanto valesse la sua disperazione. «Señorita Reyes» disse, indicandole una sedia con un gesto misurato. «Grazie per essere venuta.» «Non avevo molta scelta, a quanto pare» rispose lei, restando in piedi, decisa a non concedergli il vantaggio della posizione seduta. Un accenno di sorriso, appena percettibile, gli attraversò le labbra, come se apprezzasse quella piccola ribellione. «Ha ragione. Andiamo dritti al punto, allora, così non le farò perdere altro tempo prezioso.» Fece un gesto verso una cartellina sulla scrivania, aprendola con precisione chirurgica. «Suo fratello deve ai Salinas quattrocentomila pesos, con un interesse che raddoppia ogni sessanta giorni di ritardo. Tra due settimane, se non pagherà, i Salinas prenderanno il controllo legale della sua azienda attraverso una clausola che dubito Diego abbia letto con attenzione prima di firmare.» Valentina sentì il pavimento cedere sotto di lei, ma non si mosse, non gli diede la soddisfazione di vederla vacillare. «Come fa a saperlo? Chi le ha dato queste informazioni?» «Perché i Salinas sono miei nemici da molto prima che suo fratello firmasse quel contratto» rispose Rodrigo, con una calma che sembrava quasi crudele, gli occhi fissi sui suoi senza il minimo cedimento. «E perché, señorita Reyes, sto per offrirle un modo per salvare tutto — l'azienda, la casa di sua madre, il futuro di suo fratello. Tutto, in un'unica soluzione.» «In cambio di cosa?» La voce di Valentina uscì più tagliente di quanto avesse voluto, ma non riuscì a trattenerla. Rodrigo si avvicinò lentamente, fermandosi a un passo da lei. I suoi occhi scuri non tradivano nulla — né compassione, né trionfo. Solo calcolo. «In cambio» disse, scandendo ogni parola come se le avesse pesate per giorni «di sette giorni del suo nome accanto al mio. Un matrimonio, señorita Reyes. Sette giorni come mia moglie, e poi sarà libera, con l'azienda salva e i debiti di suo fratello estinti per sempre.» Il silenzio che seguì fu così denso che Valentina poté sentire il proprio cuore martellarle nelle orecchie. «Lei è pazzo» sussurrò infine, facendo un passo indietro. «Forse» rispose lui, senza distogliere lo sguardo, senza il minimo tentativo di negarlo. «Ma è un'offerta reale, señorita Reyes. Ha ventiquattr'ore per decidere. Dopodiché, l'offerta scompare, e con essa ogni possibilità di salvare ciò che resta della sua famiglia.»

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