– E si butta in questo casino? – I capelli arruffati. – È la guerra bellezza! Dopo l’Iraq niente è più come prima. Io questa cosa volevo vederla con i miei occhi. Voglio comprendere la loro pace. Un gruppo di giovani bianchi e neri, treccine rasta e bandierone etiope, si dimena al suono dei tamburi. Quello che sembra il più anziano ci saluta. Sorride. Brandisce un grosso spinello. – Una pace a senso unico che mi sconcerta, professore. Questa guerra è piombata addosso a tutti noi. Abbiamo perso la verginità. Ho abbandonato l’inconsistente idea che il male non potesse toccarmi. In nessun caso. – Sessant’anni di pace nel nostro continente. Quando mai, Carlo, quando mai nella storia sono trascorsi sessant’anni senza guerre? – Forse è solo la percezione che abbiamo di avere vissuto in pace

