1. La servotta abruzzese, che rideva sempre vedendo quel berretto da bersagliere in capo al signor Ippolito, entrò nello studiolo ad annunziare che c'era di là un signore forestiere, il quale voleva parlare col signor Giustino. - All'Archivio! - Se poteva riceverlo la signora, dice. - Pollo d'India, non sai che la signora è... (e disse con le mani com'era; quindi soggiunse: - Fallo passare. Parlerà con me. La servotta uscì, com'era entrata, ridendo. E il signor Ippolito borbottò tra sé, stropicciandosi le mani: «L'accomodo io». Entrò poco dopo nello studiolo un signore biondissimo, dalla faccia rosea, da bamboccione ingenuo, con certi occhi azzurri ilari parlanti. Ippolito Onorio Roncella accennò di levarsi con grandissima cura il berretto. - Prego, segga pure. Qua, qua, su la poltrona. P

