Sono nel quartiere nuovo: lunghi vialoni semideserti violacei nella luce cadaverica dei lampioni già accesi, scheletri di palazzine in costruzione e spettrale veleggiare di teloni sulle impalcature. Adesso devo trovare la strada. Rarissimi passanti osservano incuriositi la 130 mastodontica, ministeriale, fuori luogo tra le utilitarie in sosta che attendono la ripresa delle attività settimanali, domani. Abbasso il finestrino e chiedo a un signore che porta a spasso un bastardino la direzione per via Adriano Fiori. È vicino. Meno male. Imbocco la via e mi rendo conto di essere arrivato comunque tardi. Una figura rocciosa sta strapazzando un essere che, a paragone, pare aver dimensioni e consistenza di uno scimpanzé di pezza. Inchiodo quasi in mezzo alla carreggiata e mi scapicollo verso l’uo

