CAPITOLO CINQUE Nonostante la paura, Katie era riuscita a dormire. Non poteva sapere che ore fossero, ma si sentiva rigenerata, come ogni volta che riposava dopo un intervento. Qualcuno bussò alla porta e lei si alzò di scatto. Ma certo, era stata monitorata per tutta la notte. Mancini non poteva permettersi di correre rischi. «Gradisci del caffè?» disse una voce dall’altra parte. «Un latte caldo?» Katie si alzò in piedi. «Sì, grazie. Anche del pane tostato, per favore.» Avrebbe voluto poter fare una doccia, ma non credeva che Mancini sarebbe stato in grado di aspettare oltre. Era stato paziente abbastanza da farla dormire, ma non ci sarebbero stati altri impedimenti. Era il caso di cominciare a prepararsi e iniziare con gli esercizi di respirazione. «Arriva subito», rispose l’uomo da

