Un attimo dopo l’uscio era di nuovo chiuso e l’atmosfera claustrofobica. Tutto era durato poco più di un secondo e adesso già sembrava che quel momento di sole non ci fosse mai stato. «Ecco, ora direi che ci siamo», disse Daniel. Eppure non riusciva a ricordare perché stesse in piedi, pronto per uscire. Quindi si accorse di avere la borsa della palestra sulla spalla. Certo, stava per andare ad allenarsi. Ci andava tutti i giorni, a volte anche due volte al giorno, da quando Annabelle lo aveva lasciato. «Dopo cosa è successo?» «Lasciami il tempo di ricordare», ribatté lui. «Mi sta scoppiando la testa.» Ed era proprio ciò che stava accadendo. Più si avvicinava a quelle memorie e più il cranio sembrava collassare su se stesso. Ora stava pulsando al ritmo accelerato del suo cuore, rendendo

