CAPO XLV Una volta, andato a letto alquanto prima dell’alba, mi parve d’avere la più gran certezza d’aver messo il fazzoletto sotto il capezzale. Dopo un momento di sopore, mi destai al solito, e mi sembrava che mi strangolassero. Sento d’avere il collo strettamente avvolto. Cosa strana! Era avvolto col mio fazzoletto, legato forte a più nodi. Avrei giurato di non aver fatto que’ nodi, di non aver toccato il fazzoletto, dacché l’avea messo sotto il capezzale. Convieni ch’io avessi operato sognando o delirando, senza più serbarne alcuna memoria; ma non potea crederlo, e d’allora in poi stava in sospetto ogni notte d’essere strangolato. Capisco quanto simili vaneggiamenti debbano essere ridicoli altrui, ma a me che li provai faceano tal male che ne raccapriccio ancora. Si dileguavano ogni

