CAPITOLO XLVIII

480 Words

CAPO XLVIII La mia fantasia era ancora vivamente colpita dall’aver veduto quell’incendio, allorché, poche notti appresso – io non era ancora andato a letto, e stava al tavolino studiando, e tutto intirizzito dal freddo –, ecco voci poco lontane: erano quelle del custode, di sua moglie, de’ loro figli, de’ secondini: «Il fogo! il fogo. Oh Beata Vergine! oh noi perduti!». Il freddo mi cessò in un istante: balzai tutto sudato in piedi, e guardai intorno se già si vedevano fiamme. Non se ne vedevano. L’incendio per altro era nel palazzo stesso, in alcune stanze dell’ufficio vicine alle carceri. Uno de’ secondini gridava: «Ma, sior paron, cossa faremo de sti siori ingabbiai, se el fogo s’avanza?». [89] Il custode rispondeva: «Mi no gh’ho cor de lassarli abbrustolar. Eppur no se po averzer

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