Capitolo 12 Accoccolata sul divano, mando giù un sorso di caffè. Il sole splende, ma i vetri oscurati delle finestre riescono a tenere fuori gran parte del calore. La città sembra più addormentata durante il giorno che non nel bel mezzo della notte, il che è assurdo. Ma ehi, siamo a Las Vegas. L'orologio sulla parete opposta segna le undici. In qualsiasi normale giorno feriale, a quest’ora sarei al lavoro in libreria. Oggi però non è normale, niente di tutto quello che sta accadendo è normale. Mi sono svegliata un’ora fa, esausta dopo le ventiquattr’ore precedenti. Tra il viaggio, l’eccitazione e il tempo passato con Fenton, ero distrutta. Dormire per tutta la notte tra le braccia di Fenton è stato il paradiso, una insolita intimità e allo stesso tempo una rassicurante distanza. Fisica

