Seventh 02/01/2020

2005 Words
?????? Channelle «E quando avevi intenzione di dirmelo?»-mia sorella prende la parola di nuovo, lasciando scappare dalla bocca una leggera risatina ironica, quasi per farmi capire quello che mi spetta appena i nostri ospiti metteranno piede fuori dal suo appartamento. Il silenzio che si diffonde in soggiorno viene rotto da mio cognato, che si schiarisce la voce e lancia una strana occhiata a Maddie per farle capire di non dire altro, mentre la mia smorfia soddisfatta si trasforma in un'espressione perplessa quando Jason distoglie gli occhi dai miei e abbassa la testa per riportare la sua attenzione di nuovo sul telefeno, riprendo a ignorarmi come faceva meno di cinque minuti fa. Deglutisco rumorosamente al suo gesto, rendendomi conto solo ora di essere così ingenua da essermi illusa che al mio ex ancora possa importare qualcosa di me. Stringo le dita al tessuto della mia felpa sotto il tavolo, lanciando una rapida occhiata al signor Bartol e a sua moglie per accorcermi di aver esagerato. I due si scambiano strane occhiate, come se fossero delusi dalla notizia che ho annunciato poco fa, facendomi prendere a schiaffi mentalmente per aver mentito smdavanti a tutti. Avere un altro uomo al mio fianco risolverebbe tanti problemi, ma non è facile per me fidarmi così facilmente di un uomo ora, non dopo quello che mi ha fatto passare il bastardo di fronte a me, che sembra essersi dimenticato di nuovo della mia presenza. «Scusate, vado al bagno.»- trovo il coraggio di dire appena sento gli occhi iniziare a bruciare e le palpebre appesantirsi, mentre mi alzo dalla sedia prima ancora di toccare cibo con mano e volto le spalle ai presenti, portando una ciocca di capelli dietro l'orecchio timidamente, per poi avvisarmi verso il corridoio e scomparire dalla vista degli Adams. Sollevo gli occhi al soffitto per impedire alle lacrime di scendere, maledicendo me stessa per essere così sensibile. Non mi aspettavo che Jason desse fuori di matto sapendo che c'è un altro uomo nella mia vita, perché so che si è già dimenticato di me e non può importargli nulla della mia nuova vita senza di lui. Prendo un forte respiro appena metto piede nella mia camera da letto, sperando che gli altri in soggiorno non mi abbiano visto, dato che dovevo 'andare al bagno'. Non sono solita mentire come ho fatto stasera e non so come mi sia venuto in mente di dire che sto iniziando una nuova storia con un altro uomo che non è il figlio di Bartol. So che mia sorella non mi lascerà in pace finché non saprà di chi si tratti, al che mi pento all'istante di non essermi già trasferita nella mia nuova casa. Porto rapidamente una mano ai capelli sciolti per stringerli tra le dita, mentre inizio a muovermi avanti e dietro nella mia stanza sperando che il mio respiro ritorni ad essere normale il prima possibile, così posso ritornare in soggiorno e riprendere a mangiare come se nulla fosse successo. Come se Jason non mi avesse guardato in quel modo, per poi ricordarsi che sono solo la sua ex e non valgo più nulla per lui. Più che sorpreso sembrava deluso e incazzato contemporaneamente della mia confessione, mentre mi guardava con quella dannata faccia da cucciolo bastonato e con quegli occhi neri più scuri del solito, che se potessero mi avrebbero trafitto. Era così infuriato che per un istante ho persino pensato che potesse ancora provare qualcosa per me. Chiudo gli occhi, poggiando entrambi i palmi delle mani sulla scrivania della mia camera da letto, mentre cerco di scacciare dalla testa le sue pozzanghere. «Deve essersi rincoglionito per averti messo gli occhi addosso.»-un gemito di spavento scappa dalle mie labbra e spalanco gli occhi di scatto quando la voce rauca e distaccata di Jason echeggia nella mia stanza. Le mie mani iniziano a sudare contro il legno freddo appena incrocio il suo sguardo, mentre poggia una spalla allo stipite della porta della mia stanza, stringendo con così tanta forza il bicchiere di vetro che ha tra le dita che le sue noche sono bianchissime. Il modo in cui i muscoli del suo petto si contraggono al suo gesto banale mi fa venire la pelle d'oca, ma quando realizzo le parole che sono uscite dalle sue labbra, socchiudo gli occhi e indurisco la mia espressione. Ha un'espressione così seria che mi sembra di avere di fronte a me uno sconosciuto che vuole intimorirmi, portando il bicchiere alla bocca senza distogliere lo sguardo dal mio, ma invece di accontentarlo raddrizzo la schiena e incrocio le braccia al petto infastidita. «Non sono più cazzi tuoi.»-alzo il mento nella sua direzione, cercando di apparire il più acida possibile. È la prima volta che gli rivolgo la parola dopo tanti mesi da quando mi ha tradita, anche se avevo pianificato di non parlargli per il resto della mia vita. Non pensavo che mi avrebbe seguito nella mia camera da letto, altrimenti non mi sarei alzata dalla sedia, solo per non essere costretta ad affrontarlo. 'Deve essersi rincoglionito per averti messo gli occhi addosso'- le sue parole arrivano dritto al mio petto, facendomi perdere un battito per la cattiveria che c'è nella sua voce. 'Un tempo dicevi che ero bellissima. E che ero solo tua.' - vorrei sbattergli in faccia senza pensarci due volte, ma mi trattengo dal farlo e mi pento persino di quello che gli ho detto quando il colore dei suoi occhi diventa visibilmente più scuro, tanto che posso notarlo a metri di distanza. Deglutisco rumorosamente quando si stacca dallo stipite per incamminarsi lentamente nella mia direzione, ma non mi muovo di un millimetro per non fargli capire quanto mi stia spaventando in questo momento. «Per me puoi anche fotterlo.»-mi sovrasta in tutta la sua altezza, quasi facendolo apposta per ipnotizzarmi dall'alto con le sue pupille trafiggenti, mentre combatto con tutta me stessa per fingere che la vicinanza del suo petto alle mie labbra non mi faccia alcun effetto, e nemmeno il suo pomo d'Adamo che si muove dall'alto verso il basso per deglutire il liquido del bicchiere oramai svuotato. «Come ti ho insegnato di fare.»-sussurra con un tono così rauco e seducente che le mie braccia cadono lungo i miei fianchi e la mia espressione passa da arrabbiata a perplessa in un batter d'occhio. [inizio ricordi] 02/01/2020 «Cazzo, Channelle.»-il tono della voce di Jason è così profondo che una scia di brividi percorre la mia schiena e le mie guance arrossiscono violentemente, mentre poggio le labbra sui suoi pettorali. Approfitto del fatto che il mio viso è nascosto a Jason dai miei capelli per non farmi vedere dai suoi occhi attenti e intimidatori. Mi sembra di essere così inesperta che mi vergogno al solo pensiero che Jason osservi ogni mio stupido bacio sui suoi pettorali, ma come se mi avesse letto nel pensiero allunga un braccio verso la mia testa per prendere tra le dita i miei capelli e scoprire il mio viso. «Voglio vederti, piccola.»-sussurra con un gemito strozzato, come se le mie labbra avessero davvero tutto questo effetto su di lui, mentre lo lascio fare e trovo il coraggio di sistemarmi meglio sul suo corpo per scendere sempre più in basso... La punta del mio naso scivola lungo la sua pelle, mentre lascio delle scie umide sui suoi addominali scolpiti per sentire il sapore salato della sua pelle, ma prima che possa scendere più in basso e fare quello che non ho mai fatto prima d'ora, la mano libera di Jason raggiunge il mio polso per trascinare il mio braccio sempre più in basso, verso il rigonfiamento dei suoi boxer sotto il mio collo. «Prendilo in mano, Channelle.»-inizia a incitarmi con un tono dolce, mentre sposta la mano dal mio polso ai suoi boxer, per aiutarsi a scoprire il suo membro di fronte ai miei occhi, al che deglutisco rumorosamente e alzo la testa nella sua direzione. «Devo... Devo leccarlo?»-balbetto appena incrocio i suoi occhi neri, schiaffeggiandomi mentalmente per avergli chiesto letteralmente di prendere in bocca la sua intimità, ma invece di rimanere spiazzato dalla mia domanda, scoppia a ridere in una fragorosa risata, sprofondando la testa sul cuscino per il divertimento, mentre aggrotto la fronte e riempio le guance d'aria, quasi offesa dal suo atteggiamento. Porto il labbro inferiore tra i denti per la rabbia e lo maledico mentalmente, ma prima che possa fare o dire altro, lo sento spostare le dita dai miei capelli verso la mia nuca per attirarmi verso di lui e costringermi a sdraiarmi sul suo corpo. «Sarà per un altra volta, Channelle.» - dice tra una risata e l'altra, mentre poggia un tenero bacio sulla mia fronte quando sprofondo la testa all'incavo del suo collo timidamente, fingendo di nulla quando in realtà la sua intimità ormai indurits spinge contro la mia, coperta dal leggero tessuto di un paio di mutandine di pizzo, quelle che Jason mi ha ordinato di mettere stasera. «Che...» - la mia voce viene fuori in un sussurro, mentre accarezzo il suo collo con la punta del naso e sento il suo membro pulsare tra le mie gambe, trovando il coraggio di continuare dopo un paio di secondi: «Che sapore ha?»-chiedo mentre sento il suo pomo d'adamo fare su e giù contro la mia guancia, prima che si lasci andare di nuovo a una leggera risatina: «Non lo so, Channelle, non l'ho mai provato.»- dice, cercando di assumere un tono il più serio possibile, per poi riprendere a sussurrare tra i miei capelli : «La tua è salata.» - aggiunge lentamente, per poi scoppiare a ridere di nuovo, portandomi a tirargli uno schiaffo sui pettorali scherzosamente. «Stronzo!» - esclamo con una voce più alta del solito, dimenticandomi di essere in camera sua e che sua madre potrebbe entrare da un momento all'altro in casa. «Lo voglio provare.» - dico all'improvviso, alzando la testa dal suo corpo e sollevando il corpo per ritrovarmi seduta a cavalcioni sul suo addome. «Non sentirti costretta.»-questa volta il tono della sua voce diventa più serio, mentre i suoi occhi scrutano il mio viso per capire se sono sicura della mia decisione, ma prima che possa dire altro gli faccio capire che voglio farlo godere, poggiando all'improvviso una mano sul suo membro dietro il mio fondoschiena. [fine ricordi] Le sue parole si fissano nella mia testa, mentre le mie gambe iniziano a tremare per il modo in cui i suoi sospiri caldi si mischiano ai miei, ma quando poggia il bicchiere sulla scrivania e alza un angolo della bocca per assumere una smorfia quasi soddisfatta, mi risveglio dal mio stato di trance, facendo un passo indietro e riprendendo a guardarlo in cagnesco: «Lo farò.»- imito il suo stesso tono di voce, incrociando di nuovo le braccia al petto, questa volta per nascondere il tremore delle mie mani, incoraggiandomi quando il sorriso gli muore sulle labbra, per poi concludere soddisfatta: «Come lui mi sta insegnando di fare.»-mi soffermò su ogni singola sillaba così lentamente che ho tempo di vedere i suoi occhi iniettarsi di sangue e i suoi lineamenti diventare più definiti del solito, prima di sorpassarlo e affrettarmi a uscire dalla mia camera da letto prima che sia lui a prendere in mano la situazione e ipnotozzarmi con la sua maledetta espressione minacciosa. Se prima cercavo una reazione da parte sua, ora preferisco non aver aperto bocca per inventarmi quella stupida bugia che mi è scappata davanti a tutti. Se non lo avessi detto, ora mia sorella non sarebbe sul punto di ammazzarmi e sicuramente non rischierei il mio posto di lavoro in azienda, dato che a Bartol non mi pare sia piaciuta la notizia. Ma soprattutto Jason ora non sarebbe nella mia camera da letto, a stringere un bicchiere tra le dita per non so quale motivo, mentre gli volto le spalle e lascio la stanza in fretta, ma non prima di sentirlo imprecare alle mie spalle tra sé e sé: «Fottiti!» ?Mi sa che Channelle l'ha combinata grossa? Se il capitolo vi è piaciuto, vi prego di seguirmi su i********: : Instagram : ema_8570 ??
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