Channelle
«Va bene così. La prossima!»-il tono autoritario della stilista mi riporta alla realtà, costringendomi ad alzare la testa verso di lei mentre porto il bicchiere di plastica all'altezza delle labbra.
Devo ammettere che il caffè in quest'azienda è ottimo, anche se non sono mai stata una grande amante della caffeina.
La modella alle spalle di Kristen sorride soddisfatta, per poi voltarci le spalle e allontanarsi con il suo lungo abito bianco.
Se mia sorella fosse qui a vedere queste prove sono sicura che scambierebbe l'abito che ha acquistato con uno degli abiti da sposa di Kristen.
Ecco perché non ho chiesto a lei di venirmi a prendere, ma me ne pento amaramente, dato che la mia amica ha fatto più di mezz'ora di ritardo e fuori si sta facendo buio, ma devo ammettere che non mi dispiace stare ad aspettare con la compagnia della stilista e dei suoi continui rimproveri alle modelle che sfilano con i suoi abiti addosso.
Le guardo una ad una per cercare di trovare in ognuna di loro almeno un difetto, per poi paragonare il loro fisico e la loro eleganza al mio corpo, che ora è nascosto da una tuta d'inverno così larga da poterci entrare io, Kristen e Alison insieme.
Non sono mai stata un'amante dei vestiti stretti, ma guardare tutte le mie colleghe in gonne aderenti e camice moderne inizia a farmi sentire fuori luogo, stupita del fatto che Bartol non mi abbia ancora detto nulla su un uniforme adeguato da indossare.
Solo ora capisco il motivo per cui Kristen è la capo stilista dell'azienda di moda di Bartol.
Sobbalzo quando mi sento tirare una gomitata di lato, ma mi tranquillizzo quando i miei occhi finiscono sulla chioma chiara di Alison, che alza una mano verso la stilista per poi darmi un tenero bacio sulla guancia in segno di saluto, mentre mi trattengo dal mandarla a quel paese per avermi fatta aspettare.
«Questo posto è un labirinto.»- si giustifica sbuffando, per poi prendere posto sulla sedia "da regista" di Kristen, approfittando del fatto che è in piedi e ci volta le spalle, continuando a dare ordini alle sue dipendenti e rimproverandole per ogni piccolo movimento sbagliato.
«Avevo promesso a Kristen di farle compagnia.»-le spiego prima che mi chieda perché non ero fuori dall'azienda ad aspettarla come faccio da due giorni oramai, dopo che la mia macchina mi ha abbandonata senza pietà.
«Cazzo.»- esclama senza dare importanza alle mie parole, assumendo una smorfia di stupore quando segue il mio sguardo verso la modella che cammina verso di noi con un altro abito bianco, questa volta adesso al corpo della donna e tutto in pizzo.
«Ho voglia di sposarmi.» - sussurra con un tono serio, per poi stringere il mio polso tra le dita e continuare a esclamare senza degnarmi di un'occhiata:
«Sposiamoci.»
Piego le labbra in un sorriso al suo gesto, ma è così ipotizzata dal vestito che sembra essersi dimenticata della mia presenza, quindi ne approfitto per farla riportare alla realtà:
«Costa centotrenta mila dollari.» - sussurro vicino al suo orecchio, al che alza la testa di scatto per guardarmi dritto negli occhi e accertarsi che non stia scherzando, ma quando alzo un sopracciglio e annuisco dispiaciuta per convincerla, alza gli occhi al cielo :
«Preferisco diventare suora. »
Mi trattengo dal ridere quando alza le spalle con menefreghismo, prendendomi il caffè dalle mani senza pensarci due volte, per poi finirlo tutto d'un fiato come se fosse alcol con cui ubriacarsi.
Alison è sempre stata molto allegra, a differenza della sottoscritta, e non so come abbia fatto ad affezionarsi a una come me per quante volte ho preferito rimanere rinchiusa nella mia stanza piuttosto che uscire con lei e le sue amiche.
Incrocio le braccia al petto, aspettando che la mia amica finisca il caffè per salutare Kristen, mentre sposto gli occhi verso la passerella per continuare a godere dello spettacolo delle donne che si muovono sui tacchi, guardando negli occhi il fotografo che continua a scattare foto da lontano.
Tra le giovani ragazze riesco a riconoscere il trio delle ammiratrici di Jason, che si muovono una dietro l'altra con un equilibrio pazzesco.
Alzo un sopracciglio, iniziando a guardarle dalla testa ai piedi per vedere se c'è qualcosa di sbagliato nel loro maledetto fisico, ma sono così dannatamente perfette che non so come quella Sharon faccia a lasciare Jason solo in quest'azienda, sapendo che ragazze come loro gli stanno intorno sette giorni su sette.
«Che vorresti dire che le gemelle non ci sono?!»-sollevo le sopracciglia quando Kristen alza la voce all'improvviso, così arrabbiata come non credo di averla mai vista nelle due settimane in cui ho iniziato a lavorare per Bartol.
«Hanno detto di non essere disponibili oggi.»-il suo assistente spiega con un tono tranquillo, per nulla sorpreso del suo atteggiamento mentre segna qualcosa su un foglio bianco stampato.
«Possiamo sostituirle con Marika e Cathy.»-il ragazzo suggerisce con un'espressione pensierosa, ma la stilista non lo lascia nemmeno finire, portando una mano tra i capelli corti:
«O con te e Bartol, che dici?»-urla con un tono ironico, al che il ragazzo ribatte scherzosamente:
«Non penso che l'abito a principessa mi sarebbe bene, Kristen, ma posso chiedere a Bartol se insisti.»
Alle sue parole Alison non riesce a trattenersi una leggera risatina, ma il suono acuto che sfugge dalle sue labbra attira l'attenzione dei due, che si voltano nella sua direzione scocciati.
La mia amica smette all'istante, facendo una smorfia di scuse, ma invece di offendersi, Kristen scambia una rapida occhiata con il suo assistente, per poi riprendere a guardare nella nostra direzione, spostando lo sguardo da me alla mia amica più volte, mentre la mia espressione passa da confusa a preoccupata rapidamente.
«Voi due!»-salto sul posto quando riprende a urlare, guardandomi dritto negli occhi mentre il ragazzo al suo fianco alza il mento con soddisfazione:
«Alzate il culo e seguitemi nei camerini.»
***
Faccio una smorfia quando la mia amica saltella di fronte a me con è una bambina, mentre ci dirigiamo verso il portone d'ingresso dell'azienda.
«È stato fantastico!»-esulta per l'ennesima volta, continuando a stupirmi per la sua reazione.
Anche Alison odia i vestiti, addirittura più di me, ma non l'ho mai vista tanto entusiasta come lo è stata con quell'abito da sposa addosso.
«È stato umiliante.»-ribatto, increspando le labbra per il fastidio.
«Andiamo, ci hanno pure fatto le foto.» - mi tira un leggero pugno sul braccio, cercando di convincermi che non è stato così male mettersi nei panni di una donna che deve attraversare l'altare.
«A maggior ragione.»-farfuglio tra me e me, prima di voltarle le spalle e lasciarla andare dalla parte opposta:
«Arrivo tra cinque minuti.» - le dico appena mi ritrovo davanti all'ascensore, ricordandole di aver lasciato il cellulare e il cardigan nel mio ufficio e imprecando mentalmente per non essere salita prima, magari avrei evitato di fare la sposa per dieci minuti di fila.
«Ti aspetto in macchina.»-urla alle mie spalle per farsi sentire, ma la sua voce diventa sempre più fievole quando le porte dell'ascensore si chiudono.
Stringere amicizia con Kristen mi ha sicuramente aiutata a non sentirmi isolata. Mi invita spesso a passare la pausa pranzo con lei al piano terra del palazzo, anche se per la maggior parte del tempo che passiamo insieme litiga con il suo assistente o con una delle modelle assunte da lei stessa.
Porto una ciocca di capelli dietro l'orecchio quando finalmente mi ritrovo davanti al mio ufficio, quindi mi affretto ad addentrarmi per raggiungere la scrivania eba indossare il cardigan pesante, per poi stringere tra le dita il telefono poggiato sul e girare i tacchi in fretta pur di non lasciar aspettare Alison al freddo, ma appena faccio un passo verso la porta dell'ufficio e sollevo la testa verso il corridoio, il mio cuore perde un battito e il sangue smette di scorrermi nelle vene.
Mi pento all'istante di essere risalita quando il mio sguardo finisce dritto sulla figura di Jason, seduto dietro il suo tavolo, mentre intreccia le sue labbra a quelle di Sharon.
I miei piedi si piantano per terra e rimango pietrificata sul posto, separando le labbra per riuscire a inalare il più aria possibile nei polmoni, mentre sbatto più volte le palpebre sperando che sia solo frutto dell'immaginazione.
La parte più razionale di me mi urla di andarmene prima che si accorgano della mia presenza, ma il mio corpo smette di rispondere al mio cervello e continuo a fissare attraverso i vetri trasparenti da lontano la lingua di quel bastardo intrecciarsi con quella di Sharon, mentre stringe in un pugno i suoi capelli.
[ricordi]
10/03/2020
«Jason, posso ...»-sussurro vicino alla sua testa, stringendomi al suo corpo sul divano della sua camera da letto, temendo di disturbarlo, anche se so che non sta dormendo, pur avendo gli occhi chiusi.
«Ehm...»-lo sento grugnire con un gemito assonnato, mentre stringe la presa del braccio avvolto intorno al mio corpo.
«Posso baciarti?»-gli chiedo con un tono dubbioso, provando una grande voglia di provare il morbido delle sue labbra contro la mia bocca, ma invece di rispondere alla mia domanda sciocca, alza un angolo della bocca in alto, per poi passare la lingua tra le labbra carnose e voltare la testa sul cuscino nella mia direzione.
«Per caso io ti ho mai chiesto il permesso di scoparti?» - chiede ironico dopo un paio di secondi, avvicinandosi sempre di più alle mie labbra, fino a quando non poggia la bocca contro la mia in un semplice bacio a stampo, ma proprio quando faccio per sorridere soddisfatta e ringraziarlo, la punta della sua lingua spinge tra le mie labbra, costringendomi a dargli accesso per assaporarlo.
Chiudo gli occhi quando mi riempie con la sua lingua liscia e dolce, ma trattengo un gemito quando il freddo metallico del suo piercing inizia a solleticare il mio palato, mentre con la mano libera raggiunge la mia testa e intrufola le dita tra le mie ciocche per spingere la mia bocca contro la sua con più violenza
Un gemito di piacere scappa dalle mie labbra quando la punta della sua lingua arriva più in profondità, facendo esplodere il suo sapore nella mia bocca.
[fine ricordi]
Ogni suo gesto sembra imitare quello che faceva con me quando ero la sua fidanzata, solo che ora le sue dita accarezzano i capelli di un'altra donna.
In crespo le labbra per il fastidio e la delusione contemporaneamente quando l'eco di un gemiti che scappa dalla bocca di Jason arriva dritto alle mie orecchie, facendomi fare un passo indietro per la rabbia quando lo vedo raddrizzare la schiena per avvicinarsi di più al corpo di Sharon, come se non fossero già abbastanza vicini.
Faccio di tutto pur di convincere me stessa di andarmene prima che i due si accorgano della mia presenza, mentre ogni singolo muscolo del mio corpo si è bloccato e rimango come una statua di fronte ai due, che vedo baciarsi per la prima volta davanti a me, ma le mie pupille si dilatano all'improvviso quando mi accorgo che Jason apre gli occhi, continuando a rimanere accollato alle labbra della sua fidanzata, per poi sollevare le sue pozzanghere nella mia direzione di scatto, al che mi affretto a ritornare alla realtà e distogliere lo sguardo dal suo prima ancora che le nostre pupille si possano incrociare, per poi trovare tutte le forze per incamminarmi fuori dal mio ufficio e allontanarmi il più possibile da quel puttaniere e dalla sua prostituta.
???
Piangevo mentre scrivevo l'ultima parte... Vi è mai successo di trovarvi in una situazione del genere? A me si?????
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