Channelle
Passo il dorso della mano sulla fronte esausta, spostando le ciocche di capelli appiccicate alla mia fronte per il sudore.
È da stamattina che sono in piedi e sposto scatoloni da una parte all'altra del mio nuovo appartamento, ma se non fosse per mia sorella non sarei mai riuscita a finire di sistemare tutto entro oggi.
Il fatto che la mia macchina si è rianimata all'improvviso costituisce per me una preoccupazione in meno, ma ho davvero molto altro da fare, tanto che comincio davvero a pensare che forse sarebbe stato meglio continuare a vivere con mia sorella.
Caccio lentamente la foto ingiallita dalla tasca e la guardo per l'ennesima volta per incoraggiare me stessa, passandovi il pollice sopra e cercando di convincermi che sto sulla buona strada per raggiungere il mio obiettivo, ma mi affretto a rimettere nella tasca della mia larga maglia rossa il pezzo di carta, quando mia sorella fa capolino nel piccolo soggiorno.
«Questo posto fa schifo!»-si lamenta come al solito, buttandosi sul divano come un sacco di patate.
«Non so come ti è venuto in mente!» - ripete l'ennesimo rimprovero che continua a farmi da stamattina.
Sembra che sia venuta qui per farmi cambiare idea piuttosto che aiutarmi, ma questa volta decido di aprire bocca.
«Ti ci devi abituare, sorellona.»-le do una pacca alla spalla appena mi avvicino al divano, imitando il suo gesto per sdraiarmi e poggiare la testa sul suo grembo, come nella foto che nascondo nella mia tasca.
Non so se sto sudando per la stanchezza o il calore che emette il camino di fronte al divano, ma mi sento così serena in questo momento che la pelle bagnata non mi dà alcun fastidio.
«Ti sta chiamando una certa Kristen.»-la voce di Maddie echeggia nella stanza prima di addormentarmi e appena realizzo le sue parole aggrotto la fronte, spostando gli occhi dal soffitto al telefono poggiato sul piccolo tavolo di fronte al divano e chiedendomi come mai la stilista mi abbia chiamato a quest'ora.
«Kristen?» - chiedo con una voce assonnata, lanciando una rapida occhiata a mia sorella quando decide di alzarsi dal divano per riprendere a guardarsi intorno e probabilmente trovare altri difetti da farmi notare.
«Non dirmi che dormivi a quest'ora.»-la sento urlare dall'altra parte del telefono, al che sono costretta ad allontanare il telefono dall'orecchio e increspare le labbra per il fastidio.
«Rientra nei miei piani, sì.»-sussurro con un tono così basso che non sono sicura che mi abbia sentita, mentre mi rigiro sul divano per trovare una posizione più comoda, ma spalanco gli occhi quando riprende ad alzare la voce dall'altra parte della linea:
«Alison sta venendo a prenderti!»- spalanco gli occhi alle sue parole, mettendomi seduta sul divano all'istante quando realizzo quello che ha detto.
«Ti aspetto allo Sweet Liberty!» - aggiunge subito dopo, senza darmi nemmeno il tempo di ribattere, per poi chiudermi il telefono in faccia.
Aggrotto la fronte per la confusione, fissando lo schermo del telefono mentre cerci di ricordarmi se ho mai sentito parlare di questo posto e sperando che si tratti di un ristorante piccolo e invitante.
«Maddie?»-alzo il tono per farmi sentire da mia sorella, nascosta in chissà quale stanza, per poi chiederle leggermente spaventata e sicura del fatto che mia sorella, in qualità di avvocato, conosca ogni singolo angolo di Miami:
«Cos'è lo Sweet Liberty?»-trovo il coraggio di continuare appena mia sorella fa capolino nel soggiorno, ma la breve chiamata di Kristen mi è bastata per capire che non è certamente una pizzeria.
«Un posto in cui non si può andare in felpa.»-alza le spalle con un sorriso sulle labbra, mentre mi guarda dalla testa ai piedi per farmi capire che non mi conviene accettare l'invito della stilista, ma appena accendo di nuovo il telefono per richiamare la mia amica, il suono della campanella mi porta a girare la testa verso l'ingresso del mio nuovo appartamento.
Jason
*Tra mezz'ora sarò da te.*
Chiudo il telefono appena il messaggio di Sharon illumina lo schermo, ridacchiando mentalmente alla faccia che farà quando troverà la casa vuota.
È probabilmente la donna più sexy che abbia mai portato a letto, con così tanta esperienza che non mi sorprenderebbe sentire che un giorno diventerà una porno star, ma è molto più sensuale quando si incazza, quindi non mi dispiace farla uscire fuori di testa ogni tanto.
Sono sicuro che domani si ritroverà nel mio ufficio a cercare di sedurmi per vendicarsi, e al solo pensiero sollevo un angolo della bocca soddisfatto, per poi passare una mano tra i capelli.
«Voglio chiederle di uscire.»
Se non fosse mio amico da anni e non ci fosse un accordo tra noi mi sarei già liberato di Mikael tempo fa, nell'esatto momento in cui, in questo stesso club, ha messo gli occhi addosso a quella secchiona.
Alzo le spalle con menefreghismo alle sue parole, evitando di dirgli che Channelle odia i fiori, mentre mi tira una forte gomitata e cerca di sovrastare il volume della musica.
«Andiamo, hai detto che mi avresti aiutato a conquistarla!»-mi rimprovera con un tono severo, ma al suo tocco non mi muovo di un millimetro.
«Non le piacciono i regali.»-alzo la testa lentamente quando la stilista di mio padre prende la parola, avvicinandosi alla testa di Mikael per farsi sentire dal nipote.
Alle sue parole ringhio per il fastidio, chiedendomi come faccia a non infastidirsi Mikael dalla presenza di sua zia centenaria in una discoteca al centro di Miami.
«Sarà qui tra poco.»- continua a urlare, quasi facendolo apposta a farsi sentire dal sottoscritto, mentre mi guarda di sottecchi, come se m'importasse di quello che ci può essere tra suo nipote e quella bambina, che a quanto pare è diventata una fottuta festaiola.
Ho sempre avuto l'impressione di non piacere a questa donna, ma non mi sorprende, dato che le rispondo sempre male.
«Le chiederò anche di venire in campeggio con noi per il prossimo set fotografico.»-aggiunge con un tono talmente fiero che mi costringo a spostare gli occhi da lei alla folla in mezzo alla pista da ballo per non mandarla a fanculo.
«Inutile che ci provi.»- cerco di far ritornare in sé il mio amico rincoglionito senza riuscire a imporre me stesso tenere la bocca chiusa, passando la punta della lingua tra le labbra quando becco a meno di tre metri di distanza una rossa fissarmi insistentemente.
Alzo l'angolo della bocca per farle capire che tra meno di mezz'ora starò sul suo corpo alto e robusto a farle quello che nessuno le ha mai fatto, mentre la vedo intrufolare le dita tra i capelli per portarli indietro e raddrizzare la schiena per mettere in evidenza il corpo fasciato da un vestito stretto e corto.
«A me ha detto che sei carino.»-il sorriso mi muore sulle labbra quando le parole di Kristen sovrastano la musica, ma questa volta fingo di non badare alle loro chiacchiere, mentre continuo a fissare la donna di fronte a me e stringo tra i denti il vetro del bicchiere colmo di rhum, prima di ingoiare il liquido rimasto tutto d'un fiato, gettando la testa indietro.
«Davvero?»-la voce di Mikael è così acuta che il mio viso si attorciglia in una smorfia di schifo.
I capelli disordinati del mio ciuffo ricadono sulla mia fronte appena ritorno con la testa dritta e riprendo a concentrarmi sulla rossa, mentre cerco di scacciare dalla testa l'idea che sia Mikael il coglione con cui si sta sentendo Channelle.
«Non fartela scappare, tesoro.»-con la coda dell'occhio vedo come la zia gli punta l'indice contro, mentre mi sforzo ad assumere un'espressione rilassata, convincendo me stesso che la sorella di Channelle non permetterà mai a quella ragazzina di passare del tempo con uno come Mikael, che ha un passato peggiore del mio.
«Soprattutto ora che vive sola.»-aggiunge subito dopo, facendo un occhiolino al nipote, al che corrugo la fronte e giro la testa di scatto nella sua direzione, mentre le parole escono dalla mia bocca senza che riesca a controllarle:
«Che cazzo dici?!»- ogni singola fibra del mio corpo si contrae al ripetersi delle parole della stilista nella mia testa, mentre stringo il bicchiere di vetro tra le dita e serro la mascella senza smettere di minacciare con gli occhi la dipendente di mio padre.
[ricordi]
20/03/2020
«Mia sorella mi sta soffocando!»- si lamenta ad alta voce, sbuffando per l'ennesima volta contro il mio petto e gonfiando come al solito le guance per la rabbia.
Per quanto mi piace vederla incazzata, cerco di trattenere una risata, stringendola tra le braccia come non ho fatto con nessuna donna prima d'ora, soffiando tra i suoi capelli con un tono roco:
«Si abituerà prima o poi.» - cerco di tranquillizzarla, ricordandole che non è la prima volta che liriga con Maddie, ma alle mie parole poggia entrambe le mani sul mio petto per allontanarsi e fare un passo indietro con l'intento di guardarmi dritto negli occhi.
«Da quando ha iniziato a lavorare per quell'uomo è diventata insopportabile!» - incrocia le braccia al petto, guardandomi con un espressione seria, mentre il mio sguardo scende per tutto il suo corpo, coperto da un pigiama a cuori che la rende adorabile.
Non è raro che lei e la sorella litighino, soprattutto da quando abbiamo comunicato a tutti di stare insieme.
«Le piacerò un giorno.»-passo la lingua alle labbra, per poi voltarle le spalle mentre mi sfilo la maglietta davanti ai suoi occhi con l'intento di distrarla.
So che le piace fissare le mie scapole, tanto che passano un paio di secondi che nella sua stanza da letto si sente echeggiare solo il suo respiro.
«Hai perso questa possibilità quando mi hai tolto la verginità.»- inizia a balbettare dopo un po' di tempo, facendomi sorridere mentre mi butto sul suo letto singolo a pancia in giù
«Già.»-ridacchio contro il suo cuscino, mentre le mie narici si riempiono del profumo di vaniglia che i suoi capelli vi hanno lasciato impresso, ma non passa molto che la sento muoversi al mio fianco, poggiando un ginocchio sul suo letto, per poi sdraiarsi sulla mia schiena e riprendere a parlare con una voce fievole:
«Voglio trovare un appartamento tutto mio, lontano da lei.»
Alzo la testa di scatto alle sue parole, abbassando le sopracciglia per assumere un'espressione incazzata:
«Cazzo, no!»-mi affretto a minacciarla con un tono alto e rauco, per poi continuare: «Non andrai da nessuna parte!»
Il mio tono di voce e così freddo che il suo respiro rallenta alle mie spalle, ma al solo pensiero che Channelle viva da sola mi fa ribollire il sangue nelle vene!
I muscoli delle mie spalle si contraggono così tanto sotto il peso di Channelle, che alza la testa lentamente e inizia farfugliare con un tono intimorito:
«Ja-Jason...»-balbetta sulla mia pelle, mentre scivola al mio fianco per guardarmi dritto negli occhi con le sue pozzanghere chiare:
«Devo pur trasferirmi un giorno.»-sussurra con un tono ovvio, avvicinandosi al mio viso per lasciare un bacio sulle mie labbra, ma invece di ricambiare, indurisco ancor di più la mia espressione, affrettandomi a ribattere:
«Si, ma solo con me.»
[fine ricordi]
Instagram : ema_8570