14:30 Siamo riusciti a tornare vicino a Istanbul, siamo in una locanda a riposarci e rifocillarci. Ancora nessuno di noi ha parlato di quello che è successo ad Hanna e non penso ne parleremo presto. Dopo che la bufera di sabbia si è calmata, abbiamo continuato a scendere la collina, finché non siamo arrivati in questo piccolo gruppo di case. Avevamo sete e fame, quindi ci siamo fermati qua.
15:00 Comincio a sentire di nuovo quello strano odore, l'odore di ferro di prima e vedo che fuori si sta alzando il vento, sembra... Un'altra bufera...
15:15 Lui è lì, fermo immobile, in mezzo alla strada, sta guardando nella nostra direzione. Non mi piace, non mi piace affatto.
15:30 La bufera è andata via, come anche l'odore di ferro e anche il templare, se n'è andato come se fosse stato portato via da essa. Forse appare solo quando ci sono le bufere di sabbia? O si creano dove lui va? Poi quell'odore di ferro, mi ricorda anche qualcos'altro... Non è come sentire il ferro puro...
[...]
15 Ottobre 11:25
Siamo tonati nel punto in cui è morta Hanna, il suo corpo non c'è. In questi giorni abbiamo preferito continuare le nostre ricerche nei dintorni, ma non abbiamo voluto ricontrollare la zona. Ora che sono passati un po' di giorni e non è successo nulla di strano, abbiamo deciso di venire a controllare, per vedere se effettivamente il corpo fosse lì. Ma effettivamente il sangue era sparso sul suolo.
17:47
Non lo notammo subito, era il templare, seduto poco più in là, con la corazza che risplendeva al sole, pareva avere un'aria molto meno tetra. Ci mettemmo tutti in guardia con le armi pronte, ma lui si alzò e semplicemente ci fece cenno di seguirlo, stranamente ora che ci faccio caso, non c'era più l'odore di ferro. Incuriositi dal suo comportamento non ostile, lo seguimmo, fino a una chiesa, probabilmente costruita durante le crociate per permettere ai soldati di pregare, che fossero templari o no. Era una chiesa molto piccola e sarebbe potuta sembrare una comunissima chiesa, se non fosse stato per il rosone.
Appena entrati notai subito la figura femminile seduta nella prima fila di panche, di corporatura esile, e con la testa coperta da un velo. Il templare si avvicinò alla ragazza e gli sussurrò qualcosa. Non ho capito cosa gli abbia detto, ma sicuramente non era una lingua che conoscessi. Poco dopo tornò da noi e in un italiano perfetto, ci chiese scusa per ciò che era successo qualche giorno prima alla nostra compagna e si presentò come Caridio Bardòr, un nobile veneziano, ex crociato morto durante la quarta crociata; ci invitò ad accomodarci sulle panche e quando ci sedemmo tutti, la ragazza si alzò per andare verso il leggio al centro della chiesa che notai essere più ampia di quanto potesse far sembrare dall'esterno e con qualche dettaglio, probabilmente preso durante i saccheggi.