Prefazione-1
prefazione
BIOGRAFIA
1 – Infanzia e gioventù
Ambrose Gwinnett Bierce nacque il 24 giugno 1842 in una sperduta fattoria del villaggio di Chester Township, lungo il corso dell’Horse Cave Creek nella contea di Meigs, in Ohio. Era figlio di una coppia di contadini, Marcus Aurelius e Laura (Sherwood) Bierce, una discendente di William Bradford, tra i primi governatori della colonia di Plymouth. I genitori vivevano in gravi ristrettezze economiche, ma avevano ricevuto una buona istruzione. Ambrose era il decimo di tredici figli, a ciascuno dei quali il padre aveva dato un nome che iniziava con la lettera A.
Bierce era di discendenza inglese: i suoi antenati erano giunti in Nord America tra il 1620 e il 1640 in occasione della grande migrazione puritana. Disinteressato a tutto ciò, nei suoi scritti criticò spesso i valori puritani e le persone troppo orgogliose della propria genealogia.
Quando aveva quattro anni la famiglia si trasferì in Indiana, stabilendosi prima a Walnut Creek, a pochi chilometri a sud di Warsaw, nella contea di Kosciusko, e successivamente a Elkhart.
Bierce trasse grande beneficio dalla biblioteca della fattoria del padre e, in tarda età, dichiarò che quella ebbe su di lui una grande opportunità educativa. Un’altra influenza precoce fu quella dello zio, l’avvocato Lucius Verus Bierce, soprannominato il Generale, sindaco di Akron, in Ohio, fervente antischiavista che aveva fornito le armi agli insurrezionalisti di John Brown, per aiutarli nella loro crociata contro la schiavitù in Kansas (crociata che portò all’esecuzione capitale dello stesso Brown). Il giovane Ambrose osservò con attenzione l’idealismo di quell’uomo, le sue capacità oratorie, il pubblico impegno e l’attivismo sociale e, per tutta la vita, guardò alla carriera dello zio come a un modello da seguire.
Bierce frequentò un solo anno di liceo a Warsaw e, appena quindicenne, se ne andò di casa per iniziare l’apprendistato come tipografo presso il The Northern Indianian, un piccolo giornale abolizionista della medesima città.
A diciassette anni, licenziato dall’Indianian dopo essere stato accusato ingiustamente di aver rubato del denaro, si iscrisse all’Istituto Militare del Kentucky, dove per un anno studiò latino, storia, architettura e scienze politiche, e dove approfondì le materie militari, in particolare l’ingegneria topografica. Si adattò bene alla vita e alla disciplina dell’esercito. Lasciò l’Istituto alla vigilia della guerra civile, facendo ritorno a Elkhart nel 1860 per lavorare dapprima come operaio in una fornace e poi come commesso in un emporio.
2 – Carriera militare
In seguito alla secessione di sette Stati del Sud, il 15 aprile 1861 il presidente Lincoln convocò settantacinquemila volontari per contribuire a preservare l’Unione. Quattro giorni dopo, Bierce si arruolò come soldato semplice nella Compagnia C del Nono Reggimento di Fanteria dell’Indiana. Dopo tre mesi di servizio e la sua prima battaglia a Philippi, si arruolò nuovamente come sergente e servì con la sua unità in Virginia Occidentale. In seguito, prese parte ad alcune delle più famose e terrificanti battaglie della guerra civile americana, tra cui quelle di Shiloh, nell’aprile del 1862, di Corinth, Stones River, Chickamauga, Missionary Ridge e Franklin, distinguendosi in almeno due occasioni per aver eroicamente salvato dei compagni feriti. Fu dapprima promosso secondo tenente e poi, nel 1863, primo tenente.
Bierce venne in seguito assegnato allo stato maggiore del generale William Babcock Hazen, comandante della Diciannovesima Brigata dell’Armata del Cumberland, nel quale prestò servizio come ingegnere topografo: in questa veste eseguì rilievi del territorio ed elaborò carte dettagliate delle regioni nelle quali l’esercito dell’Unione si trovava a combattere.
Nel dicembre del 1863 Bierce ricevette dal generale Hazen un congedo per fare ritorno a casa, dove si fidanzò con Bernie Wright, la ragazza che aveva corteggiato prima di arruolarsi nell’esercito.
Come ufficiale di stato maggiore, Bierce si fece apprezzare da importanti generali quali George H. Thomas e Oliver O. Howard, che nel maggio del 1864 sostennero entrambi la sua richiesta di ammissione all’accademia di West Point. Il generale Hazen riteneva che Bierce si sarebbe diplomato con lode e lo stesso maggior generale William T. Sherman approvò la richiesta, pur dichiarando di non conoscere personalmente il futuro scrittore.
Durante i combattimenti di Kennesaw Mountain, il 23 giugno 1864, Bierce riportò una grave ferita alla testa a causa di un proiettile esploso da un cecchino confederato. Il colpo l’aveva raggiunto alla tempia sinistra e, quasi per miracolo, si era fatto strada nel cranio per infine fermarsi dietro l’orecchio. A causa dei rischi legati a una sua rimozione, il proiettile non venne mai estratto. Dopo aver ricevuto le prime cure, Bierce venne mandato a casa con un congedo per motivi di salute, affinché si riprendesse. La sua carriera si sarebbe potuta concludere così, ma, poiché Bernie aveva rotto il fidanzamento, il futuro scrittore decise di riunirsi alle truppe in Georgia a metà settembre, durante la campagna di Franklin-Nashville. Ricoprì soltanto mansioni secondarie e si tenne lontano dagli scontri.
Purtroppo, i ripetuti attacchi di vertigini e i frequenti vuoti di memoria a cui era soggetto, dovuti ai postumi della ferita, lo costrinsero a dimettersi dall’esercito il 25 gennaio 1865, a soli ventidue anni. Tali sofferenze lo avrebbero assillato per il resto dei suoi giorni. In seguito al suo ritiro dall’esercito assunse il ruolo di agente del Tesoro in Alabama, aiutando il governo nella confisca dei beni di proprietà dei leader confederati.
La sua carriera militare riprese, tuttavia, a metà del 1866, quando si riunì al generale Hazen per una spedizione in territorio indiano, realizzando carte topografiche delle Grandi Pianure. Il gruppo partì da Omaha, in Nebraska, e raggiunse San Francisco, in California, nel 1867. Bierce, dimessosi dall’esercito dopo aver scoperto che gli era stata negata la richiesta di promozione al grado di capitano, decise di stabilirsi in quella città, dove lavorò in seguito come guardia notturna alla Zecca. Anni dopo, ricevette il grado onorario di maggiore (saltando, per via di un errore, quello di capitano) come riconoscimento per il suo servizio durante la guerra civile.
3 – San Francisco
A San Francisco Bierce lesse molto e cercò di sviluppare i propri talenti di scrittore, facendo pratica grazie alla stesura di brevi articoli in difesa dell’ateismo. I giornali della città cominciarono a ricevere le sue proposte letterarie, per lo più saggi e pezzi satirici, e il The San Francisco News Letter and California Advertiser fu il primo a pubblicarne le opere.
I suoi primi modelli letterari furono i suoi contemporanei Brete Harte e Mark Twain, ma, sotto la guida di James W. Watkins, caporedattore del News Letter, fu introdotto alla satira di Swift, Voltaire, Pope e Juvenal.
Quando Watkins si dimise dal News Letter nel 1868 per trasferirsi a New York, Bierce lo sostituì come caporedattore a soli ventisei anni. Sempre più sicuro della propria padronanza del linguaggio e dello stile letterario, prese volentieri in mano la rubrica del giornale, The Town Crier. Da questo pulpito letterario attaccò con ferocia gli ipocriti della città, gli imprenditori disonesti e i politici furfanti, guadagnandosi negli anni il soprannome di Bitter Bierce. Il suo cinismo, l’humour nero e il piglio ferocemente anticlericale e provocatoriamente anticonformista divennero in poco tempo proverbiali e fecero di lui una delle firme più quotate e temute di tutta la città.
La sua scrittura era caratterizzata da arguzia, linguaggio preciso e fermezza morale. Questi articoli divertenti attirarono l’attenzione dei lettori al di fuori di San Francisco e vennero talvolta citati sui giornali di New York e persino di Londra. Durante la sua permanenza al News Letter, Bierce incontrò e conobbe un gran numero di giornalisti e scrittori, tra cui lo stesso Mark Twain.
Alla fine degli anni Sessanta del XIX secolo, iniziò a sperimentare la narrativa breve. Sottopose i suoi primi lavori ad alcune riviste della costa occidentale, come l’Overland Monthly, curata dal celebre Bret Harte. Fu su quella rivista che Bierce pubblicò The Haunted Valley, il suo primo racconto breve.
4 – Periodo inglese
Bierce sposò Mary Ellen Day, detta Mollie, figlia di un facoltoso ingegnere minerario, il 25 dicembre 1871.
Nel marzo del 1872 rassegnò le dimissioni dal suo incarico al News Letter affinché lui e la moglie potessero trascorrere una lunga luna di miele in Inghilterra. Una volta a Londra, iniziò a sottoporre i propri scritti a diversi magazine inglesi. Pubblicò vari pezzi sulla rivista umoristica Fun, su The London Figaro e sul London Sketch-Book. Per Figaro, periodico edito dall’amico James Mortimer, fu autore di una rubrica periodica intitolata The Passing Showman.
Il primogenito di Ambrose e Mary, un maschietto di nome Raymond Day, nacque nel 1872. Non molto tempo dopo il loro soggiorno in Inghilterra, i Bierce si trasferirono a Bristol, in parte perché l’umidità e la nebbia di Londra avevano esacerbato l’asma di Bierce, malattia che lo afflisse per tutta la vita.
Mentre si trovava in Inghilterra, videro la luce i suoi primi libri: nel 1873 pubblicò con l’editore John Camden Hotten The Fiend’s Delight, una raccolta di articoli precedentemente pubblicati su giornali californiani, e l’anno successivo Cobwebs from an Empty Skull. In questo periodo, Bierce scriveva utilizzando il nome d’arte Dod Grile, seguendo le orme di Samuel Langhorne Clemens, meglio conosciuto come Mark Twain.
Durante la sua permanenza in Inghilterra, continuò a coltivare le proprie doti di autore di satira. Il nuovo ambiente contribuì ad accrescere la sua comprensione della società e lui divenne ancor più critico nei confronti delle messinscene dell’umanità, delle ipocrisie e delle immorali istituzioni legali e politiche.
In una lettera risalente a quel periodo, scrisse:
Sebbene, in linea di massima, gli inglesi siano delle brave persone, gli scozzesi sono persino migliori e gli irlandesi una cattiva compagnia.
Un secondo figlio, Leigh, venne alla luce il 29 aprile 1874. Nella primavera del 1875 la moglie e i due figli fecero ritorno a San Francisco, seguiti in ottobre dallo stesso Bierce.
5 – Ritorno a San Francisco
Tornato a San Francisco, Bierce divenne presto padre di una terza figlia, Helen Ray, detta Bibsy.
Riprese l’attività di scrittore e nel 1877 accettò un impiego come direttore del settimanale The Argonaut, fondato dal colonnello Frank Pixley, dove riprese la famosa rubrica Prattle, iniziata anni prima in Inghilterra. Come la sua vecchia rubrica Town Crier, Prattle gli fornì uno spazio per pubblicare poesie, battute, aneddoti, storie e saggi. Utilizzò lo spazio anche per identificare e stroncare quegli uomini e quelle donne alle cui parole, azioni e scritture si opponeva per motivi morali o estetici.
In quel periodo, con l’intento di rimanere lontano dalla famiglia e dalla suocera, la quale chiedeva con insistenza di potersi trasferire a casa sua, prese a frequentare il Bohemian Club, ricoprendo per diverso tempo la carica di tesoriere: in realtà, una mera scusa per divertirsi e passare il tempo con altri gentiluomini, tra i quali lo stesso Mark Twain.
Bierce lasciò The Argonaut nel 1880, dopo che alcuni battibecchi personali avevano portato alla rottura dei rapporti con l’editore, e a giugno di quell’anno si recò a Rockerville, nel Dakota del Sud, per lavorare come direttore generale per una società newyorkese di estrazione dell’oro nelle Black Hills, la Wells Fargo & Co. Rimase disgustato dal sistema legale corrotto che dominava il settore e fu demoralizzato dai frequenti inganni e dai tradimenti di cui fu testimone. L’esperienza deve averlo ancor più inacidito nei confronti dei tribunali, del mondo degli affari e della natura umana in generale.
Tornato a San Francisco alla fine del 1880, in seguito al fallimento della società mineraria, Bierce trovò lavoro presso la rivista The Wasp, dove riprese la sua rubrica Prattle. Qui pubblicò o ristampò alcuni dei suoi scritti sulla guerra civile e cominciò la pubblicazione di quello che sarebbe diventato Il Dizionario del Diavolo (The Devil’s Dictionary, 1911), considerato oggi tra i cento capolavori della letteratura americana.
In quel periodo, i frequenti attacchi d’asma lo costrinsero più volte a lasciare San Francisco: il suo lungo soggiorno ad Auburn coincise con una crescente distanza emotiva tra lui e Mary.
Per varie ragioni, Bierce lasciò The Wasp nel 1886. Durante la sua permanenza al giornale, il suo talento di scrittore impegnato aveva quasi raggiunto la maturità. Per circa un anno non ebbe modo di esprimersi e trovò difficile pubblicare le proprie opere a causa dei nemici che si era fatto come critico sociale schietto e spietato.