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Tra le sue braccia, e le tue"

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Blurb

Zoé, 29 anni, è un'illustratrice un po' goffa ma brillante, che annega le sue insonnie in litri di caffè, podcast sull'amore tossico… e i s*x toys che prova per il suo blog anonimo. Crede di aver capito tutto dell'amore, finché non cade (letteralmente) tra le braccia di Jules, un fotografo tenebroso che le fa venire voglia di cancellare tutte le sue regole.Ma c'è Raphaël, il suo migliore amico da dieci anni, confidente di tutte le sue crisi esistenziali, che la ama in silenzio… solo che ora, non tace più.Mentre Jules la trascina in un vortice di passione carnale, tra giochi proibiti e confessioni a mezza nudità, Raphaël, invece, le offre una tenerezza bruciante, piena di sguardi che sanno già tutto di lei. Zoé, divisa tra l'ardore del desiderio e la dolcezza del cuore, si perde in un triangolo tanto torrido quanto crudele.Tra scene scottanti, goffaggini esilaranti (e orgasmi inaspettati), Zoé dovrà fare una scelta. Ma l'amore non ha niente di un copione ben ordinato. E a volte, amare significa anche ferire se stessi, o l'altro.Un romanzo dove si ride, si piange, si sospira… e ci si scioglie.

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Capitolo 1 — Sesso, caffè e confessioni anonime
Zoé Comincio sempre i miei lunedì mattina nello stesso modo: 1. Caffè. Tanto caffè. 2. Una playlist "Fiaschi sentimentali e altri disastri". 3. Un articolo sul blog che nessuno sa che scrivo. Oggi è un test di vibratore. Sì, un test. Oggettivo, tecnico… e onesto. Troppo onesto, secondo la mia psicologa. "Questo modello mi ha sorpresa per la sua discrezione e potenza, ma è chiaramente da evitare durante una videoconferenza Zoom. La vibrazione potrebbe passare attraverso le cuffie. Parlo per esperienza. Non giudicate." Sospiro. Sorseggio un sorso di caffè. E rileggo per la decima volta l'articolo che pubblicherò sotto il mio pseudonimo: LaBrumeRose. È divertente, parla di piacere femminile con un pizzico di ironia. Ma dietro ogni battuta, c'è un pezzo di me che urla: un giorno qualcuno mi amerà davvero? Anche se sono fatta così? Sono Zoé. Ho 29 anni, sono un'illustratrice freelance, un po' matta, spesso sarcastica, e per giunta incapace di scegliere tra un orgasmo ben calibrato e una vera storia d'amore. Perché non ne ho mai avuta una. Non una vera. E stamattina, mi appresto a vivere una giornata come le altre. Solo che… cadrò tra le sue braccia. Letteralmente. Tutto è cominciato alle 10:47, da Papier Crème, una piccola cartoleria di Montmartre che vende quaderni a prezzi folli che non oso nemmeno aprire. Ci vado per comprare dei pennarelli. Pennarelli, accidenti, non un fantasma vivente in jeans neri e camicia sbottonata. Eppure. Non vedo l'ostacolo. Sono al telefono, rido di un meme idiota che mi ha mandato il mio migliore amico Raphaël (un'altra cazzata sui capricorni e la masturbazione — classico). E tampono un petto. Un muro. Una montagna. Cado io, lui no. Sono per terra, gambe aperte, borsa squarciata, rossetto che rotola. E lui… si china. Con un sorriso storto. I capelli un po' arruffati. Una macchina fotografica a tracolla. — State bene? mi chiede. La sua voce è grave. Giusto quel tanto che basta per attivare zone che non dovrebbero reagire in una cartoleria. Balbetto. Sento le guance bruciare. — Io… stavo testando un nuovo stile di caduta. Molto artistico. Lui ride. Accidenti. Ha le fossette del diavolo. — Bella caduta, comunque. Sono Jules. Jules. Ovviamente. Doveva chiamarsi come in una commedia romantica. Manca solo che sia fotografo per Vogue e appassionato di orgasmi femminili. È fotografo. Non conosco ancora il resto, ma il mio intuito mi dice che lo scoprirò. A tappe. Esco con i miei pennarelli, il suo biglietto da visita nella tasca posteriore, e una voglia irrazionale di inventare un progetto solo per rivederlo. Ma sono un'adulta responsabile. Torno a casa a lavorare. Ignoro i miei ormoni. Sono matura. Solo che no. Quella sera stessa, mando un messaggio a Raphaël. Zoé: Ho conosciuto un fotografo. Raphaël: E? Zoé: Mi ha vista con le gambe aperte per terra e un rossetto tra le cosce. Raphaël: Quindi ti ha vista nel tuo elemento. Zoé: Vaffanculo. Raphaël: Ancora no. Vuoi che ti aiuti a dimenticare la sua faccia? Sai, amichevolmente. Zoé: Hai un bug o stai ancora flirtando con me? Raphaël: Pensaci. Non ci penso. Chiudo l'app. Raphaël è il mio migliore amico. Quello che mi conosce a memoria. Quello che sa quando sto per piangere solo dal modo in cui digito sulla tastiera. Quello che non ho mai baciato. Quello che a volte ho voglia di baciare. Ma è più facile fare finta di non vederlo. Vado a letto tardi. Mi masturbo pensando a Jules. La sua voce. I suoi occhi. Quel sorriso carnivoro. Mi addormento nuda, con la mano ancora tra le cosce e un po' di vergogna appiccicata al centro del ventre. La mattina dopo, ricevo una mail. "Zoé, il suo profilo mi ha colpito. Ho in mente un servizio fotografico sul tema 'Frammenti femminili'. E penso che lei sarebbe perfetta per illustrarlo con il suo stile. Disposta per un caffè?" Firmato: Jules Non so se sia una proposta professionale o una metafora sessuale. Ma dico sì.

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