20 Sara Quando arriviamo nella nostra camera, Peter mi porta al letto. Fermandosi davanti ad esso, si toglie la vestaglia, lasciandola cadere a terra, poi slaccia la mia, facendola scivolare dalle spalle, lasciandomi nuda. Sembra avere il pieno controllo, con la rabbia messa a tacere per il momento, e, nonostante il nervosismo, le mie cosce fremono per un aumento di calore, mentre strofina le nocche sulla pelle sensibile dei seni, prima di afferrarne uno alla volta e di strofinare delicatamente i pollici sui capezzoli. "Sembri spaventata" osserva, con lo sguardo d’argento duro e opaco. "Hai paura che ti farò del male?" Mi avvolge i capezzoli con le dita, pizzicandoli con una forza sorprendente, e ansimo, sollevando le mani per afferrargli i polsi. "Dimmi, Sara." Mi pizzica i capezzoli

