— Ella — È magnifico. Lo sapevo già, ovviamente. L'avevo visto in streaming, sul campo, nella serra. Ma qui, su questo piedistallo, alla luce del mio laboratorio, offerto senza difesa... è un'altra cosa. Ogni muscolo è definito senza essere eccessivo. Spalle larghe, vita sottile, fianchi stretti. Braccia potenti ma non gonfie, con quei tendini sporgenti che tradiscono ore di lavoro. E la sua schiena... Mio Dio, la sua schiena. I giochi di ombre tra le scapole, la valle profonda della sua colonna vertebrale, la curva perfetta dei suoi reni che svanisce nell'elastico dei suoi boxer neri. Disegno. Pagina dopo pagina. Studi di nudo, schizzi veloci, dettagli – l'orecchio, il ginocchio, la mano. Ma la mia mente deriva incessantemente verso altro. Verso di lui. Verso Luca. Non il corpo per

