46° Sedici anni o forse venti

1128 Words

46° sedici anni o forse venti Da quando sto a Torino non sono ancora uscito di sera. Non ci ho nemmeno pensato. A parte i miei collaboratori, non ho nessuno con cui farlo. Però stanotte non me la sento di ammuffire sbarrato in casa, con quest’aria rinfrescata che mi chiama fuori, invitandomi a partecipare a non si sa bene cosa, e con questo vento sottile che spazza via i malumori, lasciandomi dentro un animo pulito. I miei colleghi si concedono di rado libere uscite dopo una sconfitta o un pareggio deludente. Non è ciò che la curva si aspetta da loro. Se la squadra va male, secondo i tifosi, un allenatore dovrebbe segregarsi in una cella e fustigarsi con il cilicio. E poi tornare a mostrarsi in giro solo quando avrà rimesso le cose a posto. Ma a me non frega un cazzo di rivedermi tutti

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