10° Uno spietato talent show

659 Words
10° uno spietato talent show «Mai e poi mai, Vincenzo» mi dice Laura al telefono. «Non dovresti nemmeno pensarci, a questa cosa» dice Laura. «Nemmeno considerarla di striscio» dice Laura. «Mi stupisce perfino che tu gli abbia chiesto una settimana di tempo per rifletterci sopra» dice Laura. «Bastava un nanosecondo per rifiutare la loro proposta di merda» dice Laura. «E non chiedermi qual è la mia opinione a riguardo» dice Laura. «Perché ti risponderei che saresti un mezzo uomo, se tu accettassi» dice Laura. «Ti risponderei che saresti un cretino tutto intero, se ti mettessi con quelli» dice Laura. «Mai e poi mai, Vincenzo» mi dice Laura al telefono. «Non è fantastico, amore?» mi chiede Sandra al telefono. «E quanto ti darebbero all’anno?» chiede Sandra. «Il contratto, voglio dire, è un buon contratto?» chiede Sandra. «Tre milioni e mezzo netti? Ma stai scherzando?» chiede Sandra. «Sei d’accordo con me che è un’ottima offerta?» chiede Sandra. «Tutti quei soldi potrebbero sistemarci per un po’, non è vero?» chiede Sandra. «E se poi arrivate primi c’è anche il premio scudetto?» chiede Sandra. «Allora cosa hai intenzione di fare?» chiede Sandra. «Gli dirai che accetti, giusto?» chiede Sandra. «Non è fantastico, amore?» mi chiede Sandra al telefono. «Un’occasione così non ti ricapiterà mai più» mi fa Giorgio al telefono. «Ed è proprio per questo che devi lasciarla perdere» fa Giorgio. «Perché è l’occasione perfetta per rovinarti» fa Giorgio. «Quello non è il tuo ambiente e quella non è la tua squadra» fa Giorgio. «Saresti solo una pedina sacrificabile fra tanti pezzi grossi» fa Giorgio. «Specialmente se le cose dovessero prendere una brutta piega» fa Giorgio. «Potrai anche adattarti al loro modo di pensare, ma non riuscirai a diventare come ti vogliono» fa Giorgio. «Un’occasione così non ti ricapiterà mai più» fa Giorgio. «Ed è proprio per questo che devi lasciarla perdere» mi fa Giorgio al telefono. Laura: no. Sandra: sì. Giorgio: no. Un gol per il sì. Due gol per il no. Vince il no per 2 a 1. Laura è fatta così: non conosce i compromessi. Per lei la parola data è una sentenza. Laura non ammette menzogne, ripensamenti, lusinghe o perdoni. Per lei un amico è sempre un amico. Un nemico è sempre un nemico. E l’unico nemico buono è il nemico morto. Per Laura è un no e me lo dovevo aspettare. Sandra è fatta così: si preoccupa della nostra serenità. Sandra pensa al futuro di Mattia, al mio, al suo. Pur di garantirsi un buon tenore di vita, non ha nulla in contrario che io lecchi i piatti in cui ho sempre vomitato. Che io indossi le corna del diavoletto che lucida l’argenteria del paradiso. Per Sandra è un sì e me lo dovevo aspettare. Giorgio è fatto così: valuta con prudenza i pro e i contro. Senza lasciarsi trascinare dagli strattoni delle emozioni. Senza farsi dissuadere dalla desistenza dei timori. Giorgio è l’occhio acuto che focalizza ciò che la mia miopia non riesce a definire. Che avvista il pericolo e avvisa i pericolanti. Per Giorgio è un no e me lo dovevo aspettare. Laura, Sandra, Giorgio: i miei tre giudici personali. Sul campo da calcio ho sempre scelto io, perché è mia tutta la responsabilità. Sul campo da calcio sono costretto a prendere ogni giorno qualche dozzina di decisioni, esposto alle critiche di chi ha il compito di massacrarmi qualunque mossa faccia, per qualsiasi minimo errore. Anche quando non sbaglio affatto. Ma fuori dal campo è ancora più complicato indovinare le opzioni giuste. Infilare lo svincolo che avvicina alla meta, quando si affronta la biforcazione. Staccare il cavetto rosso oppure quello verde, quando c’è da disinnescare la bomba. A questo problema ho trovato però una soluzione: fuori dal campo lascio decidere agli altri. A Laura, a Sandra e a Giorgio. Mi affido al loro voto. Al loro veto. Delego alla maggioranza. Anche se loro non lo sanno. I miei inconsapevoli giudici dicono solo: per me è sì. Dicono solo: per me è no. Ma la somma di questi verdetti determina le mie fortune come quelle di un aspirante artista ingoiato da uno spietato talent show: sì o no, promosso o bocciato, sopravvissuto o eliminato. Laura: no. Sandra: sì. Giorgio: no. Un gol per il sì. Due gol per il no. Vince il no per 2 a 1. Fottuta Signora, questa volta hai perso.
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