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451 Parole

38 Corse di sotto. Un centinaio di metri indietro aveva visto un bar e due brutte facce sedute a un tavolino. Con un po’ di fortuna… Scoprì i denti, batté l’incisivo di resina con la nocca, lo artigliò tra pollice e indice e tirò fino a vincere il cemento provvisorio. Intascò la corona. Arrivò al bar. «Cerco Omar», disse ai due uomini, uno magro vestito di jeans, l’altro in tuta e in deciso sovrappeso. Nel frattempo i due si erano alzati in piedi. Dal ciccione ricevette uno sguardo sospettoso. Dallo smilzo, zero assoluto, come se non esistesse. «Castrignanò», aggiunse. «Dai, Omar cazzo. Ho bisogno. Vi sembro uno sbirro?». Il magro non resistette e lo guardò con la coda dell’occhio: «Fila», accompagnò la parola con uno scatto della testa che indicava il marciapiede. Petronio sorris

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