27 Come previsto da Bonetti, Verardi era tornato in agenzia perché la sua vecchia amante non era intenzionata ad abbandonare il banchetto. Accecato dall’astio, l’architetto voleva annientarla senza sentire ragioni. Pessima idea, era lui quello debole. Meglio trovare un accordo. «Cioè?», aveva domandato con sospetto l’architetto. La soluzione era semplice, tuttavia lui era lì per frignare e cercare vendetta, non per essere ragionevole. «Con la scusa di una promozione, la costringa a un posto di responsabilità. Un tipo così non rimarrebbe insensibile al comando e a quel punto non potrà più permettersi di raccontare le vostre scappatelle al mondo intero. Se lei architetto franerà, franerete insieme». Verardi aveva annuito. Prima titubante, poi con convinzione. Al diavolo l’orgoglio, e

