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Il sabato non accadde nulla. La domenica Bonetti portò la famiglia a Mirabilandia. L’autostrada gli permetteva di controllare meglio se qualcuno lo stesse seguendo.
Dubitava che il tipo con cui si era scontrato, possedesse una macchina, ma poteva comunque essere in grado di rubarla.
Chiara aveva capito che Bonetti era nervoso, ed era diventata apprensiva di conseguenza. Sapeva che lui non la teneva al corrente di quanto gli accadeva sul lavoro.
A volte pensava alla vita di suo marito come a una pericolosa voragine transennata apposta per lei.
La domenica sera misero a letto la bambina e crollarono. Per due adulti Mirabilandia era uno sport estremo.
Si destarono entrambi quando suonò la sveglia.
La settimana cominciò con un giorno terso e ventoso.
Bonetti fu il primo a uscir di casa. Infilò gli occhiali da sole per evitare la polvere negli occhi. Si guardò intorno con circospezione. Cambiò il percorso che faceva abitualmente per arrivare in piazza San Martino. Durante il tragitto, entrò in un bar, guadagnò tempo mangiando tre paste con una lentezza che non gli apparteneva, osservò la strada.
Lo sconosciuto era scomparso. Per il momento.
Arrivato in ufficio, decise di chiamare Gigi Brevi, titolare di un’agenzia con cui collaborava.
«Ho bisogno che teniate d’occhio per un paio di giorni me e la mia famiglia».
Avrebbe ricambiato il favore.
Raccontò a Brevi l’accaduto e pure il collega lo trovò bizzarro.
«Farò il possibile, Walther».
Martedì, mercoledì… passarono con normalità. Bonetti si dedicò all’archiviazione delle scartoffie e a redigere la relazione su un pedinamento che gli aveva subappaltato un avvocato parmense, commissionato originalmente da un’agenzia catanese.
Certe indagini incappavano in geometrie bizzarre.
Si mise in pari anche con la lettura dei principali fatti di cronaca, la settimana precedente era stata quasi interamente assorbita dall’architetto Verardi.
Il giovedì mattina, non era ancora uscito di casa, gli arrivò la telefonata di Gigi Brevi.
«Ciao Gigi, novità?».
«Nessuna». Lo sconosciuto era sparito.
Si era trattato solo di un pazzo occasionale. Un invasato, un tossico o… va’ te a sapere.
Bonetti ringraziò il collega e chiuse la telefonata.
Tornò alla cassaforte e prese la pistola.
Un caso isolato. Un tossico o un invasato…
Avrebbe scommesso la licenza di investigatore, che non era così.