Nel grande, religioso silenzio degli ascoltatori, Cesi sonava: e sonava con quel concentramento, con quell’assorbimento delle sue ore di musica solitaria. Giammai si voltava al pubblico, sonando, e distrattamente, come se nulla vedessero, i suoi occhi seguivano il volo delle sue mani sulla tastiera bianca e nera. Un pensiero di Beethoven, pensiero grave, quasi solenne, si allargava nella nota di una musica eminentemente semplice: e il pensiero parlava di cose alte e pure, di nobili cose che nascono dal cuore e al cuore arrivano. Donna Caterina Spinola, sotto la falda nera del gran cappello piumato alla Rubens, stava a sentire con la faccia immobile, senza batter palpebra. Non si voltava mai a guardare Riccardo Joanna, solo un lievissimo rossore le si distendeva di mano in mano sotto gli oc

