Capitolo 17 - Hero

1453 Parole
Sono così sbronzo che realizzo in ritardo tutto il trambusto che ho combinato. L'unica cosa che mi fa stare meglio è averla qui vicino a me, sapere che mi ha cercato e si è preoccupata mi rende felice. Questa ragazza comincia a tenerci a me, ed io comincio a tenere a lei. Se non fosse per lei adesso starei ancora in quel pub probabilmente a finire di collassare. A Londra bevo solo per festeggiare con i miei amici, per divertirmi, non ho mai bevuto da solo, questa sera non so che mi è preso, volevo solo smettere di pensare. Smettere di pensare a lei. E per un po' ha funzionato, ma quando è arrivata da me il trambusto nella testa è aumentato. In quel pub mi ripetevo che era una stupida cotta, il fascino delle cose nuove e complicate. Lei è complicata, se la prende sempre per tutto ed è sempre sfuggente. Quando non litighiamo sembra che fa di tutto per farmi arrabbiare, per allontanarmi. Quando la allontano sento che è più vicina. È un paradosso. Josephine Langford mi farà diventare matto. RAGAZZE IL CAPITOLO È BREVE PERCHÈ QUESTI SONO I PENSIERI DI HERO E VOLEVO RACCHIUDERLI IN DISPARTE. SPERO VI PIACCIA LO STESSO ♡ Si toglie la maglietta e la tuta, rimane in boxer e mi sento ribollire. Cerco di non guardarlo e scosto la testa. Arrossisco perché ha notato che stavo sbirciando. 《Dormi vestita di solito?》 Mi chiede assonnato 《Oh..no stavo giusto per andare in bagno a mettere il pigiama.》 《Okay, ti aspetto allora..》 e si butta sul letto Entro nel bagno e maledico di aver accettato di dormire con lui, è troppo intimo e non sono pronta per queste cose. Le mie amiche passano da un letto ad un altro e non si fanno problemi, mi domando come facciano. Infondo è solo una dormita con un collega di lavoro, cosa sarà mai. Mi convinco ed indosso dei pantaloncini rosa con una canottiera bianca. I pantaloncini sono un po' cortini, ma ho solo questi disponibili... Mi strucco ed esco dal bagno. Hero dorme come un ghiro e la mia ansia crolla subito. È molto meno imbarazzante. Mi sdraio dall'altra parte e mi copro con le lenzuola. Provo a chiudere occhio ma continuo a svegliarmi per controllare se lui è ancora lì. L'ennesima volta che apro gli occhi mi sta guardando, mi prende tra le sue braccia e sussurra: 《stai tranquilla, non ti lascio.》 Richiude gli occhi e mi stringe più forte. Tutto il corpo e la mente si rilassano tra le sue braccia ed io prendo sonno all'istante. L'alcool lo rende più dolce, gli fa dire cose che non mi direbbe mai. Domani ricomincerà la tortura mi odierà di nuovo. Credo nella nostra amicizia, e credo che dietro a quella maschera ci sia un ragazzo sensibile e di cuore. Ecco perché torno sempre da lui, perché credo in lui. Al mio risveglio il letto è vuoto, Hero non è qui. Il mio cervello già sta magazzinando scene brutte, e l'ansia ne è complice. Mi tiro sù e noto che mi ha lasciato un biglietto sul comodino. Sono fuori a pranzo con Tiffany. 'Mi prende per culo?!' La rabbia ha la meglio su di me. O forse è gelosia. Non capisco perché deve passare il suo tempo con lei, invece di stare qui con me. Adesso la starà rassicurando che tra noi non c'è nulla, che sono una collega e non deve temere di me. Al pensiero resto infastidita. Chiamo mia sorella Katherine, ho bisogno di ascoltare la sua voce, mi manca troppo. 《Piccolina mia che mi racconti? Quando torni? Ti ricordo che fra un po' traslocherò a Los Angeles e devi aiutarmi!》 Esclama entusiasta. 《Torno fra 3 giorni. Ho talmente tanti casini per la testa al momento che avevo dimenticato del trasloco.》annuncio 《Casini per la testa? Hai conosciuto qualcuno?》 Mi domanda curiosa 《Beh..si..ma non sono sicura che possa piacermi.》 Dico con voce smorzata 《Perché non sei sicura? È brutto? Ahaha》 e ridacchia 《Nono assolutamente no. Non ho mai visto ragazzi così in Australia..》le faccio notare 《Perché sei sempre stata alla larga dal genere maschile, a volte pensavo che eri dell'altra sponda.》 Aggiunge 《Seriamente Jo perché non sei sicura? È un drogato?》 Mia sorella e la serietà sono due cose diverse, trova sempre dell'ironia in tutto, soprattutto con me. 《Oh dio..no Kathe no.》 《È solo che non lo capisco, non c'è mai stato niente tra di noi..però litighiamo sempre perché mi risponde male, e poi per farsi perdonare diventa la persona più dolce del mondo.》 Confermo con tono sconfortante. 《Diffida da questa persona Jo. Vuole solo portarti a letto e poi scaricarti.》 E aggiunge 《devo andare sorellina la mamma sta dando di matto perché ho passato tutta la mattina sul letto senza aiutarla nelle faccende domestiche, puoi immaginare la sua reazione. Ciao Jo e ricorda ciò che ti ho detto, ci vediamo Sabato.》 《Ciao Kathe. A sabato.》 Non sono contenta del suo consiglio, non ha provato nemmeno a capire la situazione. È sempre così egoista e narcisa. Mi faccio una doccia e mi vesto, metto un maglione lungo a mò di vestitino con le calze e parigine. Metto in piega i capelli con il ferro, trucco gli occhi, le labbra e sono pronta. Non capisco perché mi sto dando così da fare. Non sono mai stata così truccata e vestita per restare a casa. Mi sveglio e trovo Josephine che dorme con me nel mio letto. Non ricordo niente della sera precedente, ricordo solo di averla abbracciata per qualche frazione di secondo e di aver provato una sensazione bellissima. Quando dorme è bellissima, mi piace osservarla di nascosto, lo farei per ore ed ore. 'Aspetta un momento, Jo ha dormito qui perché la sua camera è occupata..' comincio a ricordare...'Tiffany cazzo' Non può stare qui, non può rovinarmi la vita. Darà fastidio a me, a Jo.. Devo sistemare la questione. Faccio attenzione a non svegliarla e mi tiro fuori dal letto, le lascio un biglietto sul comò per avvertirla che non ci sarò per pranzo. È una tortura, ora che le cose stavano andando per il verso giusto e finalmente potevamo ripartire da zero...e invece devo passare la giornata nel convincere Tiffany a ritornare a casa. Quando esco dalla camera Tiffany è già li, pronta per scatenare una tempesta di fuoco. 《Non cominciare a urlare o a dare di matto, ho la testa che mi scoppia, te lo chiedo per favore.》 Esigo con tono autoritario 《Voglio delle spiegazioni, devi darmele Hero o comincio ad urlare.》 Mi impone lei Non capisco perché vuole queste fottute spiegazioni, l'ho lasciata due mesi fa e da li non mi sono fatto più sentire. Vuole qualcosa da me che non può avere e non avrà mai. 《Ok ok...andiamo a pranzo insieme e parliamo, va bene?》 A quest'ora avrei già chiamato la polizia per denunciare questa pazza stalker, ma non voglio svegliare Josephine, il pensiero che le sue urla la facciano svegliare mi fa incazzare. Quindi acconsento alle sue idiozie. Usciamo dall'albergo e andiamo a mangiare in un fastfood. Mi trovo a disagio ad andare in giro con questa tizia, quando scopavamo ero sempre ubriaco perché da sobrio il mio amico li sotto non avrebbe dato segnali di vita. Abbandono subito questi brutti pensieri e ritorno alla realtà. 《Ho conosciuto un altra persona e mi piace da matti, abbiamo attraversato una fase iniziale con difficoltà e voglio risolverle tutte, non ho tempo per te e credo che tu non lo dovresti avere per me. Pensa alla tua vita Tiffany, vedrai che troverai il ragazzo giusto per te.》 E aggiungo 《Ho sbagliato tanto con te, per due mesi ti ho solo illuso di avere qualcosa che in realtà non c'era. Non avrei mai dovuto iniziare questa storia, è colpa mia lo so. Ma devi andare avanti.》 Le mie parole hanno un effetto opposto a quello che immaginavo e ne sono subito sollevato. 《Hero tranquillo ho capito, spero che questa ragazza ti rendi felice come non ho saputo fare io. Possiamo rimanere amici vero?》 A quella domanda sono un po' preoccupato, restare amico per lei non è restare amici. 《Anche l'ultima volta mi hai fatto questa domanda, non era cambiato molto per te..》 Lei ribatte secca 《Adesso si.》 Sono contento di come sia andata questa conversazione, Tiffany è veramente cambiata sembra un altra persona. Ride sempre e non urla più, forse, finalmente, ha capito il concetto AMICI
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