Jordan Parrish

525 Parole
Io e Parrish ci stavamo frequentando prima che scoprisse di essere un Segugio Infernale. Da quel giorno ha fatto di tutto per evitarmi facendo finta di non vedermi per strada, evitando di salutarmi, sparendo magicamente dalla stazione dello sceriffo quando andavo a cercarlo lì per parlarci della situazione che si è creata. Non so come comportarmi, non so cosa fare. Jordan mi piace da tanto tempo, e quando lui si interessa a me per la prima volta in quel senso la fantastica soprannaturalità di Beacon Hills rovina tutto come sempre e io non so darmi pace; sta diventando veramente frustrante. Come tutti i pomeriggi vado a farse la mia corsa abituale nella riserva di Beacon Hills, oggi ne ho bisogno più del solito visto la quantità di confusione che ho in testa. La natura mi calma e il silenzio sembra una carezza. Invece di correre questa volta, cammino. Cammino e mi godo la bellezza di ciò che mi circonda. Sono come incantata, per un attimo mi sembra di dimenticare tutto. Parrish, i problemi del branco, i dottori del terrore, la bestia, Theo. Tutto sembra svanire completamente finché i miei occhi non incontrano i suoi, verde prato che si intonano benissimo con tutto ciò che ci circonda. Non tento nemmeno di avvicinarmi, so che scapperebbe via come un cucciolo spaventato. Al contrario, mi siedo a terra, poggio la schiena su un albero e chiudo gli occhi respirando profondamente finché una voce non mi interrompe. "Hey... Posso sedermi?" senza aprire gli occhi annuisco; so benissimo che è lui. Il calore del suo corpo raggiunge il mio, facendomi intuire quanto sia vicino. Mi è mancato terribilmente in questi giorni, ma non ho la forza di guardarlo in faccia. "Lo so che sei arrabbiata, probabilmente mi odi, ma non importa, devo farti comunque le mie scuse." Fa una breve pausa, prende un respiro profondo e poi inizia a parlare. "Quando ho scoperto quello che sono... Non riesco a dirlo perdonami. Ma quando ho capito cosa mi succedeva tutte le notti, quando ho capito che non stavo semplicemente sognando, ma che era tutto vero. Ho avuto paura. Non per me intendiamoci, sono stato in Afghanistan, ho affrontato la guerra, posso superare anche questo. La prima cosa che mi è venuta in mente, sei stata tu. Ho avuto paura che tutto ciò che vedevo, che stava accadendo, da un momento all'altro potesse accadere anche a te. Non potrei mai perdonarmelo." Questa volta apro gli occhi, bagnati dalle lacrime. "Perché non me l'hai detto prima? Perché non mi hai spiegato queste cose invece che farmi star male evitandomi? Mi sei mancato tantissimo e non potevo fare nulla." "Perché avevo paura che standoti accanto di sarebbe successo qualcosa. Io ti amo, non posso perderti, lo capisci?" alza la voce. "Cosa hai detto?" chiedo piano, spiazzata. "Io.. io ti amo. Da sempre." Non aspetto un secondo di più e mi getto fra le sue braccia, baciandolo con tutta la forza che ho in corpo. Mi stringe a sé e finalmente mi sento leggera, come se mi fossi tolta un peso dal petto. Ci separiamo qualche secondo solo per guardarci negli occhi. "Ti amo anch'io."
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