VII

218 Parole
VII Buio e silenzio accolsero Sergio Crema al rientro a casa. Come già accaduto in passato, anche quella sera si era perso qualcosa... Il chiasso prodotto dai suoi bambini intenti a giocare in cameretta, i capricci del più piccolo quando arrivava il momento di lavarsi le mani, le grida di esultanza della figlia maggiore all’inizio dell’ennesima puntata di Violetta, il momento in cui tutti e quattro si radunavano intorno a tavola e si faceva il punto sulla giornata appena trascorsa. Il commissario provò a scacciarsi di dosso quella patina di malinconia spogliandosi dei propri infradiciati vestiti che appese in bagno prima di raggiungere, ancora in mutande, la cameretta dei suoi bimbi. Trovò però i loro lettini vuoti perché il trio, un po’ se l’aspettava, si era addormentato nel lettone della camera “dei grandi”. Sergio Crema verificò quell’ipotesi illuminando con la luce dello smartphone le sagome dei suoi cari accatastati l’uno sull’altro al centro del letto. Sorrise divertito prima di recuperare dal comodino il pigiama che si infilò una volta giunto in tinello solo dopo aver acceso la televisione. Sapeva che avrebbe faticato a prendere sonno perché l’immagine di quegli indizi, disposti sul tavolo, l’avrebbe tormentato per qualche ora. Cercò di superare quella fase di stagnazione psicologica con uno dei suoi tradizionali rimedi: un panino tonno, pomodoro e maionese che divorò guardando, su SportItalia, un’interessantissima partita di calcio del campionato belga.
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