13 - Il dito puntato “La morte, la morte, mio insigne aedo... Bussa ogni notte al mio orecchio; tanaglia i miei nervi di minuto in minuto; offusca la mia ragione. Ma scrutando il vostro tenace esercizio, mio fervido esteta, e il modo alato con cui offrite il petto al mondo, mi accade di pensare che voi siate, oltre che il celebrato pittore di cui si mena gran favella, anche l’eccellente ricognitore dell’umano scibile e sovra tutto il gran depositario, e unico, del segreto sesquipedale. Detto in altro modo, vedendovi all’opra, da questo mio ricetto in cui fui scagliato da vecchiezza e accidente, ho come desunto che voi abbiate carpito alla natura il suo più occulto, intimo e maligno arcano. Talché vagheggio, e in tal vagheggiar mi struggo, di dimandarvi se mai sareste voi così largo e magn

