14 - Mi scappa una confidenza All’improvviso la voce di Rombo diventa metallica, bassa, e dal tono capisco che i suoi occhi sono diventati stretti come tagli. Di colpo mi afferra un polso, mentre freno con la punta dei piedi e sforzo le caviglie per non perdere l’equilibrio sul terreno in discesa. Siamo arrivati nel cortile e da lì ci siamo avviati lungo un lato della collina, fra i filari. Un sole tiepido fa lo smorfioso dietro uno strato sottile di nuvolette innocue. Guardo i minuscoli grappoli ancora adolescenti, sgraziati, ed è come se li vedessi trasformarsi in tanti bei bicchierozzi di nebbiolo. “Tu non hai ancora capito bene, Cardo” mi fa. “Se è per quello, io non ho mai capito niente, Rombo. Ma soprattutto non mi frega un beato cazzo di capire che cosa avete in testa, tu e il ca

