Capitolo ottavo-2

2001 Parole

Un occhio vitreo sbirciò dall’interno. Giorgio spiegò, in piemontese quel che gli era appena accaduto mentre il cane si era avvicinato a scrutarlo di sottecchi. Era piccolo, di pelo raso e completamente bianco. Anche l’anziana che gli aveva aperto, era canuta e talmente bassa dall’avere movenze di bambina. Una diafana statuetta dagli occhi ostili. Rise o forse tossì e socchiuse la bocca mostrando una dentiera immacolata. «‘T sèj ‘l’tèrs che s’piänta sota ‘a vigna» commentò. La veja parlava un piemontese langhetto talmente biascicato e stretto che perfino Giorgio fece fatica a capire tutto quel che gli diceva. Gli stava spiegando quel che sperava di non sentirsi dire, era sola, a parte il cane e che se aveva bisogno di aiuto, di provare a chiedere a un certo Gioàn. Indicò la casa di fronte,

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