La mente gli diceva mentre le parole gli uscivano di bocca...: “Allora, buon Dio, se Sylvia si occupa attivamente della mia carriera sarò lo zimbello di tutto l’esercito. Ci stavo pensando dieci minuti fa!... Che si deve fare? In nome di Dio, che si deve fare?” Un velo di crespo nero sembrava gli fosse calato sulla vista... Fegato... Il tenente Hotchkiss disse con dignità: «Vado al fronte. Vado al vero fronte di guerra. Questa mattina, alla visita medica, mi hanno fatto A1. Vado a studiare le reazioni del sangue di un cavallo in servizio sotto al fuoco». «Beh, siete proprio un brav’uomo», disse Tietjens. Non c’era niente da fare. Le stupefacenti attività delle quali sarebbe stata capace Sylvia erano proprio quel che ci voleva per diffondere il riso con la furia del fuoco su un esercito

